PRODUZIONI VEGETALI 

PRODUZIONI VEGETALI: CONOSCENZE E TECNICHE 19 Introduzione nato nel 2003 la Raccomandazione n. 2003/556/ CE recante Orientamenti per lo sviluppo di strategie nazionali e migliori pratiche per garantire la coesistenza fra agricoltura convenzionale, agricoltura con metodo biologico e colture geneticamente modificate e nel 2004 due regolamenti: il Reg. (CE) n. 65/2004 della Commissione, che stabilisce un sistema per la determinazione e l assegnazione di indicatori unici per gli organismi GM , e il Reg. (CE) n. 641/2004 della Commissione, che reca norme attuative del Reg. (CE) n. 1829/2003 sulla domanda di autorizzazione di nuovi alimenti e mangimi GM, la notifica dei pre-esistenti e I.24 Esempio di etichettatura di un olio di semi per il mercato estero prodotto con OGM. la presenza accidentale di materiale GM oggetto di una valutazione favorevole del rischio (I.24). La Commissione Europea ha adottato il 13/7/2010 nuove proposte per consentire agli Stati membri una politica autonoma sulla coltivazione di OGM sul proprio territorio, nonostante la forte opposizione da parte del settore e di alcuni Paesi europei. Attualmente i vegetali transgenici importati nell Unione Europea sono: soia, mais, colza, tabacco e radicchio. Per quel che riguarda i rischi derivanti dall uso di tali prodotti, vi sono opinioni diverse. Tuttavia allo stato attuale non vi è evidenza che piante modificate presentino rischi peculiari, cioè in quanto transgeniche . I rischi sono dello stesso tipo di quelli dovuti a piante modificate con altri metodi. La Direttiva (UE) n. 412/2015, che modifica la Direttiva n. 2001/18/CE, prevede un meccanismo in due fasi che consente agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di un OGM sul proprio territorio dopo l autorizzazione dell Unione Europea. La Direttiva (UE) n. 412/2015 prevede anche delle misure transitorie, tramite le quali dal 2 aprile al 3 ottobre 2015, è stato possibile per gli Stati membri richiedere l esclusione dal loro ambito geografico di un autorizzazione alla coltivazione presentata o concessa, ai sensi della Direttiva n. 2001/18/CE o del Regolamento (CE) n.1829/2003, prima del 2 aprile 2015. Diciannove Stati membri, tra cui l Italia, hanno richiesto e ottenuto tale esclusione per la coltivazione di sei varietà di mais geneticamente modificato. Il 5 marzo del 2016 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell UE la decisione di Esecuzione (UE) n. 321/2016 della Commissione che modifica l ambito geografico dell autorizzazione alla coltivazione del granoturco geneticamente modificato (Zea mays L.) MON 810. In Italia, la Direttiva (UE) n. 412/2015 è stata recepita attraverso: la Legge n. 114/2015 (Legge di delegazione europea 2014) che affida al Governo l adozione del decreto legislativo di attuazione della direttiva; la Legge n. 115/2015 (Legge europea 2014) che ha dato attuazione alle misure transitorie della direttiva. In applicazione della Legge n. 114/2015 è stato emanato il Decreto legislativo n. 227/2016 di attuazione della Direttiva (UE) n. 412/2015, che modifica la Direttiva n. 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul loro territorio. G LOSSARY Vegetali transgenici: Transgenic plants 0050.Introduzione_a.indd 19 In applicazione della Legge n. 115/2015, il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro della salute, dopo il parere positivo della Conferenza StatoRegioni, ha trasmesso alla Commissione Europea le richieste di esclusione dall ambito geografico delle domande di autorizzazione già concesse o in via di concessione per sei tipologie di mais geneticamente modificati. Le richieste di esclusione sono state accolte. 3/15/19 3:39 PM

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Volume A - Erbacee