GESTIONE E VALORIZZAZIONE AGROTERRITORIALE

Strumenti operativi di quali cazione territoriale 87 Capitolo 5 Piano di Tutela delle Acque uno strumento di governo che prevede interventi articolati sul territorio, allo scopo di raggiungere gli obiettivi di qualità dei corpi idrici e la tutela quali-quantitativa della risorsa idrica. ll Piano di Tutela delle Acque (PTA), conformemente a quanto previsto dal d.legisl. 152/99 e dalla direttiva europea 2000/60 (direttiva quadro sulle acque), è lo strumento regionale teso a raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale nelle acque interne e costiere della Regione, e a garantire un approvvigionamento idrico sostenibile nel lungo periodo. Piano di Assetto Idrogeologico Il Piano per l Assetto Idrogeologico (PAI), richiesto dalle leggi 3 agosto 1998 n. 267 ( legge Sarno ) e n. 365/2000 ( Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore di zone colpite da calamità naturali ) (5.8), rappresenta uno stralcio funzionale del settore della pericolosità idraulica e idrogeologica del Piano Generale di Bacino previsto dalla l. 183/89 e dalle speci che leggi regionali. L obiettivo prioritario del Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico è la riduzione del rischio idrogeologico entro valori compatibili con gli usi del suolo in atto, in modo tale da salvaguardare l incolumità delle persone e ridurre al minimo i danni ai beni esposti. All art. 1, comma 1 della legge 267/98, è previsto che le Autorità di bacino nazionali e interregionali e le Regioni per i bacini regionali approvino un Piano stralcio di bacino per l Assetto Idrogeologico redatto ai sensi dell art. 17, comma 6-ter, della legge 18 maggio 1989, n. 183, che contenga in particolare l individuazione delle aree a rischio idrogeologico e la perimetrazione delle aree da sottoporre a misure di salvaguardia, nonché le misure medesime. Il piano deve rispondere, come strumento di piani cazione e programmazione, alle esigenze di stabilire le condizioni di rischio idrogeologico compatibile, tramite l individuazione delle aree a pericolosità idrogeologica e di quelle a rischio. I contenuti del piano si articolano in interventi strutturali (opere), relativi all assetto di progetto delle aste uviali, dei nodi idraulici critici e dei versanti, e in interventi e misure non strutturali (norme di uso del suolo e regole di comportamento). La parte normativa regolamenta le condizioni d uso del suolo secondo criteri di compatibilità con le situazioni a rischio e detta disposizioni per la programmazione dell attuazione del Piano stesso. L apparato normativo del Piano è costituito dalle norme di attuazione, che contengono indirizzi e prescrizioni e dalle direttive di piano. 5.8 Il 5 maggio 1998, nella zona di Pizzo d Alvano, del quale fa parte la dorsale di Sarno (SA), a causa delle rilevanti precipitazioni dei giorni precedenti si sono innescate numerose colate rapide di fango. In tutto circa 150 movimenti franosi, che si sono riversati rapidamente a valle nell arco di circa 10-12 ore e hanno interessato contemporaneamente un area di circa 75 km2 nei comuni di Sarno, Siano e Bracigliano (SA) e nel comune di Quindici (AV). O

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