Introduzione

In questo Capitolo abbiamo riunito la trattazione, in relazione alla difesa, delle colture erbacee coltivate in pieno campo che appartengono a specie e a famiglie botaniche diverse e presentano anche quadri patologici molto differenziati. Sono trattate le colture abitualmente definite agroindustriali, in relazione all’utilizzo e alla trasformazione industriale del prodotto principale, come le piante oleifere quali soia, girasole, colza o le piante saccarifere, come la barbabietola da zucchero (questa è stata una coltivazione importante negli ordinamenti colturali italiani fino agli anni ’90 del secolo scorso, poi è molto regredita in seguito a importanti decisioni prese in sede comunitaria). Sono trattate le colture da fibra quali cotone e canapa, realtà ormai poco diffuse nei nostri ambienti se non a scopo di ricerca (ad esempio la canapa è oggi studiata come coltura da biomassa). Inoltre sono comprese in questo Capitolo quelle colture che oggi in Italia hanno rilevanza sia per la superficie agraria investita, quali il tabacco (coltura oramai specializzata) e le piante foraggere e pratensi, sia per talune caratteristiche specifiche come per le piante aromatiche.

1 Oltre ai cereali, sono assai numerose le colture coltivate in pieno campo. La loro tipologia, in relazione all’areale considerato, dipende essenzialmente dalle condizioni pedoclimatiche e dalla disponibilità o meno di irrigazione. (a) Estesa coltura di soia condotta a file sarchiate in ambiente di pianura. (b) Girasole in piena fioritura: questa coltura presenta una buon adattabilità ai vari ambienti, pianeggianti o collinari.

2 (a) Coltura di tabacco in file sarchiate. Anche se meno importante di un tempo, la coltura è praticata tuttora in molte zone dell’Italia (Puglia, Campania, Lazio, Umbria, Toscana, Veneto). (b) Coltura di canapa in fioritura. Questa coltura, non più utilizzata per la fibra e praticata in Italia esclusivamente come coltura sperimentale o coltura da biomassa, necessita di particolari autorizzazioni alla coltivazione a causa del contenuto di sostanze stupefacenti. (c) Barbabietola da zucchero in fase di primo sviluppo.

3 Infiorescenza di erba medica. Questa leguminosa prativa rappresenta una delle basi delle composizioni colturali prative utilizzate per la fienagione in ambienti collinari e pedemontani; inoltre è coltivata anche in coltura specializzata per l’arricchimento proteico dell’alimentazione animale.
4 Spighe fiorite di lavanda (a) e menta piperita (b). Le colture officinali rappresentano una soluzione praticabile è vantaggiosa per l’integrazione del reddito in alcuni contesti.

Oleaginose: Soia

Cancro e avvizzimento dello stelo e dei baccelli (Pod and stem blight and seed decay)

Agenti causali
Diaporthe phaseolorum var. caulivora,
Diaporthe phaseolorum var. sojae
Classificazione
div. Ascomycota
fam. Diaporthaceae

Sintomatologia
D. phaseolorum var. caulivora causa lesioni cancerose alla base delle piante, di colore rossastro, che iniziano generalmente dalle cicatrici dei piccioli fogliari e poi si approfondiscono e si estendono fino a circondare lo stelo. Sono ben distinguibili e separate le parti infette da quelle sane. I sintomi di D. phaseolorum var. sojae compaiono su stelo, baccelli, semi: sulle parti aeree si hanno imbrunimenti e comparsa degli organi di fruttificazione del fungo (picnidi), che appaiono come piccoli glomeruli bruni allineati longitudinalmente; i semi colpiti sono raggrinziti, screpolati e si possono ricoprire del micelio bianco del fungo. Tale sintomatologia è tipica anche di altri agenti di malattia identificati come Colletotrichum dematium ( Anthracnose), Glomerella glycines (Soybean Anthracnose).
Piante ospiti e distribuzione
Le malattie da Diaporthe phaseolorum, nelle varietà descritte, sono tipiche della soia, ma i patogeni possono attaccare anche altre leguminose. Cancro e avvizzimento dello stelo e dei baccelli sono avversità conosciute a livello mondiale.

Diagnostica
Diaporthe phaseolorum var. caulivora si moltiplica soprattutto nella forma perfetta: i periteci sono visibili, neri, piriformi, misuranti 165-340 x 280-410 μm [ 6 ], mentre gli aschi misurano 34-40 x 4-7 μm e contengono ciascuno 8 ascospore bicellulari, ialine, di dimensioni 8-12 x 3-4 μm. Al contrario Diaporthe phaseolorum var. sojae si osserva nella forma imperfetta ( Phomopsis sojae): i conidi sono ialini e caratteristicamente biguttulati, con dimensioni 6-7 x 2-3 μm.
Biologia ed epidemiologia
Diaporthe phaseolorum var. caulivora si conserva sui residui della vegetazione e si può trasmettere per seme. In primavera le ascospore diffondono l’infezione in campo, trasportate dalla pioggia e dal vento e infettano la soia prevalentemente nella parte bassa (non oltre i primi 7-8 nodi), provocando cancri. La malattia è favorita da temperature relativamente elevate e da forte umidità. L’epidemiologia di Diaporthe phaseolorum var. sojae si differenzia solo perché la riproduzione sessuale è più rara e, se si realizza, ha luogo solitamente a fine ciclo infettivo: pertanto la diffusione della malattia, che può trasmettersi per seme, è sostenuta dai conidi.
Danni
I patogeni possono provocare la morte dell’intera pianta o comunque arrecare danni sensibili alla produzione.
Difesa
La lotta si basa sull’impiego di seme sano, sull’adozione di cultivar resistenti e sull’attuazione di lunghe rotazioni; utile la concia con carbossina e tiram anche contro altri patogeni.

