Tecniche di difesa contro gli insetti

Agricoltura, innovazioni e ambiente Opal®(UEB32642) Bella mela a buccia gialla frutto dell incrocio tra Topaz Golden. Mele club A differenza della Florina o di altre varietà standard come Golden Delicious o Granny Smith, che possono essere coltivate da chiunque in tutto il mondo, Modì® e Opal®(UEB32642) sono mele club: hanno cioè un titolare che detiene i diritti di proprietà grazie a una tutela varietale concessa dalla UE. Per produrre queste mele è quindi necessario stipulare un contratto di licenza per la coltivazione e la commercializzazione dei frutti. L accordo prevede anche, tra le altre cose, il versamento di una percentuale sulle vendite (dette royalties) al proprietario del brevetto. Tecniche di difesa contro gli insetti Sono varie le tecnologie da adottare per ridurre l impatto ambientale e i rischi connessi alla distribuzione dei prodotti fitosanitari e ottenere, al tempo stesso, soluzioni efficaci contro gli insetti: 1. Posizionamento in campo di barriere anti-insetto a copertura dell intero frutteto con una rete a maglie (2,2 5,4 mm) o mantenendo superiormente la rete antigrandine (3 7 mm) e disponendo lateralmente la rete anti-insetto [ 70 ]. Si ottiene una protezione anche contro gli uccelli e la cimice asiatica. Per limitare la Piralide, a partire dal mese di luglio, conviene mantenere puliti i filari, i bordi e le capezzagne dal giavone (Echinochloa crus-galli) su cui questo lepidottero si sviluppa. 2. Monitoraggio attraverso trappole sessuali e rilevando la soglia di danno di ciascuna specie. Ad esempio per la carpocapsa la soglia di danno per allertarsi a effettuare un eventuale trattamento è di due adulti rinvenuti per trappola. 3. Adozione di tecniche quali la confusione sessuale e il disorientamento contro i lepidotteri carpofagi fra cui carpocapsa (Cydia pomonella), cidia (Cydia molesta), piralide (Ostrinia nubilalis), ricamatori (Pandemis ssp., Archips spp.), eulia (Argyrotaenia ljungiana). . ® a b 139 Capitolo 4 4. Trinciatura delle mele cadute per limitare lo sviluppo dell ultima generazione di bruchi svernanti. 5. Applicazione su tronchi e piede delle piante di prodotti a base del nematode entomopatogeno Steinernema carpocapsae. Questo nematode assolutamente non dannoso per l uomo è un parassita obbligato di insetti allo stadio larvale e viene impiegato nella lotta biologica. Poiché si muove in un ambiente molto umido viene somministrato insieme all acqua, mantenendo sempre elevati livelli di umidità. Gestione dell agrosistema vigneto Le piante di vite che oggi coltiviamo discendono da progenitori già presenti sulla Terra nell era Mesozoica (l era dei dinosauri più di 200 milioni di anni fa), esse vivevano in un unico grande continente costituito dall unione di America del Nord, Europa e Asia. La separazione dei continenti, il generarsi di nuove catene montuose e le glaciazioni portarono alla formazione di varie specie di viti presenti ancora oggi in Nord America e in Eurasia. Nel continente americano, dove la continuità territoriale da Nord a Sud ha permesso alle viti di scendere, durante i periodi glaciali, sino alle zone sub-equatoriali ricchissime di biodiversità, si sono diversificate varie specie di vite e sviluppati complessi fenomeni di coevoluzione tra viti, insetti, funghi, alghe ed entità procariote. Questi fenomeni coevolutivi hanno fatto sì che sulle specie di vite americana si sviluppassero - per via selettiva - una serie di equilibrati rapporti ospite-parassita. In Eurasia, invece, le barriere naturali che limitano gli scambi biologici da Nord a Sud (Mar Mediterraneo, deserto del Sahara, catene montuose) hanno mantenuto la vite in un efficace isolamento sino alla seconda metà del 1800. Dalla ancestrale e unica specie europea Vitis vinifera silvestris, i nostri progenitori che popolavano il bacino del Mediterraneo, ottennero con una paziente opera di selezione la vite domestica Vitis vinifera sativa. Nel suo splendido isolamento questa specie viveva in equilibrio con una piccola corte di parassiti (funghi e insetti) in grado di compiere qualche danno, ma non di distruggere la loro pianta ospite da cui dipendeva la loro stessa esistenza. In virtù di tale equilibrio, fino all epoca dell Unità d Italia (1861), la coltivazione della vite avveniva senza le grandi preoccupazioni che oggi generano la fillossera, l oidio, la peronospora, lo Scaphoideus titanus vettore della Flavescenza dorata, patogeni che vivevano sui loro robusti ospiti americani e che via via sono giunti in Europa. 70 (a) Sistema anti-insetto mono filare; (b) sistema anti-insetto mono parcellare. 0110.Parte1_Cap_04.indd 139 14/04/21 10:40

Agricoltura sostenibile, biologica e difesa delle colture
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