4.5 Melanzana

212 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE 4 5 Melanzana MELANZANA - EGG-PLANT, AUBERGINE inquadramento botanico Divisione Magnoliophyta Classe Magnoliopsida Ordine Solanales Famiglia Solanacee Genere Solanum Specie Solanum melongena La melanzana (Solanum melongena) è una solanacea di origine asiatica che presenta 3 varietà botaniche: var. esculentum; var. insanum; var. ovigerum. La varietà esculentum è quella di maggiore importanza in orticoltura. Caratteri morfologici e botanici 4.33 Pianta di melanzana a bacca lunga. Presenta un apparato radicale fittonante, con varie radici laterali, più o meno superficiali. Il fusto è erbaceo o semilegnoso. Le foglie sono semplici, ovate o allungate, con i margini sinuati e le nervature evidenti. I fiori della melanzana possono essere solitari o riuniti in gruppi di 2-3, grandi e penduli. La corolla è gamopetala, costituita da 6-8 petali di colore violaceo. La fioritura si presenta scalare e la fecondazione è prevalentemente autogama. Il calice è persistente e avvolge la base del frutto a maturità. Il frutto è rappresentato da una bacca carnosa, la cui forma può essere allungata, ovale, tondeggiante, di colore variabile dal violaceo al biancastro (4.34). Esigenze ambientali 4.34 Due tipologie di melanzana: a bacca tonda e a bacca lunga. 1 mm 4.35 Semi di melanzana. 0090.Capitolo_4a.indd 212 una specie macroterma. La temperatura minima biologica (o minima cardinale) è di 10-12 °C. La germinazione si compie in una decina di giorni alla temperatura ottimale di 20-25 °C. La temperatura ottimale diurna per la crescita è di circa 25 °C, con umidità relativa del 75%, mentre quella notturna di circa 18 °C. Temperature più elevate, superiori a 32 °C, determinano l arresto della crescita, la cascola dei fiori, nonché la deformazione dei frutti in accrescimento. Per le colture in serra si consiglia di mantenere l umidita relativa entro il 70-75% quando la temperatura supera i 26 °C. La melanzana, dal punto di vista fotoperiodico, è a giorno indifferente, mentre risulta assai esigente in termini di intensità luminosa. Il ciclo colturale in pieno campo è, di norma, quello primaverileestivo, ma in coltura protetta è possibile la coltivazione anche nel periodo invernale. Nelle fasi di allegagione, formazione e accrescimento delle bacche, anche le situazioni di deficit idrico possono compromettere il successo della coltura. Per questo motivo, se il terreno di pieno campo è secco, è indispensabile effettuare, subito dopo il trapianto, un buon intervento irriguo, sia per favorire il pronto attecchimento delle piantine, sia 3/15/19 3:45 PM

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Volume A - Erbacee