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6 G LOSSARY Calcare attivo: Active lime Clorosi ferrica: Iron chlorosis La carta dei suoli La carta pedologica costituisce la base indispensabile per impostare le valutazioni sulle specifiche caratteristiche dei diversi tipi di suolo in un determinato territorio; tali suoli, infatti, vengono descritti in relazione agli usi possibili e sostenibili. Le zone che caratterizzano la carta dei suoli vengono delimitate sulla base delle condizioni climatiche e di quelle geologiche, cioè degli elementi che caratterizzano i processi pedogenetici e che danno luogo ai suoli dominanti. In secondo luogo, sono presi in considerazione i diversi aspetti che formano il clima del suolo (o pedoclima) e cioè: I.5 (a) Visualizzazione delle zone dove sono riscontrabili problematiche legate al pH. (b) Zone a forte presenza di calcare nel terreno. PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE regime idrico e termico dei suoli; morfologia; tipi di suolo maggiormente presenti; capacità d uso; limitazioni permanenti; processi di degradazione più importanti. Le fonti per la stesura della carta dei suoli sono molteplici, ma un contributo determinante è fornito dalla Banca dati dei suoli nazionali presso il Centro Nazionale di Cartografia Pedologica di Firenze. A livello nazionale, la prima stesura della carta delle Soil Regions Italiane è stata realizzata in collaborazione con l European Soil Bureau seguendo le indicazioni del Manuale europeo, versione 1.0. Carta dei suoli e pH a b 0050.Introduzione_a.indd 6 Tra gli elementi caratterizzanti le proprietà di un suolo, quelli con maggiore influenza sulle colture sono senz altro il pH e il calcare, tanto da determinare la possibilità di sopravvivenza delle piante. Per questa loro preferenza o resistenza ai diversi pH, le piante vengono suddivise in acidofile (o ossifile) e basofile (o anossifile), a seconda che preferiscano o comunque resistano a terreni acidi o basici (vedi tabella I.6). Terreni a pH acido: sono più presenti nei climi piovosi, dove si ha una maggiore lisciviazione delle basi e una maggiore presenza di ioni H+ dovuti alle piogge. In Italia sono comuni nelle zone montane, sia nelle Alpi che nell alto Appennino, dove si hanno notevoli precipitazioni annue e dove le basse temperature non consentono una sufficiente mineralizzazione della sostanza organica. Terreni a pH basico: sono tipici dei climi caldi e siccitosi, dove la forte evaporazione fa calare la quantità di acqua nel terreno e fa risalire per capillarità le basi disciolte che possono così accumularsi. In Italia, i terreni sono prevalentemente basici soprattutto nelle pianure e nella zona centrale e meridionale con un clima tendenzialmente poco ricco di precipitazioni. Bisogna ricordare che, mentre in laboratorio il pH ottimale di crescita delle piante spesso è subacido, in pieno campo le produzioni più alte si ottengono nei terreni tendenzialmente basici e argillosi: questo perché le micelle argillose, essendo elettronegative, adsorbono e scambiano un gran numero di cationi nutritivi (K+, Ca++, Fe++, Mg++). Per quanto riguarda il calcare, un suo eccesso riduce la disponibilità di ferro per le piante, evidenziata da ingiallimento degli organi verdi (clorosi). Non tutte le piante sono soggette con la stessa intensità alla clorosi ferrica e sui fruttiferi più sensibili a questa fisiopatia (quale il pesco) si sono selezionati portainnesti resistenti. Una simpatica particolarità riguarda la vite europea (Vitis vinifera) che per resistere alla fillossera (un insetto) viene innestata su vite americana, e il pero che per ridurne la taglia viene innestato su cotogno. 3/15/19 3:38 PM

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Volume A - Erbacee