PRODUZIONI VEGETALI 

210 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE Le dosi degli elementi nutritivi sono correlate a molti fattori, tra i quali le produzioni, variabilissime, che oscillano da 30 a 60 t/ha, in funzione della pezzatura (piccola, grande) e del luogo di coltivazione (serra, pieno campo): N: 150-190 kg/ha. Deve essere distribuito quanto più possibile frazionato, parte al trapianto (50% della dose totale) e parte in copertura (35% della dose totale, un mese dopo il trapianto) e il restante 15% dopo la prima o la seconda raccolta; P2O5: 100-150 kg/ha; K2O: 150-250 kg/ha. Il ciclo dura da 70 a 100 giorni e può continuare ulteriormente se si pratica una raccolta scalare. I frutti possono essere raccolti immaturi, di colore verde, oppure maturi, quando hanno raggiunto il colore giallo o rosso, a seconda della varietà. 4.30 Coltivazione di peperoni in serra. TIPOLOGIA DI COLTURA APPROFONDIMENTO 4.31 Sesti di impianto e densità di investimento del peperone in serra o pieno campo. DISTANZA TRE LE FILE (cm) DISTANZA SU FILA (cm) PIANTE/ha PACCIAMATURA IN SERRA: fila binata fila semplice 40-50 100 40-50 40-50 25.000-31.000 20.000-25.000 Consigliabile IN PIENO CAMPO: fila binata fila semplice 80-90 100 35-45 30-40 28.000-36.000 25.000-33.000 Consigliabile Il mercato del peperoncino piccante Parlare di volumi produttivi per l Italia è arduo, visto che circa il 70% del peperoncino che si acquista nel nostro Paese è importato. Calabria e Sicilia sono i principali produttori in quanto vantano una grande tradizione, ma anche in Puglia e Campania la produzione è decisamente importante così come in Toscana insieme all Emilia Romagna. A livello mondiale, l India e la Cina figurano al primo posto per volumi produttivi. Negli USA, in Messico, e in tutta l America Latina si registra una grande produzione, qualitativamente buona. Alla Fiera Mondiale del peperoncino, che si tiene ogni anno a Rieti, oltre alle varietà più conosciute sono state esposte più di un centinaio di altre varietà provenienti da tutto il pianeta. Il mercato italiano offre buone opportunità per la coltivazione diretta visto che siamo uno dei Paesi con la più alta domanda sul mercato. Il segreto del successo Il frutto del peperoncino contiene la capsaicina, responsabile del sapore piccante. La capsaicina è contenuta specialmente nella placenta, un velo sottile (attaccato alla parte interna del frutto), che sorregge e avvolge i semi. 0090.Capitolo_4a.indd 210 La capsaicina (8-metil-N-vanillil-6-nonenamide) è un composto chimico privo di odore e sapore, presente in piante appartenenti al genere Capsicum. La capsaicina fu scoperta nel 1816 da P.A Bucholtz, che isolò la sostanza piccante dai peperoncini macerati mediante dei solventi organici. La capsaicina è uno stimolante gastrico, antireumatico e antifermentativo intestinale. I componenti chimici di un peperoncino che causano la nota sensazione di bruciore, appartengono alla famiglia dei capsaicinoidi. I capsaicinoidi naturali sono: capsaicina, diidrocapsaicina (DHC), omodiidrocapsaicina (HDHC), nordiidrocapsaicina (NDHC), omocapsaicina (HC). La piccantezza dei peperoncini si misura mediante una scala, detta Scala di Scoville. Il peperone normale è in fondo alla scala, con zero gradi. Il Cayenna lungo arriva a 30.000 gradi Scoville, il Diavolicchio calabrese a 35.000, mentre il peperoncino Haba ero può raggiungere i 300.000. La scala di Scoville è molto utilizzata, oggi però non si definisce più la piccantezza dei peperoncini in base all assaggio, ma mediante la cromatografia liquida ad alta prestazione, che consente di stabilire l identità e la concentrazione degli alcaloidi presenti in una quantità nota di peperoncino. 3/15/19 3:45 PM

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Volume A - Erbacee