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 Richiami botanici per le produzioni erbacee

Tutte le piante che, tranne casi particolari, hanno una piccola taglia (non oltre i 2 m) e che nella parte aerea presentano un fusto verde, non lignificato e di consistenza tenera, in grado di svolgere la fotosintesi clorofilliana, sono genericamente chiamate erbe o piante  erbacee. Quelle di maggior interesse agronomico appartengono alla divisione delle Angiosperme e, in base alla modalità con cui espletano e completano il loro ciclo vitale, possono essere distinte in piante annuali, piante biennali, o piante perenni.
Piante annuali: hanno durata di un anno in quanto l’intero ciclo vitale si svolge nel corso di una sola stagione di crescita e muoiono al sopraggiungere dell’inverno, dopo aver prodotto i semi per la generazione successiva.
 Piante poliennali o perenni: sono quelle piante che permangono nel terreno per più anni grazie alla capacità di sopravvivenza della radice, o del fusto sotterraneo, o delle gemme basali al fusto, dopo che è sopravvenuto l’appassimento, e la morte, della parte aerea. In questo modo la perpetuità della specie è garantita anche oltre la capacità di produrre i semi.

     

 Il fusto erbaceo

La struttura caratteristica del fusto delle piante erbacee si distingue, rispetto alle arboree, poiché presenta solo la struttura primaria, che permane per l’intera durata del ciclo vitale della pianta.
Nei fusti arbustivi e arborei legnosi tale struttura evolve in una successiva struttura secondaria.
Nella sezione trasversale del fusto erbaceo si distinguono:
Epidermide: è costituita da un unico strato di cellule dotate di un rivestimento ceroso in grado di contrastare le perdite di acqua e proteggere i tessuti interni dalle lesioni.
Cilindro corticale: costituito da tessuto parenchimatico pluristratificato di tipo clorofilliano (che svolge la funzione fotosintetica) in cui sono immerse cellule o cordoni di collenchima per il sostegno della pianta.
Cilindro centrale o stele: nelle monocotiledoni i fasci vascolari sono posti in ordine sparso (atactostele) (I.34 a).
Spesso la presenza di una guaina sclerenchimatica (con funzione meccanica) attorno ai fasci conduttori ha funzione di sostegno della pianta. Nelle dicotiledoni il cilindro centrale è di tipo eustelico, con un anello di fasci collaterali aperti (presenza di cambio intrafasciale) divisi da raggi parenchimatici, con funzione trofica che, in continuità con i vasi conduttori, si estendono dal centro ove è presente il midollo (I.34 b).
In base alla conformazione si distinguono tre tipi di fusto erbaceo: stelo, culmo, scapo.
Stelo: porta fiori e foglie e, al suo interno, è pieno di midollo. Ne sono un esempio le leguminose da granella, le piante oleifere, e altre varie specie come l’erba porcellana, normalmente ritenuta un’erba infestante spontanea, che però presenta diverse proprietà nutraceutiche e, oltretutto, con diverse varianti è anche una pianta ornamentale.
Culmo: pur essendo cavo al suo interno per la mancanza di midollo, è molto resistente per la presenza di fibre e cellule mineralizzate. Sono pieni solo i nodi sui quali si inseriscono foglie e fiori (frumento, riso, ecc.).
Scapo: è senza ramificazioni e i fiori e le foglie si trovano inseriti sulle due estremità opposte.

PRODUZIONI VEGETALI 
PRODUZIONI VEGETALI 
Volume A - Erbacee