1.2 Sviluppo storico della teoria economica dalle origini

4 Parte A Economia generale e politica A 1.2 Sviluppo storico della teoria economica dalle origini alla scuola classica DALLE ORIGINI ALLA SCOPERTA DELL AMERICA MEMO Periodo storico: grandi scoperte geogra che. MERCANTILISMO RICORDA La ricchezza è nello scambio. RICORDA La ricchezza è nella terra. TEORIA LIBERISTA MEMO Periodo storico: la rivoluzione industriale. SCUOLA CLASSICA Come abbiamo già visto nel paragrafo precedente, l uomo ha sempre cercato di soddisfare i propri bisogni, ma non si poteva parlare di vera e propria economia, poiché non erano altro che frammenti, ipotesi, dissertazioni loso che e religiose. Con la scoperta dell America (1492), grazie alla conoscenza di nuovi territori, si sviluppa il desiderio di commerciare e nasce un pensiero economico evoluto. Dalla ne del 400 al 600 si sviluppa questa voglia di conquiste oltremare e la ricchezza di una nazione viene identi cata nelle riserve d oro che vanno potenziate con la riduzione dell importazione e lo sviluppo dell esportazione. Per facilitare i traf ci commerciali, i governi incoraggiano la costituzione di compagnie di navigazione come la Compagnia inglese e la Compagnia olandese delle Indie Orientali, attuando una politica economica di tipo protezionista e interventista: nasce così il mercantilismo, che è la prima teoria economica svincolata dal pensiero religioso e moralista. Il mercantilismo dapprima viene contrastato da studiosi italiani e, successivamente, verso la metà del 700, è criticato dal francese Fran ois Quesnay che fonderà la prima vera scuola economica (scuola siocratica). Gli appartenenti a questa scuola credono fermamente che l economia non deve essere governata dagli Stati, ma dalla natura, e da qui deriva il nome di siocratici (credenti nelle leggi della natura). Secondo la teoria siocratica la vera fonte di ricchezza è la terra che, con l attività agricola, è in grado di produrre nuovi beni, mentre l industria è solo in grado di trasformarli e il commercio di trasferirli. La popolazione di un Paese risulterà così suddivisa in: % classe degli agricoltori e degli addetti alle attività estrattive, le uniche in grado di produrre ricchezza; % classe dei proprietari fondiari ai quali af uisce il prodotto netto destinato agli acquisti; % classe improduttiva o sterile costituita da commercianti, industriali e professionisti. Con la siocrazia termina il periodo di transizione che ha il merito di aver dato all economia la veste di scienza , analizzando i fatti economici con criteri scienti ci. Il sistema liberista, che rappresenta il ceppo comune di alcune scuole, considera superato il pensiero mercantilistico e, ispirandosi alle idee dei siocratici, sviluppa un modello economico che si basa sull esistenza di leggi naturali e che, senza alcun intervento dello Stato, fa sì che il singolo e la collettività raggiungano la massima soddisfazione. La teoria liberalista si basa dunque sull edonismo e sul concetto astratto di homo oeconomicus, cioè dell uomo che si comporta mirando esclusivamente a ni economici. La teoria liberista è seguita dalla scuola classica che nasce con il losofo ed economista scozzese Adam Smith (1723-1790), secondo il quale l imprenditore cercherà di realizzare il massimo pro tto, l operaio cercherà di ottenere il massimo salario per unità di tempo lavorata e il consumatore cercherà di ottenere la massima soddisfazione per unità di moneta spesa. Se tutti badano al proprio tornaconto, si instaura automaticamente la concorrenza e non sono necessarie interferenze da parte dello Stato, ad esempio con i dazi che tendono solo a far aumentare i costi. La domanda e l offerta dei beni da parte di molti individui formano il mercato e Smith individua i due diversi signi cati del valore di un bene : a) il valore d uso, che rappresenta l utilità che un bene conferisce a chi lo possiede; b) il valore di scambio, che ha un bene nel momento in cui è scambiato con un altro.

ECONOMIA E GESTIONE AGROTERRITORIALE
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con elementi di politica, contabilità e matematica finanziaria