Esercizi

Linee guida per la difesa antiperonosporica della vite

Considerando le generali linee guida di difesa, sotto riepilogate, e dopo aver condotto un’esauriente indagine conoscitiva presso i viticoltori della zona di tua pertinenza: confronta, adatta e sviluppa la migliore strategia di difesa antiperonosporica nella logica agronomica del minor impatto ambientale; riferita al calendario fenologico dell’area in questione riepilogata nell’intero quadro generale di difesa della coltura caratterizzata dai principi attivi/formulati commerciali utilizzabili.


Individuare e motivare una corretta strategia di difesa dalla peronospora della vite implica la conoscenza di alcune nozioni basilari sulla biologia e fenologia della pianta, sui probabili scenari pedoclimatici del luogo di ubicazione del vigneto, sull’insieme di informazioni tecniche e principi attivi disponibili e necessari a impostare un corretto piano di difesa. La disponibilità di una capannina meteorologica, dotata di pluviometro e strumenti per rilevare temperatura (max e min) e umidità relativa, o l’accesso ai bollettini meteorologici locali (previsione di pioggia a breve e medio periodo), sono un valido ausilio previsionale per mediare temporalmente tra il giusto momento dei trattamenti e la necessità di ridurne il numero (rispetto alla classica modalità di difesa a intervalli fissi a calendario), a tutto vantaggio dei fattori economici e ambientali. Gli scenari pedoclimatici possibili possono essere diversi a seconda della zona e dell’andamento stagionale: vigneto ubicato in zona ad altro rischio infezione; vigneto che si rivela “sporco” cioè presenta sporadicamente focolai di innesco della malattia; andamento stagionale sfavorevole che accentua il rischio infezione.

Tecnicamente i periodi da considerare, in rapporto alle fasi fenologiche della vite, sono tre:
• dalla ripresa vegetativa alla prefioritura: dapprima lo sviluppo fogliare è ancora ridotto ma esiste il rischio di infezione primaria (regola dei tre 10 = X germogli lunghi almeno 10 cm; X 10 mm di pioggia caduta nelle ultime 24-48 ore; X temperatura costantemente oltre i 10 °C), poi la pianta entra in pieno sviluppo vegetativo ed è sicuramente esposta al rischio di infezioni secondarie e di ritorno;
• da prefioritura a chiusura grappolo: in questo periodo il rischio di infezione si estende anche ai grappolini con possibile “lessatura” dei fiori e, successivamente, degli acini;
• da chiusura grappolo a invaiatura: i grappoli sono molto meno suscettibili all’infezione (possono verifi carsi attacchi di una qualche entità in caso di decorso stagionale molto piovoso).

Gli antiperonosporici cui è possibile far ricorso sono classificabili in:
• prodotti di copertura (es. rameici, mancozeb): vengono impiegati con turni molto brevi (5-7 giorni);
• prodotti citotropici/translaminari (es. dimetomorph, cimoxanil, fenamidone, cyazofamid): vengono solitamente impiegati in miscela con quelli di copertura per allungare i turni a 10-12 giorni e aumentare la copertura (oltre a esercitare un’azione preventiva possono avere anche un’azione più o meno parzialmente curativa);
• sistemici: vengono traslocati all’interno della pianta e quindi migrano e proteggono anche la vegetazione in accrescimento (es. iprovalicarb, metalaxil-M);
• altre sostanze attive valide nella lotta antiperonosporica, come i c.d. QoI (es. azoxistrobin, pyraclostrobin, famoxadon), impiegati in via preventiva analogamente ai già nominati prodotti di copertura, sono dette sostanze monosito poiché agiscono su uno specifico punto del metabolismo fungino; quindi per evitare l’insorgere di fenomeni di resistenza, vengono usati non più di 2-3 volte all’anno e spesso in miscela con altri prodotti con diverso meccanismo di azione; 
• disponibilità di sostanze attive che inducono l’attivazione nella pianta delle sue difese naturali: in viticoltura è impiegato il solo fosetil-Al, che appartiene alla categoria dei sistemici.

