Insetticidi

Agricoltura, fitoiatria e sostenibilità Gruppo F In questo gruppo sono inseriti i fungicidi inibitori della sintesi dei lipidi e delle membrane cellulari. Sono a basso-medio rischio e comprendono molecole designate come CAA (cioè appartenenti alla famiglia chimica Carboxylid Acid Amide), alcune già da tempo in commercio, come il Dimetomorf o anche l Iprovalicarb, ma anche di recenti come il Mandipropineb; essendo almeno parzialmente sistemiche, vengono solitamente abbinate a un fungicida di copertura specialmente in viticoltura. Gruppo G Sono compresi quei fungicidi che inibiscono la biosintesi degli ergosteroli della membrana cellulare e designati con l acronimo IBE. Questo gruppo annovera parecchie molecole afferenti a diverse famiglie chimiche, come i triazoli (Difenoconazolo, Tebuconazolo, ecc.), tutti dotati di sistemia e a largo spettro fungicida, o molecole più recenti quali Spiroxamina e Fenexamide (antimuffa). Sito sconosciuto Di alcuni prodotti in commercio non è conosciuto il meccanismo di azione. Tra essi menzioniamo il Fosetyl-Al, che ha ottime proprietà sistemiche: è un promotore delle difese delle piante ed è ritenuto è in grado di svolgere un azione fungicida. Il Metafrenone è una molecola di recente introduzione autorizzata per l oidio della vite e sembra essere a basso rischio di resistenza incrociata. Di questo gruppo fa al momento ancora parte la Dodina, di cui curiosamente non è chiarito il meccanismo di azione (si pensa agisca sulla membrana cellulare con modalità multisito) pur essendo invece una vecchia molecola e ampiamente impiegata per la sua indubbia efficacia. Fungicidi microbiologici I preparati a base di microrganismi appartengono a funghi e batteri in grado di esercitare un azione antagonista verso funghi patogeni, in modo diretto e/o per competizione, sottraendo spazio ed elementi nutritivi. Ampelomyces quisqualis ad esempio è un fungo che parassitizza le ife degli oidi; un attività simile è anche quella di Coniothyrium minitans (valido contro diverse specie di Sclerotinie). Invece Trichoderma spp. svolge un azione competitiva e trova impiego con modalità preventiva nei confronti di molte specie di funghi tellurici. Due sono i batteri utilizzati: Bacillus subtilis, che è un batterio ubiquitario ma di cui sono stati selezionati ceppi che agiscono contro patogeni fungini e batterici, in modo competitivo, ma anche diretto, mediante la secrezione di enzimi (si assume con una modalità di azione simile a quelle delle molecole di sintesi del Gruppo F); Streptomyces griseoviridis, impiegato contro patogeni del terreno in quanto è in grado di colonizzare rapidamente l apparato radicale delle piante impedendo così l attacco di microrganismi fungini. Insetticidi I primi insetticidi usati in agricoltura erano a base di sostanze inorganiche, in pratica veleni veri e propri (es. arseniato di piombo); poi già nel corso della seconda guerra mondiale sono apparse le prime molecole di sintesi, la più famosa della quali è stata il DDT, che peraltro ha permesso di contrastare efficacemente la malaria eliminando in ampie aree mondiali le zanzare vettrici di tale malattia. Di insetticidi inorganici attualmente è sopravvissuto solo il polisolfuro di calcio. 0140.Parte2_Cap_05.indd 189 189 Capitolo 5 Tra quelli non di sintesi ci sono gli olii, che agiscono per asfissia: ricoprono con una pellicola impermeabile all aria l insetto occludendo i suoi stigmi respiratori; in repertorio sono rimasti quelli paraffinici più raffinati, detti olii bianchi: il valore di riferimento è dato dal residuo insulfonabile (U.R.) che indica la percentuale di idrocarburi saturi, e più esso è alto tanto maggiori sono l efficacia insetticida e la tollerabilità per la pianta (i migliori hanno un U.R. intorno al 95-96%). Gli insetticidi di sintesi largamente impiegati nei primi decenni del dopoguerra appartenevano alle famiglie chimiche dei clororganici, come il DDT, dei carbammati e dei fosforganici (questi ultimi derivanti da studi effettuati tra le due guerre mondiali sui gas nervini per uso bellico, fortunatamente mai introdotti nel successivo conflitto): quasi tutte le molecole di queste famiglie sono state revocate o in via di revisione e ritiro. Per contro sono state introdotte molecole a miglior profilo eco-tossicologico e spesso più mirate nei confronti delle caratteristiche del bersaglio; inoltre si sta guardando con sempre maggior interesse ai preparati microbiologici e a quelli di derivazione botanica. Forniamo a seguire una breve rassegna della tipologia di molecole in repertorio: esse sono raggruppate con riferimento al target di azione, ossia all organo o al processo fisiologico su cui agiscono; a ogni target corrispondono uno o più gruppi MoA, cioè insetticidi che agiscono sempre su quel bersaglio, ma con meccanismi di azione diversi, e a ogni gruppo afferiscono sottogruppi a loro volta comprendenti una o più famiglie chimiche con caratteristiche simili. La resistenza che si può stabilire in insetti/acari è riferibile in generale alla famiglia chimica, ma talvolta anche a famiglie dello stesso sottogruppo MoA. Insetticidi con azione sul sistema nervoso o muscolare La maggior parte degli insetticidi agisce sul sistema nervoso. Un importante gruppo è quello dei piretroidi (es. Deltametrina), molecole di sintesi ispirate a quella naturale del piretro: essi agiscono per contatto e secondariamente per ingestione, interferendo sulla propagazione dell impulso nervoso (ritardo della chiusura del canale del sodio) e causando ipereccitazione, paralisi e morte; i piretroidi sono insetticidi generalisti ad ampio spettro. Una attività sempre sull impulso, con azione sugli inibitori del canale del sodio voltaggio-dipendenti della membrana del neurone, è esercitata anche dalla famiglia chimica dei semicarbazoni (es. Metaflumizone, indicato per dorifora e diverse larve di nottue: provoca una paralisi rilassata che impedisce all insetto di nutrirsi). Un importante gruppo, molto conosciuto e largamente impiegato anche per l ottima sistemia dei suoi rappresentanti, ma attualmente con diverse molecole soggette a revoche e limitazioni, è quello dei neo-nicotinoidi: mimano l azione dell acetilcolina e si sostituiscono ad essa legandosi in modo irreversibile su recettori nervosi, chiamati appunto nicotinici, causando una ipereccitazione mortale. Alcune molecole invece esaltano l azione dell acetilcolina, come le spinosine, derivate da una molecola presente in natura su batteri (Saccharopolyspora spinosa); 14/04/21 10:45

Agricoltura sostenibile, biologica e difesa delle colture
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