Carta pedologica e uso dei suoli

CODICI DELLE CARATTERISTICHE DEL SUOLO
Classi di profondità (cm)
Profondità di uno strato coerente, continuo e duro o comunque impenetrabile dalle radici delle piante:
1 superficiale <20 (<15-25)
2 poco profondo 20-50 (da 15-25 a 40-60)
3 moderatamente profondo 50-100 (da 40-60 a 80-120)
4 profondo 100-150 (da 80-120 a 140-160)
5 molto profondo >150 (>140-160)

Classi di pietrosità interna (scheletro)
Dimensioni dello scheletro (cm): Volume occupato:
1 molto piccolo 0,2-0,6 0 assente <1
2 piccolo 0,5-2 1 scarso 1-5
3 medio 2-6 2 comune 5-15
4 grande 6-20 3 frequente 15-35
5 molto grande 20-60 4 abbondante 35-70
6 pietre >60 5 pietre >70

Classi di contenuto in carboidrati totali (% CaCO3)
0 non calcareo <0,5
1 molto scarsamente calcareo 0,5-1
2 scarsamente calcareo 1-5
3 moderatamente calcareo 5-10
4 molto calcareo 10-20
5 fortemente calcareo 20-40
6 estremamente calcareo >40

Classi di drenaggio (USDA)
0 suoli molto scarsamente drenati
1 suoli scarsamente drenati
2 suoli talvolta scarsamente drenati o imperfettamenti drenati
3 suoli moderatamente ben drenati
4 suoli ben drenati
5 suoli talvolta eccessivamente drenati
6 suoli eccessivamente drenati

Classi di contenuto in sostanza organica (SO)
Terreni sabbiosi (sabbia al 60%) Terreni a medio impasto e argillosi
1 basso 0,5-0,8 1 basso 1,0-1,5
2 normale 0,8-1,3 2 normale 1,5-2,0
3 elevato 1,3-2,0 3 elevato 2,0-3,0
4 molto elevato sup. 2,0 4 molto elevato sup. 3,0

CLASSI DI CAPACITÀ D'USO DEI SUOLI
I Suoli privi (o con minime) di limitazioni all'utilizzazione agricola.
Possono essere utilizzati per quasi tutte le colture diffuse nella zona e non richiedono particolari pratiche di conservazione.
II Suoli con moderate limitazioni che riducono la scelta delle colture praticabili o che richiedono moderate pratiche di conservazione.
III Suoli con intense limitazioni che riducono la scelta delle colture, o richiedono speciali pratiche di conservazione o le esigono entrambe.
IV Suoli con limitazioni molto forti che riducono la scelta delle colture o richiedono una gestione molto accurata o esigono entrambe.
V Suoli che non presentano rischio di erosione (oppure questo è trascurabile), ma hanno altre limitazioni ineliminabili che riducono il loro uso principalmente alla pastorizia, alla produzione di foraggi, alla forestazione e al mantenimento dell'ambiente naturale.
VI Suoli con severe limitazioni che generalmente riducono il loro uso al pascolo, alla produzione di foraggi, alla forestazione e al mantenimento dell'ambiente naturale.
VII Suoli con limitazioni molto severe che restringono il loro uso al pascolo brado, alla forestazione e al mantenimento ambientale.
Le classi di capacità d'uso dei suoli vengono ulteriormente suddivise in sottoclassi in funzione del tipo di limitazioni cui sono soggette. La prima sigla indica la limitazione principale, la seconda ed eventualmente la terza indicano le limitazioni secondarie.

Limitazioni principali:
P suolo molto superficiale (inferiore a 25-30 cm)
Ta tessitura eccessivamente argillosa (argilla superiore al 35%)
Ts tessitura eccessivamente sabbiosa (sabbia superiore al 60%)
S scheletro eccessivo
Di drenaggio imperfetto o molto lento
De drenaggio eccessivo
C pendenza dei versanti eccessiva (superiore al 35%)
E erosione dei versanti eccessiva
W idromorfi a eccessiva o per esondazione o per falda superficiale
LEGENDA: DI SEGUITO SONO DESCRITTE LE CARATTERISTICHE GENERALI DEI SUOLI E QUELLE PARTICOLARI RISCONTRATE NELL’ANALISI DEL PROFILO DELLE VARIE UNITÀ CARTOGRAFICHE.

La carta dei suoli La carta pedologica costituisce la base indispensabile per impostare le valutazioni sulle specifiche caratteristiche dei diversi tipi di suolo in un determinato territorio; tali suoli, infatti, vengono descritti in relazione agli usi possibili e sostenibili.
Le zone che caratterizzano la carta dei suoli vengono delimitate sulla base delle condizioni climatiche e di quelle geologiche, cioè degli elementi che caratterizzano i processi pedogenetici e che danno luogo ai suoli dominanti. In secondo luogo, sono presi in considerazione i diversi aspetti che formano il clima del suolo (o pedoclima) e cioè:
regime idrico e termico dei suoli;
morfologia;
tipi di suolo maggiormente presenti;
capacità d’uso;
limitazioni permanenti;
processi di degradazione più importanti.
Le fonti per la stesura della carta dei suoli sono molteplici, ma un contributo determinante è fornito dalla “Banca dati dei suoli nazionali” presso il Centro Nazionale di Cartografia Pedologica di Firenze. A livello nazionale, la prima stesura della carta delle Soil Regions Italiane è stata realizzata in collaborazione con l’European Soil Bureau seguendo le indicazioni del Manuale europeo, versione 1.0.

