Biorisanamento del suolo (bioremediation)

Parte 1 130 Agroambiente, Sostenibilità e Produzioni Trattamento di gas di scarico (biofiltraggio) I primi processi di filtraggio degli scarichi gassosi nell aria attraverso microrganismi furono applicati per eliminare sostanze maleodoranti facilmente biodegradabili emesse dai capannoni di allevamenti zootecnici o di produzione di mangimi. Inizialmente l aria veniva convogliata nel suolo dove si selezionava spontaneamente una flora batterica adatta all abbattimento degli odori. Oggi sono stati selezionati ceppi microbici capaci di degradare sostanze xenobiotiche e sono stati inseriti su supporti inerti di torba, compost, polimeri espansi attraverso i quali viene convogliata l aria. Un altro problema conseguente alla presenza di inquinanti dell aria è il problema delle piogge acide che danneggiano in modo prevalente laghi, foreste e monumenti [ 56 ]. I composti gassosi dello zolfo che si liberano dalla combustione del carbone ricadono a terra dilavati dalla pioggia che diviene in tal modo acida e corrosiva. Una proposta per risolvere il problema è venuta dall Istituto di Tecnologia del gas di Chicago tramite l impiego di batteri che eliminano lo zolfo dal carbone prima della sua combustione. Biorisanamento del suolo (bioremediation) un metodo per rimuovere composti tossici da terreni e acque inquinate. Lo studio preliminare di terreno e acque rappresenta il primo passo per la caratterizzazione ambientale di un sito da risanare. Questo comporta la ricostruzione dell uso pregresso e attuale del sito attraverso la raccolta di materiale bibliografico, ma anche attraverso sopralluoghi, rilevamenti e ricerca delle sorgenti di contaminazione e dei recettori antropici e ambientali. Le indagini indirette di tipo geofisico costituiscono uno strumento di valutazione preliminare delle caratteristiche strutturali del sottosuolo investigato, consentendo di individuare e definire la natura di eventuali infrastrutture presenti nel sottosuolo. Libro Digitale Attinomiceti: genere Gorgonia La fitorimediazione 56 Le colorazioni giallo brune nella zona apicale di aghi di pino sono spesso danni prodotti dall inquinamento atmosferico. 0110.Parte1_Cap_04.indd 130 Le indagini geognostiche consentono poi di definire la lito-stratigrafia dei terreni e le caratteristiche qualitative del sottosuolo insaturo e saturo (falde acquifere). L elaborazione e l interpretazione dei dati consentono infine di definire i meccanismi di diffusione dei fluidi (acqua, aria e contaminanti) nel mezzo poroso: analisi chimiche di laboratorio, prove in situ, geologia e idrogeologia completano lo spettro di azioni che definiranno la strategia operativa [ 57 ]. I microrganismi utilizzati possono essere di diverse provenienze: microrganismi indigeni: sono soprattutto batteri, ma anche funghi già presenti nell ambiente prima che fosse contaminato. I microrganismi vengono fatti moltiplicare in una soluzione nutriente di azoto, fosforo e potassio; divenuti più numerosi passeranno poi a utilizzare il composto inquinante. I nuovi ceppi vengono isolati, posti in fermentatori per clonarli, e ridistribuiti sul suolo da decontaminare; microrganismi provenienti da altri habitat: vengono amplificati in situ o ex situ. Servono per programmare interventi per lo smaltimento totale; microrganismi ingegnerizzati in vitro o in vivo: per riconoscere le sostanze xenobiotiche e demolirle. La ricerca scientifica ha compiuto nuovi passi importanti in materia di biorisanamento, individuando e impiegando batteri in grado di degradare gli idrocarburi per risanare ambienti inquinati da petrolio. Oltre che nel suolo, anche sulla superficie delle acque marine od oceaniche si possono verificare gravi disastri ambientali conseguenti alla perdita di petrolio da petroliere o piattaforme di estrazione. Accanto alle tecniche di bonifica tradizionali oggi vengono impiegati ceppi di microrganismi (Pseudomonas putida) che si nutrono di idrocarburi e per i quali ogni ceppo ha un idrocarburo preferito (alifatici, aromatici, ciclici, saturi, insaturi) che potrà decomporre solo in presenza di ossigeno, di adeguate quantità di nutrienti. 57 Le rilevazioni in situ, il prelievo dei campioni e le successive analisi di laboratorio rappresentano fasi importanti per definire la corretta procedura di risanamento e l utilizzo delle tecniche di bioremediation. 14/04/21 10:40

Agricoltura sostenibile, biologica e difesa delle colture
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