BIOLOGIA APPLICATA E BIOTECNOLOGIE AGRARIE


5 Produzioni integrate e biologiche

L’obiettivo fondamentale dell’attività produttiva umana, anche nel settore agricolo, è produrre la maggior quantità di beni impegnando i minimi costi energetici, ecologici, sociali e monetari.
Nei sistemi tradizionaimente gestiti, dove il valore dei beni è determinato dall’equilibrio tra domanda e offerta dei prodotti, l’imprenditore è normalmente portato a tener conto dei soli costi monetari. Tra le diverse tecniche di produzione e di difesa delle piante dalle avversità egli tende a scegliere quelle che consentono l’ottimizzazione dei costi, e questo anche a discapito delle problematiche di riflesso, quelle agroambientali innanzi tutto.
I costi sociali, ecologici e anche energetici possono essere valutati e gestiti non dal singolo imprenditore, ma da chi ha una visione complessiva dei problemi socioeconomici: dagli organismi politici nazionali e sovranazionali (Regioni, Stati, Unione Europea). Inoltre la gran parte dei prodotti, frutto dell’attività agricola, soffre dell’inconveniente di non poter vedere incrementare la propria domanda oltre un certo limite. Ognuno di noi infatti può comprare due o tre orologi e cambiare il telefonino frequentemente, ma non può certo raddoppiare il proprio consumo di pasta, frutta o carne.
Chi gestisce attività produttive non agricole può dunque speculare e avvantaggiarsi degli incrementi di prezzo generati dall’aumento della domanda e, di conseguenza, grazie ad adeguate campagne pubblicitarie, incrementare notevolmente le vendite. Chi invece gestisce attività agricole di produzione non può godere di questa favorevole condizione.
Gli organismi nazionali e sovranazionali, che hanno il compito di stimolare la produzione di ricchezza e al contempo favorirne un’equa distribuzione, devono promuovere procedure mirate a compensare le difficoltà intrinseche al sistema produttivo agricolo.
Lasciar agire da solo, senza controlli, il meccanismo di domanda e di offerta favorisce:
-  la scelta di tecniche produttive e di difesa poco rispettose per i consumatori e gli ecosistemi;
-  l’insorgere di un’alternanza di periodi di sovrapproduzione, accompagnati da un crollo dei prezzi, e momenti di carenze produttive, caratterizzati da prezzi alti e carenze di generi alimentari nei paesi in via di sviluppo.
Per ovviare a queste evenienze, a partire dal 1980, grazie alle azioni di programmazione e di finanziamento messe in atto da Regioni, Stati, UE e all’accresciuta sensibilità dei consumatori disposti a spendere di più per prodotti più salubri, si sono andate affermando:
-  tecniche di produzione integrata;
-  tecniche di agricoltura biologica.

Tecniche di produzione integrata

Si tratta di un insieme di strategie di intervento mirate a ottenere produzioni rispettando i costi ecologici, sociali ed energetici e impiegando in maniera integrata quanto di meglio a questo scopo ci offrono l’industria chimica, il miglioramento genetico, la meccanica agraria, le biotecnologie. Alla modalità di difesa delle coltivazioni attuata applicando questi principi si dà il nome di lotta integrata.
Tali pratiche, introdotte a livello comunitario nel Reg. 2078/1992, prevedono un’integrazione di tutte le tecniche conosciute per ridurre l’impatto sull’ambiente, tecniche definite e aggiornate dai Disciplinari di produzione integrata, la cui funzione prioritaria è proprio quella di favorire, attraverso uno strumento tecnico, i processi di riconversione produttiva delle aziende agricole. Questa visione è stata raccolta poi dal Reg. 1257/1999; infatti, con l’istituzione dei Piani di Sviluppo Rurali (PSR) si sono introdotte specifiche misure F, finalizzate all’introduzione di tecniche di produzione integrata. Non ultimo, le misure F dei PSR specificano anche le prescrizioni da seguire, contenute nel Codice della buona pratica agricola e nella Direttiva comunitaria 91/676, o direttiva Nitrati.
Approfondimenti
I disciplinari di Produzione Integrata (DPI)
Sono redatti dalle Regioni in conformità con il Piano Regionale di Sviluppo Rurale 20072013 (Reg. CE 1257/1999 e suoi aggiornamenti) e dettano una serie di prescrizioni e vincoli al fine di permettere l’introduzione di tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale.
Questi piani contengono tutte le norme tecniche di produzione, fino alla raccolta del prodotto, e sono costituiti da due parti: la prima presenta norme generali che raccolgono le indicazioni comuni a tutte le colture e le indicazioni (vincoli e consigli) in merito agli adempimenti aziendali di registrazione (schede di registrazione e manuale di compilazione); la seconda illustra le prescrizioni tecniche agronomiche e di difesa specifiche per coltura.
In generale, il Disciplinare è divisibile in 8 sezioni:
1.  l'ambiente pedoclimatico: per consigliare il luogo più adatto alla coltivazione di ogni specifica coltura;
2.  i rapporti tra ecosistemi e agroecosistemi: per l'impianto di siepi e alberate nell'azienda agricola e per aumentare il grado di biodiversità, indispensabile non solo per un miglior inserimento paesaggistico dell'azienda, ma anche per permettere la permanenza di quella zoofauna utile a controllare i parassiti delle piante dell'azienda stessa;
3.  le successioni colturali: per favorire le migliori successioni al fine di ridurre la stanchezza del suolo e realizzare un maggior controllo delle infestanti;
4.  la gestione del suolo: per favorire interventi che, oltre a non avere un elevato impatto ambientale, favoriscano una buona regimazione delle acque così da ridurre i fenomeni erosivi;
5.  la scelta delle sementi e/o delle cultivar con i relativi portainnesti: per consigliare la migliore densità di semina e di impianto in relazione anche alle epoche di maturazione;
6.  la scelta del miglior piano di concimazione: per ottimizzare l'uso dei fertilizzanti in relazione al minor impatto possibile su quella specifica coltura e sul suolo;
7.  le tecniche di controllo delle infestanti e dei parassiti: per consigliare i migliori interventi integrati, utili da una parte a controllare i parassiti e dall'altra a provocare il minor impatto possibile;
8.  le tecniche per la raccolta e per gli interventi postraccolta: utili a consigliare le migliori tecniche di raccolta, di conservazione e di trasformazione, a patto che siano anch'esse integrate, al fine di ridurre l'inquinamento del prodotto.

