CAPITOLO 12 Pubblica Amministrazione, Enti territoriali e figure giuridiche in agricoltura

Capitolo 12

Pubblica Amministrazione, Enti territoriali e figure giuridiche in agricoltura

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• Funzioni dello Stato
• Pubblica amministrazione
• Enti pubblici
• Enti territoriali
• Organizzazioni dei Produttori in Italia
• Sistema agroalimentare

12.1 Stato e Pubblica Amministrazione

Lo Stato è “un’organizzazione sovrana di un popolo su un territorio”, dotato di personalità giuridica in quanto può compiere atti giuridici, titolare di un suo patrimonio e di un apparato di governo.

I caratteri essenziali di uno Stato sono:

■ l’ordinamento politico, che consiste nello stabilire gli interessi e le necessità della comunità;

■ l’ordinamento territoriale, cioè l’esercizio della sua autorità suprema all’interno di uno spazio geografico delineato da confini;

■ l’ordinamento costituzionale, come organizzazione di una determinata collettività umana;

■ l’ordinamento originario, se non deriva da altri ordinamenti;

■ l’ordinamento sovrano, che detiene il potere supremo.

Lo Stato esercita il potere di sovranità attraverso tre fondamentali funzioni: legislativa, giudiziaria ed esecutiva.

La funzione legislativa consiste nell’emanazione delle leggi al fine di regolare le strutture essenziali dello Stato, il funzionamento delle principali istituzioni e i rapporti fra i pubblici poteri e i cittadini (12.1).

La funzione giudiziaria è esercitata mediante l’applicazione delle leggi.

La funzione esecutiva è determinante nel decidere l’indirizzo politico, rappresenta cioè la scelta delle finalità dello Stato e il compiere gli atti della sua amministrazione.

Le funzioni dello Stato sono esercitate da distinte istituzioni. Il potere legislativo compete al Parlamento, costituito dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei deputati, che emana le leggi statali, e ai Consigli regionali, che emanano le leggi regionali.

Le funzioni legislative possono essere esercitate anche dal Governo, attraverso: i decreti legislativi su delega del Parlamento (nei casi in cui la materia da regolare sia caratterizzata da complessità) e i decreti legge (in caso di urgenza e necessità), che decadono se entro sessanta giorni non sono convertiti da una legge del Parlamento. La Corte costituzionale garantisce la legittimità costituzionale delle leggi ordinarie, che non devono essere in contrasto con le norme della Costituzione. Il potere giudiziario è affidato:

1. alla Magistratura ordinaria, che esercita:
■ la giustizia civile, definendo le controversie tra i privati;
■ la giustizia penale, che accerta e punisce i reati.

Si compone di giudici monocratici (es. giudice di pace, giudice per le indagini preliminari) o collegiali (es. tribunali, corti d’appello, cassazione);

2. alla Magistratura amministrativa, che si occupa delle controversie tra i privati e i pubblici poteri; è composta da giudici collegiali (es. Consiglio di Stato, tribunali amministrativi regionali);

3. alle Commissioni tributarie, che definiscono le controversie di natura tributaria fra i contribuenti e il fisco; sono costituite da giudici collegiali (es. Commissione tributaria provinciale, Commissione tributaria regionale).

Il potere esecutivo è assegnato al Governo, a cui spetta la conduzione della politica generale dello Stato, la direzione delle attività statali e della Pubblica Amministrazione (12.2).

Il Capo dello Stato (Presidente della Repubblica) rappresenta il garante del corretto funzionamento delle pubbliche istituzioni. L’insieme delle istituzioni che tutelano i pubblici interessi individuati dalla legge, costituisce la Pubblica Amministrazione. Le funzioni amministrative, di norma, presentano carattere autoritativo, perché prevedono l’esercizio del potere e incidono obbligatoriamente sulla libertà e sui beni dei soggetti (12.3).

L’attività della Pubblica Amministrazione, che di norma è discrezionale, consiste in una serie di atti compiuti per raggiungere obiettivi di pubblico interesse e con fini concreti, poiché genera effetti pratici su determinate situazioni, cura le proprie finalità in modo immediato, assume iniziative senza che ne sia fatta richiesta da altri soggetti e ha il potere di imporre l’osservanza dei suoi atti.

La Pubblica Amministrazione in base al ruolo svolto si distingue in:

■ attiva, compie atti concreti per soddisfare in modo immediato gli obiettivi pubblici, distinti in:

1. atti deliberativi, se consistono in dichiarazioni che manifestano una volontà;

2. atti attuativi, se eseguono precedenti manifestazioni di volontà;

3. atti esecutivi, se sono relativi ad atti materiali;

■ consultiva, esprime pareri, valutazioni e apprezzamenti alle autorità che hanno funzioni di amministrazione attiva;

■ di controllo, accerta se le attività amministrative rispettano le conformità di legge, le regole di buona amministrazione e le prescrizioni tecniche.

