ECONOMIA E GESTIONE AGROTERRITORIALE

6 Parte A TEORIA DI WALRAS Economia generale e politica Secondo Walras l equilibrio viene raggiunto dall intero sistema economico e la sua teoria si struttura in 4 stadi: % teoria dello scambio: si occupa delle quantità scambiate e dei prezzi dei beni di consumo; % teoria della produzione: si occupa delle quantità scambiate e dei prezzi sia dei servizi produttivi sia dei beni intermedi; % teoria della capitalizzazione: si occupa delle quantità prodotte dei capitali e dei loro prezzi; % in quest ultima fase tiene conto dei capitali di anticipazione. Inoltre, in questo sistema economico sono in equilibrio tre categorie di soggetti distinti a seconda del capitale fornito: i proprietari fondiari, i lavoratori e i capitalisti e, in ne, vi è una quarta gura costituita dall imprenditore, che acquista sul mercato i fattori della produzione e li combina in un processo produttivo. Perché ci sia equilibrio, Jevons ipotizzata una concorrenza perfetta. Altro punto importante in questo sistema economico è il concetto di prezzo che, no a questo momento, non era altro che il semplice rapporto di scambio tra due beni. Secondo Walras il valore di un bene non corrisponde al costo del lavoro, come affermavano gli economisti classici, ma alla sua utilità, cioè alla soddisfazione che ne trae il consumatore. A questo punto, poiché fra i vari beni si stabilisce una sorta di equivalenza tecnologica, bisogna precisare quale quantità addizionale di bene occorrerebbe avere, in corrispondenza della perdita di un unità di un altro bene, af nché la soddisfazione del consumatore rimanga inalterata (saggio RICORDA marginale di sostituzione); da qui il nome di marginalisti. L utilità marginale di un bene è data dal benessere Marshall, basandosi su simili ragionamenti, spiega il conche il consumatore ricava dall ultima dose disponibicetto di domanda in termini di utilità marginale e quello le di quel bene. di offerta in termini di produttività marginale. Fisher si occupa invece del saggio di interesse che si determina su un mercato e del MEMO progresso che, offrendo nuove occasioni di investimento, gioca un ruolo molto imporPeriodo storico: gratante perché fa crescere il saggio di interesse. L economia marginalista sarà attaccata ve crisi del 1929-32, prima da Keynes e poi dall italiano Piero Sraffa. crollo della borsa di Nel 1932, l economista inglese Lionel Robbins pubblica un libro dal titolo Saggio sulla Wall Street. natura e l importanza della scienza economica, nel quale rende espliciti i concetti di attività economica e di scienza economica, che erano impliciti nella teoria dell equilibrio. Ciascun soggetto economico deve trarre il massimo pro tto dalle scarse risorse a ECONOMIA DEL BENESSERE sua disposizione: il consumatore, ad esempio, tende a distribuire il suo reddito tra vari beni di consumo in modo da renderne massima l utilità. La condotta umana assume così necessariamente la forma di una scelta e ha una dimensione economica; da qui trae spunto la sua de nizione di economia: è la scienza che studia la condotta umana come una relazione tra scopi e mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi . Con questa affermazione Robbins rende esplicito il carattere di scienti cità dell economia iniziato MEMO con la teoria dell equilibrio e afferma il concetto di scienza essenzialmente deduttiva. Inoltre, parla di massimizzazione riferendosi ad un singolo individuo; ma è possibile Nel 1920 Arthur Cecil Pigou scrive de nire un comportamento simile riferendoci ad un intero sistema economico? The Economics of La risposta verrà data da Vilfredo Pareto (1848-1923) che non accetta la vecchia tradizioWelfare , ossia l econe utilitaristica inglese, ripresa dall inglese Arthur Pigou (1877-1959), secondo la quale la nomia del benessere. grandezza da massimizzare nel sistema economico non è altro che la somma delle utilità dei soggetti economici (economia del benessere). Secondo Pareto, infatti, rispetto al sisteTEORIA DI PARETO ma economico, le con gurazioni di produzione e di consumo ef cienti sono quelle nelle quali si ha una distribuzione ottima tra i vari soggetti (nuova economia del benessere) e la forma di mercato che meglio può creare questa situazione è la concorrenza. In tal modo veniva precisato il fondamento teorico di una politica antimonopolistica.

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con elementi di politica, contabilità e matematica finanziaria