Tecniche di agricoltura biologica

Si tratta di un insieme di tecniche produttive che evitano l’impiego di sostanze chimiche di sintesi, in maniera da produrre derrate alimentari prive di residui di pesticidi a tutela della salute del consumatore. Si tende a costituire un agroecositema più simile agli ecosistemi naturali in cui si mantiene la biodiversità e non si mira alla distruzione degli agenti patogeni, ma al loro controllo, intervenendo quando si supera la soglia di danno utilizzando solo alcuni agrofarmaci di seguito riportati in tabella.
Il Regolamento CE 834/2007 del Consiglio del 28/06/2007, e successive modificazioni e integrazioni, detta le norme fondamentali relativamente alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici.
L’applicazione dei Regolamenti è rimandata alla legislazione dei singoli Paesi membri dell’Unione Europea. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF) ha autorizzato diversi soggetti giuridici, con propri decreti, ad esercitare attività di controllo sul metodo di produzione biologica, ammettendo a partecipare alle attività di controllo anche sei associazioni in rappresentanza dei consumatori. Ogni Regione possiede poi una sua specifica normativa.


Facsimile di etichetta di prodotto da agricoltura biologica. Le etichette dei prodotti da agricoltura biologica devono conformarsi alle indicazione contenute al Tit. IV, art. 23 e sgg. del Reg. CE 834/07. Quellache porta il marchio comunitario deve avere almeno il 95% di ingredienti biologici (il restante 5% può essere costituito solo da ingredienti difficilmente disponibili in coltivazioni biologiche).

Per la difesa delle colture in agricoltura biologica sono consentiti agenti di lotta biologica, cioè   naturale e prodotti chimici di tradizione, come lo zolfo e i rameici; tuttavia, alcuni di essi sono utilizzabili solo in casi riconosciuta necessità.

Regolamento CE 834/2007
"Secondo questa normativa europea, la produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare, basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali. Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall’altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale ...”
“Gli organismi geneticamente modificati (OGM) e i prodotti derivati od ottenuti da OGM sono incompatibili con il concetto di produzione biologica e con la percezione che i consumatori hanno dei prodotti biologici. Essi non dovrebbero quindi essere utilizzati nell’agricoltura biologica o nella trasformazione di prodotti biologici.”