L’art. 5 della Costituzione dispone il decentramento dei servizi amministrativi che dipendono dallo Stato, riconoscendo l’autonomia degli Enti territoriali locali (hanno come elemento costitutivo il territorio, per esempio Regione, Provincia, Comune, ecc. Lo Stato è Ente territoriale sovrano).

La Costituzione enuncia i principi che regolano l’ordinamento della Repubblica italiana e fissa i rapporti fra i poteri dello Stato:

1. principio di legalità: la Pubblica amministrazione deve agire nell’osservanza delle disposizioni di legge e rispettare i diritti delle persone;

2. principio di buon andamento: le attività amministrative devono agire con prontezza, trasparenza, efficienza e con economicità di mezzi;

3. principio di imparzialità: la Pubblica Amministrazione deve svolgere la propria attività senza disparità di trattamento e senza indebite protezioni.

L’aspetto organizzativo è fondamentale per un razionale funzionamento della Pubblica Amministrazione. L’organizzazione dei pubblici uffici compete al potere legislativo, inoltre anche il Governo può emanare regolamenti e direttive a integrazione delle leggi.

Lo Stato, essendo detentore della sovranità, costituisce il principale soggetto della Pubblica Amministrazione, a cui si aggiungono gli Enti territoriali, caratterizzati dalla più ampia autonomia amministrativa, e gli Enti non territoriali, che assolvono determinate funzioni amministrative.

Amministrazione e demanio

L’amministrazione statale è distinta in: amministrazione centrale, al cui vertice vi sono il Presidente del Consiglio dei ministri e i singoli ministri e amministrazione decentrata, la cui attività avviene sotto la direzione dell’amministrazione centrale.

L'amministrazione non statale è svolta in gran parte dagli Enti pubblici territoriali, Enti autonomi quali Regione, Provincia, Comune e gli altri Enti locali.

Una parte dell’amministrazione non statale è composta dagli Enti pubblici non territoriali, caratterizzati da personalità giuridica, che erogano servizi amministrativi, tecnici e sociali di interesse locale o nazionale. Lo Stato e gli altri soggetti pubblici esercitano le proprie attività per mezzo di organi, strutturati in uno o più uffici, che svolgono le varie attività. Gli organi amministrativi si classificano in individuali, se costituiti da una sola persona (es. il Sindaco) o collegiali, se composti da più persone che svolgono la medesima funzione (es. il Consiglio comunale). Gli organi si distinguono in elettivi, quando la loro scelta avviene a opera della collettività (es. il Sindaco) e non elettivi, per nomina da parte di altri organi.

Gli organi possono essere distinti in centrali, se operano in tutto il territorio nazionale, e periferici, caratterizzati da operatività relativa a un ambito territoriale più limitato e alle dipendenze degli organi centrali. Spetta agli organi legislativi e governativi determinare le funzioni amministrative corrispondenti alle necessità collettive.

Sono afferenti all’amministrazione statale anche i beni demaniali che in Italia, secondo quanto previsto dal Codice Civile, art. 822 e seguenti, sono rappresentati da tutta una serie di beni territoriali quali: i lidi dei mari, le spiagge, le rade, i porti, i fiumi, i torrenti, i laghi e altre acque definite pubbliche dalla legislazione (C.C. 2774, Cod. Nav. 28, 29, 692), tutte le opere destinate alla difesa nazionale. Fanno parte del demanio pubblico, ma solo se di proprietà statale, le strade, le autostrade, le strade ferrate, gli aerodromi, gli acquedotti, gli immobili riconosciuti d’interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, le raccolte di musei e pinacoteche, gli archivi, le biblioteche pubbliche ed eventuali altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime demaniale pubblico. Molti beni possono appartenere alle Regioni, alle Città metropolitane, alle Province o ai Comuni o ad altri Enti di natura pubblica, ma sono ugualmente soggetti al regime del demanio dello Stato e vanno a costituire a loro volta il demanio periferico. La principale caratteristica dei beni che fanno parte del demanio pubblico è la loro inalienabilità, caratteristica modificabile solo da specifiche leggi. Gli interventi pubblici a favore delle attività economiche presenti sul territorio si possono definire: interventi diretti, quando riguardano le attività proprie dell’amministrazione statale (es. opere di bonifica, viabilità), interventi indiretti, nei casi in cui vengano rilasciate autorizzazioni o concesse agevolazioni, ecc., per l’esecuzione delle varie attività. Per la definizione di un nuovo modello di sviluppo del territorio rurale va considerato come elemento principale la stretta relazione esistente fra beni culturali, paesaggio e sviluppo rurale.

GESTIONE E VALORIZZAZIONE AGROTERRITORIALE
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