PRODUZIONI VEGETALI 

26 G LOSSARY Propagazione del seme: Seed propagation PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE Micropropagazione una sofisticata tecnica che permette di coltivare in vitro, cioè in ambiente asettico e in condizioni chimico-fisiche sotto controllo, cloni esenti da infezioni microbiche. a b I.43 Due esempi delle fasi di moltiplicazione in vitro. Propagazione per seme I.44 (a) Schema generale di fiore ermafrodita; (b) fiore di pero simile nella struttura a quanto esemplificato nello schema (a). a La maggior parte delle specie relative alle coltivazioni erbacee (cereali, piante foraggere, molti ortaggi e tante altre essenze) si moltiplica prevalentemente per seme. Questo modo di riproduzione consente di ottenere non solo piante più vigorose e longeve, ma anche nuove varietà poiché si verifica un rimescolamento dei caratteri ereditari attraverso l unione tra le cellule maschili (il polline) e le cellule femminili (l ovulo). Di conseguenza si origina una discendenza di piante figlie con caratteristiche molto diverse dai genitori, sulle quali indagare ai fini del miglioramento genetico. Petalo Stigma Stillo Sepalo Ovulo Ricettacolo b 0055.Introduzione_b.indd 26 Filamento degli stami Antera Ovario Pedicello Il fiore Nelle piante più evolute l apparato dedicato alla riproduzione è il fiore in cui sono presenti gli organi sessuali: l androceo (maschile) e/o il gineceo (femminile). A differenza degli animali, dove l apparato riproduttivo è presente in modo permanente (si parla anche di maturità sessuale), nelle piante i fiori sono organi riproduttivi temporanei che si originano stagionalmente o periodicamente. Dopo la fecondazione, alcune parti del fiore si trasformano in frutto, cioè la struttura che racchiude il seme (e che può essere edule o meno), mentre altre parti muoiono e cadono a terra. I fiori, poi, possono essere completi cioè ermafroditi (con stami e pistilli portati sullo stesso fiore) o unisessuati (solo maschili o solo femminili). Nelle piante dioiche i fiori maschili e femminili sono portati su piante diverse come nell ortica, salice o kiwi; nelle piante monoiche sono entrambi presenti sulla stessa pianta ma in posti separati come nel mais, nella zucca, nella betulla. Infine, i fiori possono essere solitari o raggruppati in infiorescenze. In un apparato fiorale completo, sono inseriti e distinguibili (in cima a un peduncolo e dentro una base allargata chiamata ricettacolo o talamo) i seguenti componenti: 1) il calice formato da sepali (foglie modificate di colore verde che svolgono una funzione protettiva); 2) la corolla costituita dai petali (foglie modificate colorate la cui funzione è quella di attirare gli animali per garantirsi l impollinazione), 3) gli stami (che rappresentano l organo maschile) costituiti da un filamento che porta un antera o sacca pollinica, piena di polline riunito in piccolissimi 3/15/19 3:37 PM

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Volume A - Erbacee