Capitolo 14

Le normative nei settori agroambientale e agroalimentare

CONCETTI CHIAVE » » » » » » » » » WB - LIBRO DIGITALE

• Politiche agricole di riequilibrio fra attività umane e ambiente
• Normative europee, nazionali, regionali di tutela: agricoltura, ambiente, alimentazione
• Normative agroambientali
• Normative agroalimentari

14.1 Aspetti introduttivi, paesaggio e ambiente

Uno degli obiettivi primari perseguito dalle normative europee e nazionali per conseguire la sostenibilità ambientale delle economie e dei comportamenti sociali è il raggiungimento di un equilibrio fra l’uomo, il suo stile di vita, le sue attività e l’ambiente in cui vive e lavora (valutazione della situazione ambientale).

Il successo dell’agricoltura rispetto alle attese della società, pur consentendo un’adeguata remunerazione per gli operatori, risiede nella capacità dell’impresa agricola di concorrere alla protezione delle risorse naturali e allo sviluppo equilibrato del territorio e allo stesso tempo produrre alimenti che garantiscono genuinità, salubrità, tracciabilità.

In quest’ottica generale, agricoltura, ambiente e alimentazione entrano in un rapporto organico, inscindibile e complesso, il cui equilibrio dipende soprattutto dalle politiche ambientali, agroalimentari e commerciali. Un regime di alimentazione sana e naturale instaura un profondo legame con i metodi di coltivazione e produzione del cibo rispettosi dell’ambiente, dei cicli vitali, naturali e del benessere animale.

Le normative vigenti prevedono misure agroambientali di sostegno alle pratiche agricole che contribuiscono alla conservazione del paesaggio, alla salvaguardia dell'ambiente, attraverso la tutela delle acque e dei suoli, alla gestione dei rifiuti e a metodi di produzione in linea con la tutela della salute dell’uomo, come le produzioni biologiche e la tutela della qualità dei prodotti.

14.1 Le normative afferenti all’ambito rurale riguardano: (a) la conservazione del paesaggio; (b) gli aspetti connessi all’agricoltura biologica; (c) la salvaguardia delle produzioni alimentari; (d) il controllo delle acque; (e) lo smaltimento delle deiezioni zootecniche (reflui). 

Normativa e dottrina a tutela del paesaggio

Il concetto di paesaggio, la tutela e il relativo quadro normativo, dal 1939 ad oggi hanno subito una notevole evoluzione; infatti la tutela del paesaggio inizia con la legge n. 1497/1939, introducendo il concetto di area vincolata e di autorizzazione che doveva essere acquisita per introdurvi delle modifiche. Tale legge permetteva di sottoporre a vincolo, con l’emanazione di appositi decreti ministeriali, porzioni o interi territori comunali. In seguito è stata integrata con la legge n. 431/1986, con la quale sono stati introdotti i cosiddetti vincoli morfologici, cioè porzioni di territorio con caratteristiche omogenee, quali la fascia di costa entro una certa profondità dalla battigia, fasce di territorio lungo gli argini dei corsi d’acqua, aree coperte da boschi, ecc.

L’art. 1 della legge 431/85 riporta che sono sottoposti a vincolo paesaggistico:

a. i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;

b. i territori con termini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;

c. i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal Testo Unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici, approvato con Regio Decreto n. 1775/1933, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;

d. le montagne per la parte eccedente 1600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;

e. i ghiacciai e i circhi glaciali;

f. i parchi e le riserve nazionali o regionali e i territori di protezione esterna dei parchi;

g.    i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall’articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo n. 227/2001;

h. le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici;

i. le zone umide incluse nell’elenco previsto dal D.P.R. n. 448/1976;

l. i vulcani;

m. le zone di interesse archeologico.

Successivamente è stato emanato il decreto legislativo 490/1999 (“Testo Unico sui Beni Culturali e Ambientali”), poi abrogato dal D. legisl. 42/2004 (“Codice dei Beni culturali e del Paesaggio”), tuttora vigente.

