Gestione del frumento in coltura biologica

Parte 1 142 Agroambiente, Sostenibilità e Produzioni Gestione del frumento in coltura biologica Per la produzione del frumento e dei cereali biologici è vincolante l attuazione di una buona rotazione poliennale, la pratica del sovescio e il divieto della monocoltura. buona regola evitare il ristoppio e avvicendare specie appartenenti a famiglie botaniche diverse, che presentano differenti esigenze nutritive, diversi apparati radicali e tipi di lavorazione, si attenua così anche il rischio avversità [ 74 ]. I cereali autunno-vernini, tipiche colture depauperanti, sono avvantaggiate dalla semina dopo le colture miglioratrici, da rinnovo o pratensi, che necessitano di lavorazioni profonde e che lasciano il terreno in genere pulito dalle erbe infestanti. Quando i cereali autunno-vernini sono preceduti da colture foraggere (miglioratrici e rinettanti, come ad esempio l erba medica e i trifogli) si hanno notevoli vantaggi se queste ultime sono frequentemente sfalciate in modo da impedire alle infestanti di andare a seme. Inoltre la presenza di leguminose arricchisce il suolo di composti azotati. La rottura delle colture pratensi (sovescio) incorporate nel terreno, determina un aumento del contenuto di sostanza organica nel suolo, che dopo la mineralizzazione rende disponibile gli elementi immobilizzati precedentemente nella biomassa della coltura da sovescio. Se un cereale segue una foraggiera poliennale, come l erba medica, è possibile ripeterlo per due anni senza che si presentino gravi problemi di infestanti; in caso di ristoppio di cereale è comunque meglio evitare di utilizzare la stessa specie (es. al frumento si può far seguire l orzo o il triticale). Se il cereale segue invece una coltura da rinnovo, come il mais o una coltura miglioratrice come la soia, è opportuno evitare di seminare il cereale per due annate consecutive per limitare lo sviluppo di patogeni (in particolare funghi che causano la fusariosi). 74 Principali organismi parassiti da gestire e controllare nella coltura del frumento. Malerbe Lavorazioni del suolo Le lavorazioni del suolo devono essere effettuate in modo da favorire la vita dei microrganismi che popolano il suolo agricolo e che trasformano la sostanza organica in elementi nutritivi. La presenza di tali elementi favorirà così la crescita equilibrata delle piante e il raggiungimento di produzioni soddisfacenti sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. buona regola, pertanto, applicare i seguenti criteri di lavorazione: prevedere sistemazioni idrauliche per evitare i fenomeni di ristagno attraverso il mantenimento delle scoline ed eventualmente della baulatura; evitare l impiego di trattrici sovradimensionate rispetto alle esigenze di lavorazione; preferire l uso di pneumatici a bassa pressione; eseguire le lavorazioni con il terreno in tempera; eseguire una rippatura [ 75 ] con un attrezzo discissore che non rivolti il terreno in presenza di suole di lavorazione o di compattamenti; eseguire preferibilmente arature superficiali (a circa 30 cm), evitando lavorazioni profonde che possano invertire gli strati del terreno; sostituire l aratura con la zappatura o la vangatura quando è possibile; evitare l utilizzo di frese orizzontali che polverizzano eccessivamente il suolo favorendo l erosione. Fertilizzazione Il Regolamento sul biologico (Reg. CE n. 834/2007) disciplina in maniera rigorosa i fertilizzanti che possono essere utilizzati. Le normative permettono l impiego di un numero molto ristretto di fertilizzanti minerali e di alcuni fertilizzanti organici, definendo però in modo rigi- Virosi Elateridi Mal del piede Ruggini Tignole Afidi Oidio, mal bianco Nematodi Fusariosi Carbone 0110.Parte1_Cap_04.indd 142 Carie 14/04/21 10:40

Agricoltura sostenibile, biologica e difesa delle colture
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