Difesa delle colture

parte 1 66 Difesa: colture erbacee in pieno campo IDENTIFICAZIONE Punteruoli (Rape winter stem weevil), Ceuthorrhynchus pi- citarsis (Stem-mining weevils) C. quadridens, C. napi (Cabbage seedpod weevil) C. assimilis ord. Coleoptera fam. Curculionidae Note I punteruoli delle crucifere sono piccoli coleotteri curculionidi (2,5-3,7 mm) che colpiscono silique, apici vegetativi, fusto. Svernano allo stadio di adulto per comparire in primavera (tra i primi quelli di C. napi) e riprodursi poco dopo. Le larve si interrano per compiere la metamorfosi e dare luogo a una nuova generazione destinata a svernare. C. picitarsis è detto punteruolo nero d inverno perché trascorre i mesi più caldi in diapausa per poi ricomparire nell ultima decade di ottobre quando si riproduce (le larve compaiono a inizio novembre, minano i piccioli fiorali e lo stelo fino a raggiungere il colletto delle piante, terminano lo sviluppo a marzo e si impupano nel terreno). Danni Le larve compiono erosioni nei tessuti dello stelo, minano i piccioli fogliari, danneggiano le silique (C. assimilis penetra nelle silique nutrendosi dei semi). Difesa Gli attacchi possono essere contenuti installando a 20 cm da terra, allo stadio di 4 foglie, trappole costituite da bacinelle gialle contenenti acqua e bagnante; intervenire a 10 giorni dalle prime catture con insetticidi (es. cipermetrina). Adulto di Ceuhorrhynchus sp. Barbabietola da zucchero Cercospora (Sugarbeet leaf-spot) Agente causale Cercospora beticola Classificazione div. Ascomycota fam. Mycosphaerellaceae Sintomatologia L infezione determina piccole macchie fogliari (4-5 mm di diametro) di colore grigio-necrotico al centro e contornate da un alone bruno-rossastro. Le macchie possono allargarsi e confluire causando disseccamenti della lamina. I sintomi possono comparire anche sugli scapi fiorali e sui piccioli. Piante ospiti e distribuzione Attacca essenzialmente la barbabietola (Beta vulgaris), ma anche altre specie del gen. Beta; segnalata su Chenopodiacee e Amaranthus, è presente in tutto il mondo. 10 Sintomi fogliari dell infezione cercosporica. Diagnostica La diagnosi è visiva. Al microscopio ottico si possono osservare le fruttificazioni conidiche. I conidiofori sono cilindrici, senza setti trasversali, scuri, portanti alla sommità o lateralmente conidi isolati; i conidi sono ialini, aghiformi, muniti di 8-15 setti, di dimensioni variabili (lunghezza mediamente 70-120 m). I sintomi possono essere confusi con quelli causati da Ramularia beticola (peraltro poco presente in Italia), fungo che produce anch esso macchie fogliari ma, rispetto a quelle causate dalla cercospora, un po più grandi, più chiare al centro e più scure ai bordi. Biologia ed epidemiologia La cercospora della barbabietola è un patogeno policiclico. Il micelio del fungo si mantiene vitale anche dopo la morte dei tessuti colpiti e può rimanere quiescente superando in tal modo condizioni ambientali sfavorevoli e formando l inoculo in grado di ripristinare l infezione da un anno all altro. La diffusione della malattia in campo è affidata agli elementi conidici che sono diffusi principalmente dalla pioggia (che li rimuove) e dal vento, e anche dall attività di insetti. I conidi, giunti a contatto con la superficie fogliare, germinano (condizioni minime: U.R. 85%, temperatura 5 °C) originando in prossimità degli stomi le ife di inoculazione che penetrano nella camera ipostomatica. La penetrazione è favorita da stimoli idrotropici ed è facilitata dalla bagnatura notturna delle foglie, mentre viene inibita dalla luce solare diretta. Al termine del periodo di incubazione, che è influenzato soprattutto dalla temperatura (a temperature tra i 10 e i 15 °C dura da 10 a 14 giorni), il patogeno evade in forma di fasci serrati di conidiofori, solitamente attraverso gli stomi, innescando infezioni secondarie. La malattia è favorita da temperature comprese fra 25 e 30 °C e da un umidità relativa almeno del 95%.

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PARTE APPLICATIVA