Il D.legisl. 42/2004 ha riunito, nella parte terza e nella quarta, relativamente agli articoli che riguardano l’applicazione delle sanzioni, la materia paesaggistica precedentemente regolamentata dalla legge 1497/1939, dalla legge 431/1985 nonché da norme riportate in altri impianti legislativi. Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, tuttora vigente, è stato in parte modificato dal D.Lgs n. 2/2006 e dal D.Lgs. n. 90/2016.

APPROFONDIMENTO - La legislazione regionale

Valle d’Aosta
• Legge regionale 27/05/1994 n. 18 - Deleghe ai comuni della Valle d’Aosta di funzioni amministrative in materia di tutela del paesaggio.
• Legge regionale 06/04/1998 n. 11 - Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d’Aosta.
• Legge regionale 05/02/2004 n. 1 - Disposizioni in materia di riqualificazione urbanistica, ambientale e paesaggistica e di definizione degli illeciti edilizi nel territorio della Valle d’Aosta.
• Piano Territoriale Paesistico approvato dal Consiglio regionale nel 1998.

Piemonte
• Legge regionale 05/12/1977 - Tutela e uso del suolo, e successive modifiche e integrazioni - Testo coordinato.
• Legge regionale 03/04/1989 n. 20 - Norme in materia di tutela di beni culturali, ambientali e paesistici.
• Piano Paesaggistico Regionale adottato con D.G.R. n. 53 - 11975 del 4 agosto 2009.

Lombardia
• Legge regionale 11/03/2005 n. 12 - Legge per il governo del territorio.

Trentino-Alto Adige province di Bolzano e Trento
• Legge Provinciale di Bolzano 23/12/1987 n. 35 - Integrazione della L.P. 25 luglio 1970, n. 16 modificata dalla L.P. 19 settembre 1973, n. 37, sulla tutela del paesaggio.
• L.P. 25 luglio 1970, n. 16 - Tutela del paesaggio.
• L.P. 24 luglio 1957, n. 8 - Tutela del paesaggio.
• L.P. Trento 19 novembre 1979, n. 11 - Ulteriori modificazioni e integrazioni alla legge provinciale 6 settembre 1971, n. 12 sulla tutela del paesaggio.
• L.P. Trento 6 settembre 1971, n. 12 - Tutela del paesaggio.

Veneto
• Legge regionale 23/04/2002 n. 11 - Norme per la tutela del territorio.

Friuli Venezia Giulia
• Legge regionale 23/02/2007 n. 5 - Riforma dell’urbanistica e disciplina dell’attività edilizia e del paesaggio.
• Piano di governo del territorio Regione Friuli-Venezia Giulia.

Liguria
• Legge regionale 04/09/1997 n. 36 - Legge urbanistica regionale.
• PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento paesistico) - approvato con D.C.R. 26/2/1990 n. 6. L.R. 21 agosto 1991 n. 20 - “Riordino delle competenze per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di bellezze naturali”.
• Circolare di applicazione della L.R. 20/1991 in data 25/06/1996.
• Documento congiunto Regione-Soprintendenza per l’interpretazione e l’applicazione delle norme del PTCP ed elenco dei manufatti emergenti e sistemi di manufatti emergenti.
• Protocollo d’intesa tra Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Liguria e la Regione Liguria per introdurre specificazioni e semplificazioni dei criteri di redazione dei contenuti della relazione paesaggistica per le diverse tipologie di intervento rapportate alle peculiarità del territorio ligure.

Emilia Romagna
• Legge regionale 24/03/2000 n. 20 - Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio.
• Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR).

Toscana
• Legge regionale 03/01/2005 n. 1 - Norme per il governo del territorio.
• Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana - approvato dal Consiglio regionale il 24 luglio 2007 con delibera n. 72.
• Intesa del 23 gennaio 2007 tra il Ministero per i beni culturali e la Regione Toscana per la redazione della disciplina paesaggistica e integrazione del 24 luglio 2007.

