Difesa delle colture

parte 1 76 Difesa: colture erbacee in pieno campo 21 Mantide religiosa, predatrice occasionale di cavallette. 19 Adulto di callittamo. 20 Faraone al pascolo (cortesia dott.ssa C. Chersi, SFR-Pimonte). Biologia Il callittamo supera l inverno allo stadio di uovo in ooteche deposte in zone incolte e asciutte, generalmente con esposizione est e sud. La comparsa delle neanidi avviene solitamente verso fine maggio, ma le nascite proseguono ancora per alcune settimane. In caso di forte presenza, e anche per l abitudine delle neanidi di radunarsi in punti soleggiati al calare del sole dove trascorrono la notte, è possibile osservare porzioni di terreno interamente ricoperte di tali giovani cavallette. Gli adulti compaiono in luglio, si spostano in volo alla ricerca di fonti alimentari e si accoppiano dopo alcune settimane di attività trofica (indicativamente a inizio agosto). La femmina fecondata dapprima scava con l estremità dell addome la terra per ricavarne una sorta di cannello terroso di un paio di centimetri, quindi entro questo nido depone le uova in gruppi di 25-45, infine richiude l involucro; ogni femmina è in grado di effettuare 4-6 deposizioni di ooteche, scegliendo allo scopo terreni non lavorati (luoghi nei quali peraltro avvengono anche gli accoppiamenti). Danni C. italicus è distruttivo soprattutto per l erba medica, riuscendo a devastare anche quella tagliata di fresco, ma può risultare dannoso anche per prati polifiti, colture ortive, vigneti e aree boschive. Le infestazioni di cavallette sono aumentate nei primi anni 2000 in diverse zone d Italia. Più raramente si realizzano danni considerevoli dovuti a un altra cavalletta, Dociostaurus maroccanus, simile al Calliptamus, ma che si differenzia per le due fasce sul pronoto che sono incrociate a X . Difesa L ampiezza delle aree infestate, l eterogeneità delle specie vegetali di cui il callittamo può nutrirsi e la scarsa efficacia dei mezzi chimici (peraltro è autorizzata solo la deltametrina su erba medica, la lotta chimica è diretta essenzialmente contro le forme giovanili) hanno orientato le Strutture Fitosanitarie Regionali a intraprendere iniziative pilota di lotta a basso impatto ambientale mediante impiego di faraone e gallinacei che cercano attivamente e mangiano le cavallette [ 20 ]. inoltre possibile adottare diversi accorgimenti: poiché le ovideposizioni avvengono usualmente in zone circoscritte dette grillare , è utile un monitoraggio in primavera per individuare queste aree per poi dirigervi azioni di lotta biologica, chimica e attraverso mezzi meccanico-agronomici (lavorazione profonda del terreno per eliminare le ooteche o rullaggi per distruggere giovani neanidi che, come si è detto sopra, al calare del giorno tendono a concentrarsi in punti esposti e a rimanere immobili). Antagonisti Predatori: Mylabris variabilis, Epicauta rufidorsum (Coleotteri Meloidi), Ditteri Bombilidi, altri predatori occasionali quali la Mantide religiosa, il calabrone, il ragno Argiope bruennichi [ 21 22 23 ]. Parassitoidi: Funghi entomopatogeni (in particolare Entomophthora grylli; nel corso di una ricerca svolta in Piemonte sono stati isolati da callittami, morti per infezione fungina, funghi appartenenti ai generi Fusarium sp., Penicillium sp., Peronospora sp., Plasmopara sp.). 22 Argiope bruennichi è un ragno facilmente riconoscibile per la zebratura giallo-bianco-nera: nella foto con una preda che ha provveduto ad avviluppare con fili sericei (cortesia L. Bartolini). 23 Callittamo divorato da un calabrone (cortesia dott.ssa C. Chersi, SFR-Piemonte).

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PARTE APPLICATIVA