1.3 Sviluppo storico della teoria economica da Marx alla

Che cos è l economia? Teorie, scuole e sistemi Capitolo 1 Il secondo economista appartenente alla scuola classica, in ordine di tempo, è l inglese MEMO David Ricardo (1772-1823) che, insieme a Thomas R. Malthus (1760-1834), critica la Periodo storico: grande validità del sistema liberista, dimostra con la teoria dei costi comparati il vantaggio del sviluppo industriale. libero scambio tra due Paesi (conviene acquistare un bene a basso costo con lo scambio di un bene prodotto a basso costo) e afferma che il valore di scambio di un bene, ossia il suo prezzo, è determinato dalla quantità di lavoro impiegata a produrlo. Ricardo viene RICORDA considerato il precursore della teoria marginalista per i suoi Per l economia classica la società si divide in lavorastudi sulla distribuzione del reddito e sulla rendita fondiatori (che percepiscono il salario), imprenditori capiria. Ricardo, per la teoria sul sovrappiù , e Malthus, per talisti (che percepiscono il pro tto) e proprietari la legge ferrea sui salari, sono il punto di partenza per le terrieri (che percepiscono la rendita). successive teorie di Marx e dei collettivisti. A 1.3 Sviluppo storico della teoria economica da Marx alla scuola neoclassica Alle idee del liberalismo si erano opposti l illuminismo e la rivoluzione francese. KARL MARX Rousseau affermò che la proprietà privata era una rapina, ma è Karl Marx (1818-1883), losofo ed economista prussiano, a portare all estremo nella sua opera, Il Capitale, quanto era stato già esposto da Ricardo: il valore dei beni economici è rappresentato dal lavoro impiegato nella loro produzione. Marx, che aveva conosciuto il socialismo francese, considera il rapporto tra capitale e lavoro il vero problema dell economia: dapprima si ha l acquisto della proprietà privata con la violenza, successivamente si ha lo sfruttamento del lavoratore da parte dell imprenditore-capitalista, in quanto la retribuzione salariale è molto bassa rispetto RICORDA al plusvalore che l imprenditore ottiene dalla produzione. Il plusvalore, secondo Marx, non è un furto da parte del Il plusvalore è il pro tto del capitalista, formato da una parte di lavoro non pagato al proletario. capitalista che paga il salario corrente, ma un vizio del sistema capitalistico; lo sviluppo del capitalismo, afferma, provocherà solo crisi economiche: la manodopera sarà sostituita dalle macchine, aumenterà di consegueza la disoccupazione, la classe operaia non potrà più acquistare e, in ne, si arriverà inevitabilmente alla caduta del capitalismo. La teoria di Marx, MEMO ovvero la teoria collettivista, accetta che il sistema economico sia governato da leggi Periodo storico: affermazione, in certe zone economiche naturali, ma sostiene la necessità dell intervento del potere pubblico allo del mondo, di sistemi scopo di ottenere maggiore benessere. economici collettivistici. Anche la scuola cristiana, con il maggiore esponente Giuseppe Toniolo (nato a Treviso nel 1845 e morto a Pisa nel 1918, professore di Economia politica), si basa sui principi SCUOLA CRISTIANA di fratellanza e, pur non potendola considerare una teoria collettivista come quella di Marx, sostiene l intervento dello Stato nell attività economica e la morale cristiana come ispiratrice della politica economica. La scuola cristiana cattolica, trovando le sue basi fondamentali nella enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII (1901), che sviluppa l intero documento sulla dignità del lavoratore, af da allo Stato la tutela del diritto al lavoro e del giusto salario. Dunque, a differenza dei liberalisti, la scuola cristiana vuole che lo Stato intervenga e, a differenza dei collettivisti, dà importanza alla proprietà privata attribuendole una funzione sociale. La scuola marginalista, detta anche in seguito neoclassica in opposizione alla scuola SCUOLA NEOCLASSICA O MARGINALISTA classica, completa il quadro storico del pensiero economico che va dalla seconda metà dell 800 ai primi anni del 900. In questo periodo la scienza economica è dominata dalla teoria dell equilibrio che si è formata dal lavoro di economisti come Menger (Austria), Jevons e Marshall (Inghilterra), Walras (Francia), Pareto e Barone (Italia), Junior Clark e Fisher (America). 5

ECONOMIA E GESTIONE AGROTERRITORIALE
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con elementi di politica, contabilità e matematica finanziaria