Umbria
• Legge regionale 24703/2000 n. 27 - Piano urbanistico territoriale.
• Legge regionale 22/02/2005 n. 11 - Norme in materia di governo del territorio: pianificazione urbanistica comunale.
• Piano Paesaggistico Regionale (PPR) - strumento unico di pianificazione paesaggistica del territorio regionale che mira a governare le trasformazioni del territorio al fine di mantenere i caratteri identitari peculiari del paesaggio umbro perseguendo obiettivi di qualità paesaggistica nel rispetto della Convenzione europea del Paesaggio e del Codice per i beni culturali e il paesaggio di cui al d.legisl. 22 gennaio 2004, n. 42.

Marche
• Legge regionale 05/08/1992 n. 34 - Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio.

Abruzzo
• Legge regionale 03/07/1996 n. 47 - Subdelega ai Comuni delle funzioni amministrative in materia di tutela del paesaggio.
• Legge regionale 13702/2003 n. 2 - Disposizioni in materia di beni paesaggistici e ambientali, in attuazione della parte III del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).
• Legge regionale 28/03/2006 n. 5 - Adeguamento della L.R. 13 febbraio 2003, n. 2, così come modificata dalla L.R. 15 dicembre 2004, n. 49: Disposizioni in materia di beni paesaggistici e ambientali.
• Piano Paesaggistico Regionale Regione Abruzzo.

Lazio
• Legge regionale 06/07/1998 n. 24 - Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico.
• Legge regionale 22/12/1999 n. 38 - Norme sul governo del territorio.
• Piano Paesaggistico regionale Regione Lazio.

Campania
• Legge regionale 18/11/1995 n. 24 - Norme in materia di tutela e valorizzazione dei beni ambientali, paesistici e culturali.
• Legge regionale 22/12/2004 n. 16 - Norme sul governo del territorio.
• Piano Territoriale Regionale Regione Campania - Deliberazione n. 1956 del 30 novembre 2006.
• L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16 - art. 15: Piano Territoriale Regionale - adozione.

Molise
• Legge regionale 01/12/1989 n. 24 - Disciplina dei piani territoriali paesistico-ambientali.

Puglia
• Legge regionale 31/05/1980 n. 56 - Tutela e uso del territorio.
• Legge regionale 27/07/2001 n. 20 - Norme generali di governo e uso del territorio.
• Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Puglia - adottato con delibera n. 1435 del 2 agosto 2013.

Basilicata
• Legge regionale 04/08/1987 n. 3 - Funzioni amministrative riguardanti la protezione delle bellezze naturali.
• Legge regionale 12/02/1990 n. 20 - Piani regionali paesistici di area vasta.
• Legge regionale 02/09/1993 n. 50 - Funzioni amministrative riguardanti a protezione delle bellezze naturali.
• Legge regionale 09/11/1993 n. 56 - Integrazione alla L.R. 2 settembre 1993, n. 50 di modifica e integrazione alla L.R. 4 agosto 1987, n. 20 concernente norme in materia di tutela dei beni culturali, ambientali e paesistici - Snellimento delle procedure.
• Legge regionale 11/08/1999 n. 23 - Tutela, governo e uso del territorio.
• Legge regionale 27/03/2000 n. 25 - Modifica alla legge regionale 2 settembre 1993, n. 50.

Calabria
• Legge regionale 16/04/2002 n. 19 - Norme per la tutela, governo e uso del territorio - legge urbanistica della Calabria.

Sicilia
• Legge regionale 27/12/1978 n. 71 - Norme integrative e modificative della legislazione vigente nel territorio della Regione siciliana in materia urbanistica.
• Legge regionale 03/10/1995 n. 71 - Disposizioni urgenti in materia di territorio e ambiente.
• Piano Territoriale Paesistico Regionale Regione Sicilia.

Sardegna
• Legge regionale 25/12/1989 n. 45 - Norme per l’uso e la tutela del territorio regionale.
• Legge regionale 25/11/2004 n. 8 - Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesaggistica e la tutela del territorio regionale.
• Piano Paesaggistico Regionale Regione Sardegna.