Carta dei suoli e pH Tra gli elementi caratterizzanti le proprietà di un suolo, quelli con maggiore influenza sulle colture sono senz’altro il pH e il calcare, tanto da determinare la possibilità di sopravvivenza delle piante. Per questa loro preferenza o resistenza ai diversi pH, le piante vengono suddivise in acidofile (o ossifile) e basofile (o anossifile), a seconda che preferiscano o comunque resistano a terreni acidi o basici (vedi tabella I.6).
Terreni a pH acido: sono più presenti nei climi piovosi, dove si ha una maggiore lisciviazione delle basi e una maggiore presenza di ioni H+ dovuti alle piogge. In Italia sono comuni nelle zone montane, sia nelle Alpi che nell’alto Appennino, dove si hanno notevoli precipitazioni annue e dove le basse temperature non consentono una sufficiente mineralizzazione della sostanza organica.
Terreni a pH basico: sono tipici dei climi caldi e siccitosi, dove la forte evaporazione fa calare la quantità di acqua nel terreno e fa risalire per capillarità le basi disciolte che possono così accumularsi. In Italia, i terreni sono prevalentemente basici soprattutto nelle pianure e nella zona centrale e meridionale con un clima tendenzialmente poco ricco di precipitazioni.
Bisogna ricordare che, mentre in laboratorio il pH ottimale di crescita delle piante spesso è subacido, in pieno campo le produzioni più alte si ottengono nei terreni tendenzialmente basici e argillosi: questo perché le micelle argillose, essendo elettronegative, adsorbono e scambiano un gran numero di cationi nutritivi (K+, Ca++, Fe++, Mg++).
Per quanto riguarda il calcare, un suo eccesso riduce la disponibilità di ferro per le piante, evidenziata da ingiallimento degli organi verdi (clorosi). Non tutte le piante sono soggette con la stessa intensità alla “clorosi ferrica” e sui fruttiferi più sensibili a questa fisiopatia (quale il pesco) si sono selezionati portainnesti resistenti.
Una simpatica particolarità riguarda la vite europea (Vitis vinifera) che - per resistere alla fillossera (un insetto) - viene innestata su vite americana, e il pero che - per ridurne la taglia - viene innestato su cotogno.
Per quanto riguarda la resistenza naturale alla clorosi ferrica da eccesso di calcare attivo, gli individui “in coppia” evidenziano qualità opposte: forte la vite europea, debole quella americana; forte il pero, debole il cotogno. Questo antico inconveniente è stato comunque superato dall’uomo che ha selezionato varietà di cotogno e di vite americana resistenti all’eccesso di calcare attivo.

     

 Le proprietà dei suoli

 
Le proprietà di un suolo derivano dal manifestarsi di diverse “combinazioni” delle sue caratteristiche che sono indicative dei processi pedogenetici di formazione ed evoluzione del suolo nel tempo.
Ad esempio, le proprietà vertiche di un suolo dipendono dalla combinazione di: una tessitura pesante (dovuta essenzialmente ad argille smectiche, cioè con elevato potere plastico ed elevata capacità di assorbire acqua); presenza di facce di scivolamento anche verticalmente al profilo; una consistenza dura allo stato asciutto e plastica allo stato umido (suoli che si contraggono fino spaccarsi, quando si asciugano, e si rigonfiano espandendosi, quando si bagnano).
Il tutto conferisce al profilo di un suolo vertico un’elevata instabilità, con modificazioni anche stagionali dello stesso.
Le classi di capacità d’uso agricolo e forestale dei suoli sono le seguenti:
1a classe: suoli con poche limitazioni che non richiedono particolari pratiche di conservazione e consentono un’ampia scelta colturale;
2a classe: suoli con alcune limitazioni che riducono la scelta colturale o richiedono particolari pratiche di conservazione o interventi agrotecnici;
3a classe: suoli con notevoli limitazioni, che riducono la scelta colturale o richiedono un’accurata e continua manutenzione delle sistemazioni idraulico-agrarie;
4a classe: suoli non idonei per un’utilizzazione agricola intensiva;
5a classe: suoli non coltivabili, ma non a causa del rischio di erosione;
6a classe: suoli marginali per l’utilizzazione agricola, ma con una buona attitudine forestale;
7a classe: suoli che hanno bisogno di particolari pratiche conservative anche per l’utilizzo forestale;
8a classe: suoli inadatti a qualsiasi sfruttamento agricolo o forestale.
Per approfondire consultare il sito www.soilmaps.it

 I.6 Intervalli di pH ottimali per alcune colture.

PRODUZIONI VEGETALI 
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Volume A - Erbacee