Sinteticamente la strategia di difesa prevede i seguenti punti chiave:
• ripresa vegetativa: apertura del calendario dei trattamenti con prodotti ad azione preventiva per contenere le infezioni primarie ed altre eventuali patologie (Black rot ed escoriosi);
• sviluppo, crescita e fioritura: utilizzo di prodotti sistemici, con azione preventiva e curativa, a lunga persistenza di azione, durante la fase di maggior crescita vegetativa e della fioritura quando il rischio di perdita della produzione è massimo;
• inizio allegazione sino all’invaiatura: impiego di prodotti con affinità alle cere adatti a proteggere l’acino fino alla chiusura per prevenire la “peronospora larvata”. In apertura e chiusura del calendario, per una efficace gestione della resistenza indotta, è bene utilizzare prodotti ad azione multisito o alternare prodotti con differenti meccanismi di azione.

Verifica dell’Apprendimento

Prova a rispondere esaurientemente alle seguenti domande.
1. Elenca quali sono le più frequenti carenze nutrizionali della vite, spiega come si manifestano sintomaticamente e come possono essere curate.
2. La potatura ritardata può contribuire a proteggere dai danni da gelata tardiva sul vigneto?
3. Quali sono le malattie virali della vite e quale prevenzione è attuata contro di esse?
4. Riepiloga i quadri sintomatologici della fl avescenza dorata e del legno nero e come si controllano queste malattie?
5. Tenendo conto delle diverse condizioni climatiche, ipotizza la protezione da peronospora e oidio in due vigneti situati, rispettivamente, uno in zona Veneto e l’altro nell’isola di Pantelleria.
6. La botrite o muffa grigia è una patologia molto virulenta e dannosa in particolari condizioni: descrivine le caratteristiche.
7. Illustra le diverse tipologie di acariosi riscontrabili sulla vite e i relativi metodi e strategie di controllo.
8. Quali sono le più importanti cicaline della vite e quali sintomi provocano sulla vegetazione di questa sarmentosa?
9. Perché la metcalfa, oggi, non è più pericolosa come lo era tempi addietro?
10. Descrivi per le tignole della vite: caratteri morfologici, danni provocati, programmi e strategie di difesa attuate.
Quiz a scelta multipla complessa (vi possono essere da zero a due risposte esatte sulle quattro alternative presentate).
1. Tra i sintomi tipici della flavescenza dorata c’è/ci sono
disseccamento delle infiorescenze
efflorescenza bianca sotto la lamina fogliare
arrossamenti/ingiallimenti attorno alle nervature
escoriazioni necrotiche evidenti sui tralci

2. Xylella fastidiosa provoca
insorgenza di tumori
escoriosi della vite
distacco della lamina dal picciolo che rimane attaccato al tralcio
malattia di Pierce

3. Nella lotta antiodica è/sono impiegato/i i seguenti prodotti:
Ampelomyces quisqualis
fosetil-Al
rameici
piretro

4. Il marciume nero è causato da (può comparire solo il nome del teleomorfo o solo quello dell’anamorfo oppure entrambi o ancora nessuno)
Scletoninia fuckeliana
Uncinula necator
Stereum hirsutum
Phomopsis viticola

5. È/sono elemento/i del ciclo biologico della fillossera della vite
lo svernamento come crisalide
la presenza di larve carpofaghe
la presenza di fondatrigenie
le generazioni radicicole

6. Tra le Cocciniglie della vite c’é/ci sono
Metcalfa pruinosa
Eupoecilia ambiguella
Sinoxylon sexdentatum
Pulvinaria vitis

7. Nella lotta contro la tignoletta si interviene
contro la prima generazione
contro la seconda generazione
contro la terza generazione
contro la quarta generazione

8. I bostrichi sono insetti appartenenti
all’ordine degli Imenotteri
all’ordine dei Coleotteri
alla famiglia dei Cecidomidi
alla famiglia Bostrychidae

Difesa delle colture
Difesa delle colture
PARTE APPLICATIVA