Normativa di tutela ambientale, acque e suoli

Un’efficace tutela dell’ambiente, in particolare delle risorse idriche e del suolo, rappresenta la condizione primaria della sostenibilità dello sviluppo, in equilibrio tra il mantenimento del patrimonio ambientale e le necessità dello sviluppo economico-sociale. L’acqua è una risorsa assai vulnerabile, limitata e necessaria per la vita e per lo sviluppo.

Il tema della difesa del suolo e dell’acqua è strettamente correlato alle modalità d’uso di tali risorse. Nel 1923, con apprezzabile lungimiranza, il Regio Decreto 30 dicembre 1923 n. 3267 istituì il vincolo idrogeologico, avente come scopo principale quello di preservare l’ambiente fisico ed evitare forme di utilizzazione in grado di causare denudazione, avvio di fenomeni erosivi, perdita di stabilità, turbamento del regime delle acque, ecc., con conseguenti possibili danni. La tutela delle acque viene attuata mediante attività di pianificazione, gestione, controllo e valutazione dei corpi idrici.

Secondo quanto definito dalla normativa europea (Direttiva 2000/60/Ce) e nazionale (D.Lgs. n. 152/06 e successive modifiche), la situazione conoscitiva del territorio è monitorata e aggiornata in relazione all’identificazione dei corpi idrici, all’individuazione delle reti di monitoraggio, alla classificazione qualitativa dei corpi idrici e al raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale.


Quadro normativo di riferimento

■ Direttiva 1991/271/Cee - Modificata da Direttiva 1998/15/Ce, recepita da D.Lgs.

n. 152/1999.

■ Direttiva 1991/676/Cee - Protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.

■ Direttiva 2000/60/Ce - Istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materie di acque.

■ Direttiva 2006/118/Ce - Sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento.

■ Direttiva 2009/128/Ce - Recepita con il D.Lgs. n. 150/2012, istituisce un quadro di azione comunitaria per l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari.

■ Legge 183/1989 - Abrogata da D.Lgs. n. 152/2006 (T.U. sull’ambiente)

■ Legge 36/1994 - Abrogata da D.Lgs. n. 152/2006 (T.U. sull’ambiente)

■ Legge 37/1994 - Abrogata da D.Lgs. n. 152/2006 (T.U. sull’ambiente)

■ D.Lgs. n. 152/1999 - “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della Direttiva 91/271/Cee concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della Direttiva 91/676/Cee relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole”.

■ Decreto Ministero dei Lavori Pubblici del 14 febbraio 1997 - Direttive tecniche per l’individuazione e la perimetrazione, da parte delle Regioni, delle aree a rischio idrogeologico.

■ Legge 365/2000 - “Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto legge n. 279/2000, recante interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore delle zone della regione Calabria danneggiate dalle calamità idrogeologiche di settembre e ottobre 2000”.

■ D.Lgs. n. 42/2004 - “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” aggiornato con L. n. 98/20013 e modificato con D.Lgs. n. 2/2016 e D.Lgs. n. 90/2016.

■ D.Lgs. n. 152/2006 - Norme in materia ambientale (T.U. sull’ambiente o Codice dell’ambiente, modificato).

■ D.Lgs. n. 190/2010 - Attuazione della Direttiva 2008/56/Ce che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino.

■ D.Lgs. n. 22/2010 - Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell’articolo 27, comma 28, della Legge 99/2009.

■ Decreto Ministero delle Politiche Agricole Forestali del 7 aprile 2006 - Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, di cui all’articolo 38 del D.Lgs. n. 152/1999.

■ Decreto Interministeriale del 22/01/2014, in attuazione del D.Lgs. n. 150/2012, denominato Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

■ Decreto Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 25 febbraio 2016 - Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato.

Normativa per la gestione di rifiuti, liquami e reflui

La gestione dei reflui e dei rifiuti nelle aziende agricole rappresenta un notevole onere per l’imprenditore agricolo che è tenuto a rispettare le norme della Politica Agricola Comunitaria e della legislazione nazionale e regionale sul loro smaltimento e sulla salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento da sostanze pericolose.

