Difesa delle colture

Barbabietola da zucchero Difesa: colture agroindustriali, foraggere e officinali Danni La cercosporiosi è la malattia chiave della barbabietola da zucchero. I disseccamenti fogliari possono devastare progressivamente il fogliame dell intera coltivazione (in condizioni favorevoli all epidemia ciò si può verificare già a inizio agosto), con perdite importanti della produzione e della qualità dello zucchero. Difesa La difesa da questo importante patogeno si avvale di tecniche agronomiche atte a diminuire l inoculo (rotazione colturale, rimozione o interramento profondo dei residui), dell impiego di varietà resistenti e di interventi con fungicidi. Circa la resistenza verso la malattia, esistono varietà di bietola provviste di geni che frenano la progressione di C. beticola, influendo sulla sua capacità infettiva, sul tasso di sviluppo all interno dei tessuti, sulla durata del suo periodo di incubazione e sulla sua efficienza riproduttiva. Tali geni mostrano un comportamento sommativo, per cui la resistenza si presenta stabile e continua, ossia con varietà più o meno sensibili: essa può essere anche molto alta e dunque la ricerca e l introduzione di varietà resistenti rientrano nella strategia di lotta promettente. Tradizionalmente la lotta chimica è impostata con trattamenti fungicidi a calendario, con turni di 18-20 giorni, che hanno inizio non appena compaiono i primi sintomi. Attualmente i trattamenti possono essere razionalizzati e ottimizzati utilizzando modelli previsionali (in Emila-Romagna sono adottati due modelli, chiamati CERCOPRI e CERCODEP, i quali hanno come input dati meteo-rilevabili median- 67 2 te centraline e come output forniscono la previsione della comparsa dei sintomi in campo e dell evoluzione dell epidemia). I fungicidi impiegati appartengono: al gruppo degli IBE (inibitori della biosintesi degli ergosteroli: triazoli e morfoline) e dei QoI (inibitori del sito Qo del complesso enzimatico del citocromo bc1 della cellula fungina: strobilurine) ad azione citotropicosistemica, e agli anticrittogamici di copertura (clorotalonil, prodotti rameici). Tuttavia, i fungicidi dei primi due gruppi sono di tipo monosito, cioè a rischio di insorgenza del fenomeno della resistenza nelle popolazioni del patogeno: per questo è decisamente opportuno adottare strategie anti-resistenza (rotazione delle sostanze attive, abbinamento di un fungicida mono- oppure oligosito con un altro multisito). Cleono (Beet weevil) Fitofago Conorhynchus mendicus Classificazione ord. Coleoptera fam. Curculionidae Descrizione Adulto: corpo ricoperto di squame di colore grigiastro chiaro, dimensioni 11-17,5 mm (femmina più grande del maschio). Larva: apoda, di colore latteo, ricurva a C , con capo nero e una doppia fila di tubercoli posti sui lati, lunghezza 13-17 mm. Uovo: sferoidale, liscio, di colore giallo vivo, dimensioni 1-1,5 mm. Piante ospiti e distribuzione C. mendicus attacca la barbabietola da zucchero, quella da foraggio, da seme e anche le chenopodiacee spontanee. Questa specie è diffusa in gran parte del bacino mediterraneo. 11 Esemplare adulto di Conorhynchus mendicus. Antagonisti Parassitoidi: Rondania cucullata, Zeuxia cinerea (Ditteri Tachinidi); Neoaplectana menozzi (nematode entomopatogeno). Predatori: Pterostichus melas (Coleottero Carabide); Cerceris tubercolata (Imenottero Sfecide); Tapinoma spp. (Imenotteri Formicidi). Biologia Il cleono sverna come adulto nel terreno di coltivazione. L attività riprende a pieno ritmo in primavera e prosegue fino a tutto luglio. Gli adulti sono buoni camminatori, sono in grado di spostarsi agevolmente verso nuovi bietolai e anche di superare in volo distanze di qualche centinaio di metri. Dopo l accoppiamento le femmine depongono diverse decine di uova nell arco di non più di un mese. Le larve, che nascono a 8-10 giorni di distanza dall ovideposizione, raggiungono la maturità in capo a un mese e mezzo circa e si impupano costruendosi una piccola cella terrosa aderente al fittone su cui si sono sviluppate. La metamorfosi dura una quindicina di giorni, ma i nuovi adulti rimangono solitamente nascosti, salvo fuoriuscire nelle giornate più soleggiate. Danni Questo insetto è il fitofago più pericoloso per la barbabietola: allo stadio di adulto compie erosioni fogliari che possono risultare anche gravi se la pianta è giovane (solitamente gli attacchi più evidenti sono osservabili ai bordi dei campi coltivati, da dove inizia l infestazione); quando è allo stadio di larva scava gallerie nel fittone compromettendo lo sviluppo della pianta ed esponendola a marciumi. Le infestazioni di cleono sono favorite da mancati o troppo ravvicinati avvicendamenti oppure dalla presenza di terreni argillosi che facilitano l impupamento del parassita. Difesa Nella lotta contro il cleono della barbabietola occorre integrare i criteri agronomici con i mezzi chimici. Infatti i livelli delle

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