SOIA - ALTRE AVVERSITÀ

IDENTIFICAZIONE - Virosi a mosaico ( Soybean mosaic virus) SMV gen. Potyvirus fam. Potyviridae
Note La malattia è trasmissibile con la linfa e con l’innesto. Sono note almeno 32 specie di afidi, appartenenti a 15 generi, in grado di trasmettere il virus secondo la modalità non-persistente. La diffusione della virosi tramite il seme riveste importanza epidemiologica.
Danni Le foglie presentano mosaico con bollosità, deformazioni, ripiegamenti del margine, crescita stentata e morte precoce. La malattia è trasmessa dal seme e propagata dagli afidi.
Difesa La difesa si basa sull’eliminazione delle piante infette e delle infestanti, oltre che sull’impiego di semi esenti da virus.

IDENTIFICAZIONE - Maculatura batterica ( Soybean bacterial blight) Pseudomonas syringae pv. glycinea div. Proteobacteria fam. Pseudomonadaceae
Note Il batterio si conserva sui semi e nei residui colturali. Durante la stagione di coltivazione è diffuso dalla pioggia e dal vento; l’infezione è favorita da temperature intorno ai 23-26 °C e dalla pioggia.
Danni Su baccelli e foglie compaiono piccole tacche edematose che si fanno scure con bordo giallastro; seguono disseccamenti e lacerazioni.
Difesa La difesa si basa sull’impiego di seme sano e di lunghe rotazioni.

IDENTIFICAZIONE - Peronospora ( Soybean downy mildew) Peronospora manshurica div. Oomycota fam. Peronosporaceae
Note Questo fi tofago cosmopolita dà luogo a infezioni sistemiche a partire dai semi infetti. La malattia si manifesta con la comparsa sulla pagina superiore delle foglie di piccole tacche depigmentate che disseccano partendo dal centro. In condizioni di elevata umidità, in corrispondenza delle tacche sulla pagina inferiore, si sviluppa una muffetta grigio-viola. La peronospora sopravvive in inverno come micelio nelle piante infette e tramite oospore sui semi.
Danni Le piante si sviluppano stentatamente.
Sono colpiti anche internamente i baccelli: i semi risultano piccoli.
Difesa La difesa si attua con la concia del seme con metalaxil-M e l’impiego di cultivar resistenti.

IDENTIFICAZIONE - Fitoftora ( Soybean root rot) Phytophthora megasperma f.sp. glycinea div. Oomycota fam. Peronosporaceae
Note Sono attaccati i semi in germinazione che vengono devitalizzati. Le giovani piantine disseccano e compaiono necrosi sulle radici e nella parte basale del fusto. Il patogeno sverna come oospora nel suolo e penetra nella pianta attraverso le radici.
Danni Le piante adulte colpite crescono stentatamente e presentano ingiallimenti fogliari.
Difesa Per il controllo della malattia è opportuno evitare ristagni idrici, attuare ampie rotazioni e impiegare cultivar resistenti.

IDENTIFICAZIONE - Marciume carbonioso del fusto (Charcoal rot) Sclerotium bataticola div. e fam. Incertae sedis
Note Sui tessuti infetti si sviluppano micelio e piccoli sclerozi neri che consentono la sopravvivenza del fungo. Lo sviluppo della malattia è favorito da alte temperature e siccità.
Danni Questo fitofago molto polifago, colpisce il fusto al colletto e le radici determinando avvizzimento della pianta.
Difesa Impiegare seme sano e varietà resistenti.

IDENTIFICAZIONE - Ragnetto rosso (Two-spotted spider mite) Tetranychus urticae ord. Acari fam. Tetranychidae
Note La biologia del ragnetto rosso è ampiamente trattata nel Capitolo 4 (Rosa).
Danni Fitofago molto pericoloso che si sviluppa in condizioni di clima caldo umido, privo di piogge, determina depigmentazioni, bronzatura delle foglie con disseccamenti e fi lloptosi anticipata, riduzione delle produzioni.
Difesa Se su 100 foglie/ha si supera la soglia di due forme mobili, intervenire entro il mese di luglio con acaricidi ({ Cap. 4 - Rosa).

IDENTIFICAZIONE - Piralide defogliatrice ( Rusty dot pearl) Udea ferrugalis ord. Lepidoptera fam. Crambidae
Note I primi sfarfallamenti avvengono nel mese di maggio. Gli adulti hanno abitudini crepuscolari e depongono le uova isolate o in piccoli gruppi sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve, che a maturità sono di colore verdognolo con una banda dorsale longitudinale più scura, tessono tele sericee entro le quali si riparano. L’incrisalidamento avviene in una sorta di astuccio costruito con una porzione di foglia. Questa piralide compie fi no a quattro generazioni all’anno ed è specie assai polifaga.
Danni Le larve di questo lepidottero erodono la pagina inferiore delle foglie scheletrizzandole e a volte danneggiano anche i baccelli verdi. Svernano le crisalidi nel suolo.
Difesa In caso di forti infestazioni si interviene con Bacillus thuringiensis (subsp. Kurstaki ceppo HD1).

Difesa delle colture
Difesa delle colture
PARTE APPLICATIVA