9 Produzioni integrate e biologiche

Parte 2 9 216 Agroambiente, Produzioni vegetali e Difesa delle colture Produzioni integrate e biologiche L obiettivo fondamentale dell attività produttiva umana, anche nel settore agricolo, è produrre la maggior quantità di beni impegnando i minimi costi energetici, ecologici, sociali e monetari. Nei sistemi tradizionalmente gestiti, dove il valore dei beni è determinato dall equilibrio tra domanda e offerta dei prodotti, l imprenditore è normalmente portato a tener conto dei soli costi monetari. Tra le diverse tecniche di produzione e di difesa delle piante dalle avversità egli tende a scegliere quelle che consentono l ottimizzazione dei costi, e questo anche a discapito delle problematiche di riflesso, quelle agroambientali innanzi tutto. I costi sociali, ecologici e anche energetici possono essere valutati e gestiti non dal singolo imprenditore, ma da chi ha una visione complessiva dei problemi socio-economici: dagli organismi politici nazionali e sovranazionali (Regioni, Stati, Unione Europea). Inoltre la gran parte dei prodotti, frutto dell attività agricola, soffre dell inconveniente di non poter vedere incrementare la propria domanda oltre un certo limite. Ognuno di noi infatti può comprare due o tre orologi e cambiare il telefonino frequentemente, ma non può certo raddoppiare il proprio consumo di pasta, frutta o carne. Chi gestisce attività produttive non agricole può dunque speculare e avvantaggiarsi degli incrementi di prezzo generati dall aumento della domanda e, di conseguenza, grazie ad adeguate campagne pubblicitarie, incrementare notevolmente le vendite. Chi invece gestisce attività agricole di produzione non può godere di questa favorevole condizione. Gli organismi nazionali e sovranazionali, che hanno il compito di stimolare la produzione di ricchezza e al contempo favorirne un equa distribuzione, devono promuovere procedure mirate a compensare le difficoltà intrinseche al sistema produttivo agricolo. Lasciar agire da solo, senza controlli, il meccanismo di domanda e di offerta favorisce: la scelta di tecniche produttive e di difesa poco rispettose per i consumatori e gli ecosistemi; l insorgere di un alternanza di periodi di sovrapproduzione, accompagnati da un crollo dei prezzi, e momenti di carenze produttive, caratterizzati da prezzi alti e carenze di generi alimentari nei paesi in via di sviluppo. Per ovviare a queste evenienze, a partire dal 1980, grazie alle azioni di programmazione e di finanziamento messe in atto da Regioni, Stati, UE e all accresciuta sensibilità dei consumatori disposti a spendere di più per prodotti più salubri, si sono andate affermando: tecniche di produzione integrata; tecniche di agricoltura biologica. 0140.Parte2_Cap_05.indd 216 Tecniche di produzione integrata Si tratta di un insieme di strategie di intervento mirate a ottenere produzioni rispettando i costi ecologici, sociali ed energetici e impiegando in maniera integrata quanto di meglio a questo scopo ci offrono l industria chimica, il miglioramento genetico, la meccanica agraria, le biotecnologie. Alla modalità di difesa delle coltivazioni attuata applicando questi principi si dà il nome di lotta integrata. Tali pratiche, introdotte a livello comunitario nel Reg. 2078/1992, prevedono un integrazione di tutte le tecniche conosciute per ridurre l impatto sull ambiente, tecniche definite e aggiornate dai Disciplinari di produzione integrata, la cui funzione prioritaria è proprio quella di favorire, attraverso uno strumento tecnico, i processi di riconversione produttiva delle aziende agricole. Questa visione è stata raccolta poi dal Reg. 1257/1999; infatti, con l istituzione dei Piani di Sviluppo Rurali (PSR) si sono introdotte specifiche misure F, finalizzate all introduzione di tecniche di produzione integrata. Non ultimo, le misure F dei PSR specificano anche le prescrizioni da seguire, contenute nel Codice della buona pratica agricola e nella Direttiva comunitaria 91/676, o direttiva Nitrati ( A18). Tecniche di agricoltura biologica Si tratta di un insieme di tecniche produttive che evitano l impiego di sostanze chimiche di sintesi, in maniera da produrre derrate alimentari prive di residui di pesticidi a tutela della salute del consumatore. Si tende a costituire un agroecositema più simile agli ecosistemi naturali in cui si mantiene la biodiversità e non si mira alla distruzione degli agenti patogeni, ma al loro controllo, intervenendo quando si supera la soglia di danno utilizzando solo alcuni prodotti fitosanitari di seguito riportati in tabella. Il Regolamento CE 834/2007 del Consiglio del 28/06/2007, e successive modificazioni e integrazioni, detta le norme fondamentali relativamente alla produzione biologica e all etichettatura dei prodotti biologici [ 87 ]. L Articolo 12 del citato regolamento, ai punti g e h recita: [...] g) la prevenzione dei danni provocati da parassiti, malattie e infestanti è ottenuta principalmente attraverso la protezione dai nemici naturali, la scelta delle specie e delle varietà, la rotazione delle colture, le tecniche colturali e i processi termici; [...] h) in caso di determinazione di grave rischio per una coltura, l uso di prodotti fitosanitari è ammesso solo se tali prodotti sono stati autorizzati per essere impiegati nella produzione biologica [...] (vedi anche allegato I Concimi, ammendanti, nutrienti), (vedi anche allegato II Prodotti antiparassitari/fitosanitari ai sensi dell Art. 5 del Reg. CE 889/2008 ed Art. 2 del D.M. 18/07/2018). L applicazione dei regolamenti è rimandata alla legislazione dei singoli Paesi membri dell Unione Europea. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF) ha autorizzato diversi soggetti giuridici, con propri decreti, ad esercitare attività di controllo sul metodo di produzione biologica, ammettendo a partecipare alle attività di controllo anche sei associazioni in rappresentanza dei consumatori. Ogni Regione possiede poi una sua specifica normativa. 14/04/21 10:47 A

Agricoltura sostenibile, biologica e difesa delle colture
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