La normativa nazionale riguardante la gestione dei rifiuti, in base ai principi fìssati a livello comunitario, stabilisce che da parte delle autorità competenti devono essere adottate in via prioritaria tutte le iniziative tese a prevenire la produzione di rifiuti e a ridurre quindi la pericolosità degli stessi. La definizione normativa dei rifiuti in Italia data dall’art. 183 del D.Lgs. n. 152/2006 (il cosiddetto Testo Unico, modificato dal D.Lgs. n. 205/2010 “Disposizioni di attuazione della Direttiva 2008/98/Ce relativa ai rifiuti”).

I rifiuti vengono classificati in base all’origine in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, in base alle loro caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi (D.Lgs. n. 152/06, art. 184 c. 1). I reflui da allevamenti sono un importante aspetto oggetto della normativa ambientale che regolamenta l’impiego agronomico dei rifiuti zootecnici.


Quadro normativo di riferimento

■ Direttiva 2008/98/Ce, abroga Direttive 1975/439 e 1991/689, recepita con D.Lgs. n. 205/2010.

■ Direttiva Parlamento europeo e Consiglio UE 2008/99/

Ce - Tutela penale dell’ambiente recepita con D.Lgs. n.121/2011.

■ Direttiva Commissione UE 2013/2/UE - Imballaggi e rifiuti di imballaggio - Modifica della Direttiva 94/62/Ce.

 Legge 319/1976 - abrogata dal D.Lgs. n. 152/1999 a sua volta abrogato dal D.Lgs. n. 152/2006.

■ Legge 650/1979 - abrogata dal D.Lgs. n. 152/1999 a sua volta abrogato dal D.Lgs. n. 152/2006.

■ Legge 36/1994 - abrogata da D.Lgs. n. 152/2006 (T.U. sull’ambiente).

■ Legge 125/2013 - Conversione in legge, con modificazioni, del D.Lgs. n. 101/2013 -Nuova disciplina di operatività del Sistri - Imprese di interesse strategico nazionale.

■ Legge 35/2012 - Conversione in legge del D.Lgs. n. 5/2012 (“Semplificazioni”) -Misure in materia di rifiuti, appalti, energia, tutela dell’aria, territorio.

■ D. Lgs. n. 152/1999 - abrogata da D.Lgs. n. 152/2006 (T.U. sull’ambiente).

■ D.Lgs. n. 152/2006 - “Norme in materia ambientale”(T.U. sull’ambiente o Codice dell’ambiente, modificato).

■ D.Lgs. n. 121/2011 - Attuazione della Direttiva 2008/99/Ce sulla tutela penale dell’ambiente - Attuazione della Direttiva 2009/123/Ce - Modifiche alla Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 - Modifiche al D.Lgs. n. 231/2001.

■ D.M. 7 aprile 2006 “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento”.

■ D.M. Ambiente 186/2006 - Rifiuti non pericolosi sottoposti a procedure semplificate di recupero - Modifiche al D.M. 5 febbraio 1998.

■ D.M. Ambiente 29 gennaio 2007 - Linee guida per l’individuazione e l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, in materia di gestione dei rifiuti.

■ D.M. Ambiente 17 dicembre 2009 - abrogato da D.M. Ambiente n. 52 del 18/2/2011.

■ D.M. Ambiente 27 settembre 2010 - Criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica -Abrogazione D.M. 3 agosto 2005.

■ D.M. Ambiente 52/2011 - Regolamento recante istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti - cd. “T.U. Sistri” ha abrogato il D.M. 17/12/2009.

■ Decreto MiPAAF n. 18009/2012 - Interventi di gestione ecologica degli imballaggi nei programmi operativi delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli.

■ D.P.R. 59/2013 - Disciplina dell’autorizzazione unica ambientale (AUA).

■ Decreto direttoriale Min. Ambiente 7 ottobre 2013 - Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti.

