ECONOMIA E GESTIONE AGROTERRITORIALE

38 Parte A COSTO-OPPORTUNIT COSTI TOTALI Economia generale e politica Se l imprenditore impiega il suo tempo in un altro lavoro, o in un hobby, il tempo che egli dedica alla produzione avrà il valore della remunerazione percepita con l altra attività, oppure dovrebbe fare una scelta tra la soddisfazione percepita con il reddito ottenuto da quella produzione e la soddisfazione conferitagli dal divertimento. Questo valore prende il nome di costo-opportunità. Calcolare il costo-opportunità non è facile, anche perché l imprenditore che apporta lavoro proprio tende sempre a sottovalutarsi; pertanto, per evitare questi problemi, nel calcolo del costo di produzione bisogna sempre considerare l imprenditore puro o astratto cioè che svolge la sola funzione imprenditoriale. L imprenditore astratto, non apportando altri fattori della produzione, dovrà valutare tutti i beni utilizzati con il relativo prezzo di mercato. L insieme dei costi è costituito dai costi per i fattori produttivi aziendali e dai costi per i fattori produttivi extra-aziendali. Costi per i fattori produttivi aziendali: a) bene cio fondiario (Bf) ovvero il prezzo corrisposto per la remunerazione del fattore terra e dei fattori naturali; b) interessi (I) o prezzo corrisposto per l uso del capitale di esercizio (macchine, sementi, mattoni, ecc.); c) stipendi e salari (St e Sa) o prezzo corrisposto per l uso del lavoro direttivo e manuale. Costi per i fattori produttivi extra-aziendali: a) imposte (Imp) ovvero le spese pagate per remunerare i servizi indiretti e che sono a carico dei redditi di capitale e di lavoro forniti dall impresa (per non ritrovare questa spesa due volte, gli stipendi, i salari, gli interessi e il bene cio fondiario vanno calcolati al netto delle imposte: ad esempio, un salario può corrispondere a 12/ora al lordo delle imposte, oppure a 10,5/ora al netto delle imposte); b) spese varie (Sv) che corrispondono alle spese effettuate per l acquisto dei mezzi tecnici (concimi, mattoni, calce) e dei servizi (noleggi) e comunque dei beni circolanti; LE QUOTE (Q) c) quote (Q) ovvero le spese che riguardano quei mezzi tecnici che non esauriscono la loro produttività in un solo ciclo come le macchine (per il calcolo delle quote dei capitali ssi si rimanda al Modulo F). Le quote si distinguono in: quote di ammortamento (Qamm) che corrispondono al deperimento del bene; quote di manutenzione (Qman) che corrispondono alle spese effettuate per la manutenzione del mezzo (lubri cazione, lavaggio, ecc.) (2-4% del valore a nuovo) 5% dell usato o dei prodotti di scorta (es. assicurazione grandine); quote di assicurazione (Qass) che corrispondono alle spese di assicurazione dei mezzi. quindi: Ct o Kt = Bf + I + St + Sa + Imp + Sv + Q Il costo totale di produzione (Ct o Kt) è dunque la somma dei costi che possono essere raggruppati in due categorie: costi-reddito (Bf + I + St + Sa) e costi oggettivi (Sv + Q + RICORDA tributi). I primi prendono il nome di costi-reddito perché, secondo la gura dell imprenditore, possono essere costi Quote di ammortamento = misura in cui il capitale e nello stesso tempo redditi. Ad esempio, il salario per un perde valore durante un certo periodo di tempo a muratore-imprenditore è un costo nel momento in cui elacausa dell usura per l utilizzo e l obsolescenza. Qamm = (V0 Vr) / n bora il computo metrico e, nello stesso tempo, è un reddito dove: perché corrisponde alla sua retribuzione; lo stesso salario V0 è il valore a nuovo per un imprenditore-capitalista è un costo, in quanto corVr è il valore residuo risponde alla retribuzione di un operaio. I secondi, invece, n = numero di anni di vita utile. sono costi per tutti gli imprenditori.

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con elementi di politica, contabilità e matematica finanziaria