Agricoltura sostenibile, biologica e difesa delle colture

Agricoltura, innovazioni e ambiente do le caratteristiche sulla provenienza dei materiali che li compongono. In nessun caso il letame può provenire da allevamenti industriali. Per quanto riguarda l azoto non è consigliabile impiegare dosi superiori a 70 kg/ha per il frumento e 50 kg/ha per l orzo. Inoltre, quando il terreno è ben dotato in sostanza organica (S.O. >2%), queste dosi possono essere ulteriormente ridotte dal 30 al 50%. Eccessi di azoto, infatti, possono favorire l allettamento dei cereali e possono determinare condizioni favorevoli per la comparsa di alcune patologie. preferibile destinare il letame al mais, che meglio si avvantaggia di questa risorsa. In ogni caso, essendo frequente l impiego del letame sui cereali a paglia, è bene ricordare che anche il letame contribuisce ad apportare azoto al terreno; nel calcolo dell azoto disponibile bisognerà pertanto tenerne conto. difficile prevedere quanto azoto viene reso disponibile alla coltura nel corso del primo anno successivo alla letamazione: questo valore dipende dalle caratteristiche del letame, dalla sua maturazione, dalla frequenza degli apporti di sostanza organica, dalle caratteristiche del suolo. Orientativamente si può affermare che, se vengono utilizzati 40 t/ha di letame, viene messa a disposizione del cereale una quantità di azoto fra 20 e 120 kg/ha; i valori più alti si riscontrano nei terreni sciolti, in quelli dove gli apporti di sostanza organica sono regolari e quando viene utilizzato letame fresco. Una fertilizzazione con quantità di letame di circa 40 t/ha è di norma sufficiente a garantire una produzione ottimale. Non si deve poi dimenticare che se il cereale segue l erba medica, il terreno ha già una ricca dotazione di azoto, spesso sufficiente a coprire tutti i fabbisogni del cereale. Ne consegue che dopo la rottura di un medicaio non ancora degenerato è possibile ridurre in modo consistente le dosi di letame e/o di fertilizzanti destinati alle colture cerealicole. Nel caso in cui non sia disponibile del letame sarà necessario impiegare fertilizzanti e concimi organici azotati commerciali. Nella scelta del concime si dovranno considerare la velocità di rilascio dell azoto e il suo costo per unità. 143 Capitolo 4 Quando l obiettivo è quello di fornire velocemente dell azoto alla coltura è meglio evitare concimi costituiti da materiali che cedono tale elemento lentamente (crini, pennone, cornunghia) e utilizzare prodotti che lo rilasciano più rapidamente (polline, cuoio torrefatto, borlande, sangue, farina di carne). Per rendersi conto se l azoto è rapidamente disponibile è spesso sufficiente annusare il prodotto; infatti un concime che presenta un odore forte e pungente è a rilascio rapido, mentre se l odore che si sente è simile al terriccio, il concime è compostato e fornisce quindi una sostanza organica ricca di humus, ma a lento rilascio. Si ricorda, infine, che se si dispone di un erpice strigliatore e le condizioni climatiche e pedologiche sono favorevoli, non bisogna perdere l occasione di utilizzarlo a fine inverno. Infatti tale attrezzo, oltre a favorire il controllo delle infestanti, attiva i processi di mineralizzazione della sostanza organica mettendo azoto a disposizione del cereale in un momento molto importante del suo sviluppo. Questa operazione ha maggiore importanza sul frumento, in quanto questa coltura soffre maggiormente la competizione con le infestanti ed è più esigente in elementi nutritivi. Una pratica di un certo interesse è la bulatura che consiste nel traseminare a fine febbraio-inizio marzo del trifoglio pratense nel frumento al fine di controllare infestanti sgradite, garantire la continua copertura del suolo con limitazione dei fenomeni erosivi, ottenere dopo il frumento uno o più raccolti di foraggio, arricchire il suolo di azoto grazie alla attività dei batteri simbionti con le radici delle leguminose [ 76 ]. FOCUS D.M. DEL 9 APRILE 2020 (MIPAAF) In caso di colture seminative, orticole non specializzate e specializzate, sia in pieno campo che in ambiente protetto, la medesima specie è coltivata sulla stessa superficie solo dopo l avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa, coltura da sovescio o maggese. Quest ultimo con una permanenza sul terreno non inferiore a sei mesi. I cereali autunno-vernini (ad esempio: frumento tenero e duro, orzo, avena, segale, triticale, farro, ecc.) e il pomodoro in ambiente protetto possono succedere a loro stessi per un massimo di due cicli colturali, che devono essere seguiti da almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa, coltura da sovescio o maggese. Quest ultimo con una permanenza sul terreno non inferiore a sei mesi. La coltura da sovescio è considerata coltura principale quando prevede la coltivazione di una leguminosa, in purezza o in miscuglio, che permane sul terreno fino alla fase fenologica di inizio fioritura prima di essere sovesciata, e comunque occorre garantire un periodo minimo di novanta giorni tra la semina della coltura da sovescio e la semina della coltura principale successiva . 0110.Parte1_Cap_04.indd 143 75 Affinamento del terreno con erpice rotante. 76 Trifoglio che vegeta tra il frumento. 14/04/21 10:40

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