Normativa per le produzioni biologiche

L’agricoltura biologica ha come obiettivo il rispetto dell’ambiente, degli equilibri naturali e della biodiversità. Le norme generali di produzione biologica vietano l’uso di qualsiasi tipo di organismo geneticamente modificato (OGM).

Il logo biologico e il sistema di etichettatura indicano al consumatore che il prodotto è stato ottenuto seguendo la regolamentazione europea sull’agricoltura biologica. A partire dal 1° luglio 2010, l’uso del nuovo logo è obbligatorio per tutti i prodotti biologici realizzati nel rispetto della normativa comunitaria. Per assicurare che tutti gli operatori rispettino la regolamentazione, sono effettuati controlli in ogni fase produttiva dell’agricoltura biologica.

Il Regolamento Ce n. 834/2007 stabilisce che uno dei principali obiettivi della produzione biologica è quello di fornire prodotti di alta qualità. Il Regolamento 271/2010 della Commissione ha stabilito le modalità di applicazione della normativa in merito al logo di produzione biologica dell’Unione Europea.

Il logo biologico dell'UE deve avere un’altezza minima di 9 mm e una larghezza minima di 13,5 mm; la proporzione fra altezza e larghezza deve essere sempre di 1 : 1,5. In via del tutto eccezionale le dimensioni minime possono essere ridotte a un’altezza di 6 mm per confezioni molto piccole. Il logo biologico dell’UE può essere combinato con elementi grafici oppure testuali che si riferiscano all’agricoltura biologica purché questi elementi non modifichino o mutino la natura del logo.


Quadro normativo europeo di riferimento

■ Regolamento (Ce) n. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, che abroga il Regolamento (Cee) n. 2092/91.

■ Regolamento (Ce) n. 889/2008 della Commissione del 5 settembre 2008 recante modalità di applicazione del Regolamento (Ce) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l’etichettatura e i controlli.

■ Regolamento (UE) n. 271/2010 della Commissione del 24 marzo 2010 recante modifica del Regolamento (Ce) n. 889/2008, recante modalità di applicazione del Regolamento (Ce) n. 834/2007 del Consiglio, per quanto riguarda il logo di produzione biologica dell’Unione Europea.


Quadro normativo nazionale di riferimento

■ D.M. 8 Febbraio 2010 - Disposizioni per l’attuazione dei Regolamenti (Ce) n. 834/2007, n. 889/2008, n. 1235/2008 e successive modifiche riguardanti la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici.

■ Nota Esplicativa del D.M. 18354-09 - Documento esplicativo circa i contenuti dell’art. 3, Decreto ministeriale n. 18354 del 27/11/2009, recante disposizioni per l’attuazione dei Regolamenti Ce n. 834/2007, 889/2008, 1235/2008 e successive modifiche riguardanti la produzione e la etichettatura dei prodotti biologici.

APPROFONDIMENTO - Normativa regionale

REGIONE ABRUZZO

• Legge regionale n. 53 del 30/05/1997 - Interventi nel settore agricolo e agroalimentare.


REGIONE BASILICATA

• Legge regionale n. 18 del 20 maggio 2002 - Disposizioni per la precauzione in materia alimentare e per la coltivazione, l’allevamento, la sperimentazione e la commercializzazione di organismi modificati e di prodotti da essi derivati. Norme per la produzione dei prodotti biologici, tipici...

• Legge regionale n. 14 del 27/04/1999 - Disciplina delle produzioni biologiche regionali.

• Legge regionale n. 12 del 16 marzo 1993 - Produzione biologica e integrata di prodotti agricoli.


REGIONE CAMPANIA

• Delibera di Giunta regionale n. 120 del 9 febbraio 2007 che recepisce quanto disposto dal D.M. 7 aprile 2006 avente ad oggetto “Criteri e norme tecniche per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento”.

• Legge regionale n. 24 del 12/08/1993 - Disciplina, promozione e valorizzazione dell’agricoltura biologica in Campania.


REGIONE EMILIA ROMAGNA

• Legge regionale n. 29 dell’1/1/2002 - Norme per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare e per la qualificazione dei servizi di ristorazione collettiva.