Verifiche

Domande a risposta aperta
(Rispondi alle seguenti domande)
1.    Cosa studia la fitoiatria?
2.    Quali sono i parametri di cui tener conto nella valutazione del processo fitopatologico?
3.    Quali sono gli approcci strategici nella lotta contro i parassiti?
4.    Quali sono i criteri di intervento seguiti?
5.    Quali sono i metodi applicati?
6.    Come sono suddivisi tradizionalmente i mezzi di lotta?
7.   Come sono costituiti e come si distinguono gli agrofarmaci in base al loro comportamento sulla pianta?
8.    Cosa è la tossicità di un principio attivo e come viene valutata la tossicità acuta?
9.    Cosa sono il deposito, il residuo, l’emivita di un fitofarmaco?
10.   Qual è stata l’evoluzione della fitoiatria?
11.   Cosa si intende per lotta a calendario?
12.   Cosa si intende per lotta guidata?
13.   Cosa è la soglia di intervento?
14.   Cosa sono gli insetti utili?
15.   Cosa sono i prodotti poco selettivi?
16.  Cosa si intende per lotta integrata?
17.   Cosa si intende per lotta biologica, su quali principi si basa e quali sono i metodi?
18.   Quali sono i limiti della lotta biologica?
19.   Quali sono le tecniche di produzione integrata e quelle di agricoltura biologica?
20.   A cosa si riferisce il regolamento CE 834 del 28/06/2007 e successive modifiche?
21.   Cosa sono i modelli previsionali e a cosa servono?
22.  Cosa sono i feromoni e quali sono quelli di maggior interesse fìtoiatrico?

Scegli la risposta esatta
1.    I prodotti sistemici sono quelli che
- rimangono sulla superfìcie esterna della pianta
- vengono assorbiti e traslocati all'interno dei tessuti dell'ospite
- possono essere applicati esclusivamente per via fogliare
2.    I mezzi di difesa delle piante si distinguono in
- attivi, passivi, sistemici e citotropici
- esclusivi, eradicanti, coadiuvanti e biotecnologici
- agronomici, chimici, fìsici, genetici, biologici e legislativi
3.    La tossicità di un agrofarmaco che somministrato in una sola volta determina la morte del 50 % di cavie è detta
- cronica
- acuta 
- DL50
4.    La quantità di sostanza attiva che rimane sulla pianta dopo un certo periodo di tempo è detta
- coadiuvante
- carenza
- residuo
5.    Il grado di distensione del principio attivo sul vegetale è detta
- copertura
- deposito 
- residuo
6.    Per migliorare la persistenza di un principio attivo si aggiungono
- coformulati
- sostanze inerti 
- acqua
7.    Il documento di commercializzazione fa parte dei mezzi di lotta
- agronomici
- legislativi 
- genetici
8.    L’uso di feromoni è un mezzo di lotta
- agronomico
- biotecnologico 
- chimico
9.    Il monitoraggio serve
- per conoscere la consistenza della popolazione dei fìtofagi
- distruggere la popolazione dei fìtofagi
- individuare la presenza di entomofagi
10.    Nei magazzini si utilizza la tecnica di
- confusione sessuale
- cattura massaie 
- disorientamento
11.    I parassitoidi sono
- insetti parassiti di altri insetti
- insetti parassiti facoltativi delle piante 
- insetti parassiti obbligati delle piante
12.   La lotta alle avversità che sfrutta i rapporti di antagonismo fra gli organismi viventi è detta
- lotta guidata
- lotta integrata 
- lotta biologica
13.   Il trattamento viene effettuato solo se il danno provocato dall’avversità è maggiore del costo dell’intervento quando si supera la soglia di
- intervento
- tolleranza 
- danno
14.  La capacità di una sostanza attiva di essere efficace contro l’avversità da combattere, senza interferire, per quanto possibile, sugli insetti utili è detta
- tolleranza
- selettività 
- sistematicità
15.  I software in grado di trasformare in equazioni matematiche i rapporti che intercorrono tra la coltura, le avversità e l’ambiente circostante costituiscono i
- modelli previsionali
- fenomeni agrometeorologici 
- campionamenti biotecnologici

Rispondi con Vero/Falso
1. I feromoni sono ormoni degli insetti.........................V F
2. Gli insetticidi di prima generazione vengono
utilizzati solo nella lotta a calendario........................V F
3. I pesticidi di terza generazione sono selettivi..............V F
4. Le classi tossicologiche indicano la tossicità
dei pesticidi...................................................V F
5. Il DL50 serve a individuare il numero
di insetti uccisi dal pesticida.................................V F
6. Il tempo di carenza non va rispettato
se si riducono le dosi del fitofarmaco..........................V F
7. Il Bacillus thuringiensis è un bioinsetticida................V F
8. La tossicità cronica è il danno che il fitofarmaco
fa immediatamente su chi ne è colpito...........................V F
9. Il grado di tossicità di un fitofarmaco
è individuato attraverso il DL50................................V F
10. La tecnica della cattura massale si
attua solo nelle specie non partenogenetiche....................V F
11. La lotta guidata si propone di contenere
il numero degli insetti.........................................V F
12. Le trappole sessuali sono utilizzate per
catturare tutti gli insetti.....................................V F
13. I pesticidi di terza generazione sono specifici.............V F
14. Gli insetticidi di prima generazione vengono
utilizzati solo nella lotta “a calendario”......................V F
15. Le trappole per la cattura massale
contengono feromoni sessuali....................................V F

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GENETICA, TRASFORMAZIONI, AGROAMBIENTE