4.2 Variazione dei costi in funzione della produzione

Costi ed ottima combinazione dei fattori produttivi Capitolo 4 A 4.2 Variazione dei costi in funzione della produzione Quando l imprenditore agisce in breve periodo è consapevole che le sue decisioni sono vincolate dalla disponibilità di alcuni fattori ssi. I fattori che non risultano modi cati sono la terra, gli impianti, le macchine, il lavoro direttivo; rientrano nei costi ssi il bene cio fondiario, le quote di reintegrazione e di assicurazione, gli interessi e lo stipendio. Fra i costi variabili possiamo invece citare le spese varie, le quote di manutenzione e il salario. I tributi sono costi che possono essere ssi in alcune imprese (ad esempio agricole) e variabili in altre. Nel breve periodo, che sarà suf cientemente lungo per portare a termine un ciclo produttivo, l imprenditore può modi care alcuni fattori della produzione; pertanto rappresenta il periodo nel quale gli imprenditori si trovano ad operare realmente. Quando l imprenditore si pone nel lungo periodo, è consapevole che può assumere tutti i fattori che vuole, ma sa anche che le sue scelte sono programmazioni che potranno diventare concrete solo dopo gli effettivi cambiamenti e che nel momento in cui si concretizzeranno si collocheranno nuovamente nel breve periodo. Il lungo periodo, rappresentando per l imprenditore la possibilità di programmare le decisioni che comportano totali modi che dei fattori produttivi, fa sì che tutti i costi si considerino variabili. Sono costanti o ssi quei costi che, entro un certo limite, non variano qualunque sia il livello di produzione (ad esempio lo stipendio del tecnico) e dipendono dalla presenza di fattori di produzione ssi. Sono variabili o diretti quei costi che variano in proporzione al variare della produzione e dipendono dal ruolo che hanno i fattori variabili: possono infatti variare in modo proporzionale alla quantità prodotta oppure in modo più che proporzionale. A questo punto, per poter analizzare il comportamento dei costi al variare della quantità della produzione, possiamo elaborare una tabella dei costi, introducendo anche i concetti di costo marginale e costo medio. Si de nisce costo marginale (Cma) il costo che l imprenditore deve sostenere per produrre un unità addizionale di prodotto, vale a dire la maggiore spesa da sostenere per aumentare di un unità la produzione totale (è in funzione dei costi variabili). Si de nisce costo medio totale (Cmt) il rapporto tra il costo totale e la quantità prodotta e dipende sia dai costi ssi sia da quelli variabili. Il costo totale medio rappresenta dunque il costo di un unità di prodotto. Unità prodotte (a) Costo sso (b) 0 1.000 1 Costo variabile (c) BREVE PERIODO MEMO Breve periodo: prospettiva temporale di pochi anni. Lungo periodo: prospettiva temporale dell ordine di decenni. LUNGO PERIODO COSTI COSTANTI O FISSI (CF) COSTI VARIABILI O DIRETTI (CV) COSTO MARGINALE (Cma) COSTO MEDIO TOTALE (Cmt) Costo totale (b + c) Costo marginale Costo medio (b + c)/(a) 0 1.000 ------- 1.000 125 1.125 125 1.125 2 1.000 200 1.200 75 600 3 1.000 235 1.235 35 411,6 4 1.000 318 1.318 83 329,5 5 1.000 410 1.410 92 282 6 1.000 515 1.515 105 252,5 Figura 4.1 Tabella dei costi rispetto alle unità prodotte. 39

ECONOMIA E GESTIONE AGROTERRITORIALE
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con elementi di politica, contabilità e matematica finanziaria