GESTIONE E VALORIZZAZIONE AGROTERRITORIALE

30 Parte Prima 3 L]VS\aPVUL KLS WHLZHNNPV ULS [LTWV 3.2 I quattro paesaggi mostrano un diverso grado di naturalezza e arti cialità: (a) paesaggio naturale montano del trentino; (b) paesaggio agricolo marchigiano caratterizzato da pianure e dolci colline; (c) paesaggio agricolo pugliese con caratteristico oliveto posto su terreno soleggiato ad una altitudine di 150-200 metri; (d) paesaggio sardo che raf gura un sughereto, nel quale l aspetto naturalistico delle coltivazioni si integra con la struttura architettonica arti ciale del ponte sullo sfondo. O Il paesaggio muta col trascorre del tempo (stagioni, anni, secoli, ere geologiche, ecc.) in conseguenza di fenomeni naturali e antropici. Negli ultimi millenni, in relazione all espansione umana sulla super cie terrestre e alla progressiva urbanizzazione, si è passati sempre più dai paesaggi naturali ai paesaggi arti ciali. Si calcola che nel corso della storia l urbanizzazione abbia attraversato quattro fasi (non corrispondono dovunque agli stessi periodi temporali), durante le quali i paesaggi hanno conosciuto diversi gradi di naturalezza e arti cialità, e che se ne possa ipotizzare una quinta in un futuro prossimo. La prima fase (che sussiste tuttora in vaste parti di Africa, Asia o Sudamerica) si veri cò in Europa prima dell Impero romano e nelle Americhe prima dell invasione degli europei e fu caratterizzata da villaggi isolati, con scarsi collegamenti e un economia prevalentemente primaria (caccia, allevamento, eventualmente agricoltura). I paesaggi erano naturali. La seconda fase si protrasse no al XVIII secolo e fu caratterizzata da ampi paesaggi naturali e da paesaggi prevalentemente rurali (coltivazioni, prati-pascoli) con abitati costituiti da città e da borghi collegati da strade carrozzabili e disposti lungo aree di frangia (coste, umi, risorgive, piedi delle montagne). La terza fase si veri cò dal 1800 no alla prima metà del 1900, con l avvento dell industrializzazione, la riduzione degli addetti alle attività primarie e il forte aumento delle attività secondarie. Le industrie si localizzarono nelle periferie delle città attirando molta manodopera dalla campagna e dalle aree deboli (in Italia, dal Sud) o da nazioni più svantaggiate (emigrazione italiana nei paesi più industrializzati). Le città si espansero, inglobando gli abitati più piccoli. Cominciarono così a prevalere i paesaggi di tipo rurale. Nella quarta fase, che va dalla seconda metà del secolo scorso no ai giorni nostri, prevalgono i paesaggi arti ciali, sia rurali che urbani. Grazie alle comunicazioni stradali, telefoniche e radiotelevisive e alla diffusione della stampa non vi è più una sostanziale differenza per ciò che riguarda i servizi, la loro accessibilità e la diffusione della cultura fra e le grandi aree urbane e gli abitati extraurbani che aumentano nelle aree rurali. La quinta fase si realizzerà nel prossimo futuro e sarà caratterizzata da prevalenza di paesaggi arti ciali, con aumento dei paesaggi urbani e delle comunicazioni. a b c d

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