Coltura di piante intatte (semi di orchidee)

Agricoltura, innovazioni e ambiente 115 Capitolo 4 oltura di piante intatte C (semi di orchidee) ziate che hanno perso la forma e la funzione originali e possono moltiplicarsi indefinitamente. Dal callo, opportunamente trattato con dosaggi di ormoni e di nutrienti aggiunti al terreno di coltura, si ottiene una pianta simile a quella di partenza. 5. Il processo di rigenerazione in un callo può dare origine a un embrione (embriogenesi somatica), come succede per le colture in vitro di carota, o ad organi (organogenesi somatica), come nel tabacco in cui, a seconda dei dosaggi ormonali, si ha lo sviluppo di radici o di germogli. La pianta ottenuta è sempre un clone della pianta madre e il processo prende il nome di clonazione. La coltura di piante intatte è simile, nei princìpi, a quella naturale e può avvenire sia per seme sia per propagazione [ 29 ]. Viene effettuata per quelle specie che in ambiente naturale hanno difficoltà a riprodursi, come le orchidee, il cui sviluppo dipende dall attività di una micorriza. In vitro la funzione della micorriza è sostituita da un opportuna nutrizione costituita da un substrato a cui si aggiunge tiamina, inositolo, latte di cocco e frullato di banane. Su di esso si fa cadere la peluria, interna al baccello, contenente i semi. Il ciclo di allevamento viene accorciato tanto che nel giro di due o tre mesi si ottiene un numero elevatissimo di piantine. Coltura di embrioni Dopo la rimozione del rivestimento del seme e il taglio trasversale dei cotiledoni si coltiva in vitro l embrione. Questa tecnica viene adottata per superare il grave problema dell impoverimento, a seguito della selezione per il miglioramento genetico, del germoplasma delle specie coltivate e per recuperare quei caratteri, come resistenza ai parassiti, alla siccità, ecc., che solo le specie selvatiche o quelle a esse affini possiedono ancora. Inoltre, fenomeni di incompatibilità polline-stimma, endosperma difettosi, aborto dell embrione non consentono di attuare in natura gli incroci tra specie selvatiche e coltivate. Tali problemi vengono superati utilizzando le colture di embrioni, l impollinazione e la fecondazione in vitro. Numerosi sono gli esempi con risultati soddisfacenti: l ibrido fra fagiolo comune e Phaseolus acutifolius possiede la tolleranza alla batteriosi Xanthomonas phaseoli [ 30 ]; l incrocio fra Lycopersicum esculentum e Lycopersicum peruvianum resiste al virus del mosaico, quello tra Cucurbita pepo e Cucurbita ecuadoriensis fornisce una zucchina resistente, come la zucchina selvatica, a numerose virosi. a b c a d 29 Fasi successive della propagazione dei semi di orchidee. La tecnica permette di ottenere un elevato numero di piante da semi con bassa energia germinativa. 0110.Parte1_Cap_04.indd 115 30 Piante ibride di fagiolo tolleranti la batteriosi moltiplicate in vitro (a). Sintomi di batteriosi da Xanthomonas phaseoli su piante non tolleranti (b). b 14/04/21 10:39

Agricoltura sostenibile, biologica e difesa delle colture
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