• Legge regionale n. 28 del 02/08/1997 - Norme per il settore agroalimentare biologico.

N.B. abrogazione della L.R. 26 ottobre 1993, n. 36.

• Legge regionale n. 16 del 21/03/1995 - Promozione economica dei prodotti agricoli ed alimentari regionali.

• Legge regionale n. 36 del 26/10/1993 - Norme per l’agricoltura biologica.


REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

• Legge regionale n. 25 del 17 ottobre 2007 - Modifiche alle Leggi regionali 25/1996 in materia di agriturismo, 15/2000 in materia di prodotti biologici nelle mense pubbliche, 18/2004 in materia di fattorie didattiche e 24/2006, in materia di strada del vino.

• Legge regionale n. 15 dell’8 agosto 2000 - Norme per l’introduzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche e per iniziative di educazione alimentare.

• Legge regionale n. 36 del 06/12/1999 - Interventi per la valorizzazione e la promozione dell’agricoltura di qualità e norme sul metodo di produzione biologico bollettino ufficiale.

• Legge regionale n. 32 del 24/07/1995 - Disciplina e promozione dell’agricoltura biologica nel Friuli-Venezia Giulia.

• Legge regionale n. 59 del 29/12/1990 - Norme per l’esercizio e la promozione dell’agricoltura biologica nel Friuli-Venezia Giulia.


REGIONE LAZIO

• Legge regionale n. 10 del 6 aprile 2009 - Disposizioni in materia di alimentazione consapevole e di qualità nei servizi di ristorazione collettiva per minori.

• Legge regionale n. 1 del 23/01/2006 - Istituzione dei distretti rurali e dei distretti agroalimentari di qualità.

• Legge regionale n. 21 del 30/06/1998 - Norme per l’agricoltura biologica.

• Legge regionale n. 51 del 27/07/1989 - Norme per l’agricoltura biologica.


REGIONE LIGURIA

• Deliberazione di Giunta regionale n. 1283 del 24/10/2003 -Applicazione art. 8 comma 3 della L.R. 36/99 - Agricoltura biologica: autorizzazione temporanea all’impiego di alimenti di origine agricola convenzionali su tutto il territorio regionale. Determinazioni.

• Legge regionale n. 36/1999 del 06/12/1999 - Interventi per la valorizzazione e la promozione dell’agricoltura di qualità e norme sul metodo di produzione biologico.

• Legge regionale n. 57 del 03/11/1994 - Prima attuazione della Legge regionale 1 febbraio 1994 n. 5 “Norme e interventi per ridurre l’uso delle sostanze di sintesi in agricoltura e disciplina dell’agricoltura biologica’’ e modifiche alla legge regionale medesima.

• Legge regionale n. 5 del 01/02/1994 - Norme e interventi per ridurre l’uso delle sostanze di sintesi in agricoltura e disciplina dell’agricoltura biologica.


REGIONE LOMBARDIA

• Delibera di Giunta regionale n. 15533 del 12/12/2003 - Approvazione del programma di interventi per lo sviluppo dell’Agricoltura Biologica in Lombardia.

• Legge regionale n. 7 del 07/02/2000 - Norme per gli interventi regionali in agricoltura.


REGIONE MARCHE

• Legge regionale n. 5 del 04/03/2004 - Disposizioni in materia di salvaguardia delle produzioni agricole, tipiche, di qualità e biologiche.

• Legge regionale n. 4 del 03/04/2002 - Modificazioni della Legge regionale 29 dicembre 1997, n. 76 “Disciplina dell’agricoltura bio-

• Legge regionale n. 76 del 29 dicembre 1997 - Disciplina dell’agricoltura biologica.

• Legge regionale n. 44 del 4 settembre 1992 - Nuove norme per l’agricoltura biologica.


REGIONE MOLISE

• Legge regionale n. 38 del 11/11/2005 - Norme per l’agricoltura biologica.

• Legge regionale n. 17 del 13/03/1996 - Norme per l’agricoltura biologica.


REGIONE PIEMONTE

• Delibera di Giunta regionale n. 25-3384 del 02/07/2001 - Istruzioni per l’applicazione della legge 13/99.

• Legge regionale n. 13 del 25/06/1999 - Norme per lo sviluppo dell’agricoltura biologica.


PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

• Legge provinciale n. 3 del 20/01/2003 - Norme per l’agricoltura biologica.

• Legge provinciale n. 12 del 30/04/1991 - Norme per la regolamentazione e promozione dell’agricoltura biologica e della produzione integrata.


PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

• Legge regionale n. 13 del 3/11/2009 - Norme per la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari di prossimità e per l’educazione alimentare e il consumo consapevole.

• Delibera di Giunta provinciale n. 1511 del 02/07/2004 - Regolamento di esecuzione del Titolo II, Capo I, della Legge provinciale 28 marzo 2003, n. 4 recante “Norme per l’agricoltura biologica’’.

• Legge provinciale n. 4 del 28/03/2003 - Sostegno dell’economia agricola, disciplina dell’agricoltura biologica e della contrassegnazione di prodotti geneticamente non modificati.

• Legge provinciale n. 13 del 10/06/1991 - Norme in materia di agricoltura biologica.


REGIONE PUGLIA

• Legge regionale n. 26 del 4/12/2003 - Norme in materia di coltivazione, allevamento e commercializzazione di Organismi geneticamente modificati (OGM).

• Legge regionale n.10 del 27/02/1984 - Legge regionale: Norme per la disciplina dell’attività venatoria, la tutela e programmazione delle risorse faunistico-ambientali.


REGIONE SARDEGNA

• Legge regionale n. 1 del 19/01/2010 - Norme per la promozione della qualità dei prodotti della Sardegna, della concorrenza e della tutela ambientale e modifiche alla Legge regionale 23 giugno 1998, n. 18

• Legge regionale n. 9 del 04/03/1994 - Norme per la promozione e la valorizzazione dell’agricoltura biologica.


REGIONE TOSCANA

• Legge regionale n. 18 del 27/05/2002 - Norme per l’introduzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche e programmi di educazione alimentare nella Regione Toscana.

• Legge regionale n. 49 del 16/07/1997 - Disposizioni in materia di controlli per le produzioni agricole ottenute mediante metodi biologici.

• Legge regionale n. 31 del 19/04/1994 - Norme per l’agricoltura biologica.

• Legge regionale n. 32 del 17/05/1993 - Contributo alle Associazioni dei produttori biologici toscani.


REGIONE UMBRIA

• Legge regionale n. 21 del 20/08/2001 - Disposizioni in materia di coltivazione, allevamento, sperimentazione, commercializzazione e consumo di organismi geneticamente modificati e per la promozione di prodotti biologici e tipici.

• Legge regionale n. 39 del 28/08/1995 - Norme per la produzione e il controllo dei prodotti biologici.

• Legge regionale n. 46 del 28/12/1990 - Norme per la produzione e il controllo dei prodotti biologici.

• Legge per l’incentivazione del metodo di lotta integrata per la salvaguardia dell’ambiente.


REGIONE VALLE D’AOSTA

• Legge regionale n. 8 del 17/04/2001 - Disposizioni in materia di allevamento bovino, ovino e caprino e di prodotti derivati, ottenuti mediante metodi biologici.

• Legge regionale n. 36 del 16/11/1999 - Disposizioni in materia di controlli e promozione per le produzioni agricole ottenute mediante metodi biologici.


REGIONE VENETO

• Legge regionale n. 18 del 13/08/2004 - Abrogazione di norme regionali del settore primario.

• Legge regionale n. 6 del 1/03/2002 - Norme in materia di consumo di alimenti nelle mense prescolastiche e scolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura e di assistenza.

• Legge regionale n. 24 del 06/04/1990 - Norme relative all’agricoltura biologica e all’incentivazione della lotta fitopatologica.

GESTIONE E VALORIZZAZIONE AGROTERRITORIALE
GESTIONE E VALORIZZAZIONE AGROTERRITORIALE