Classificazione delle colture in vitro

Parte 1 114 Agroambiente, Sostenibilità e Produzioni Classificazione delle colture in vitro no stimolati a sdifferenziarsi e a moltiplicarsi in forma indifferenziata, di solito sotto forma di tessuto calloso, su terreni di coltura con alte dosi di auxine e di citochinine. La stabilità genetica è spesso molto bassa. Le colture in vitro possono essere classificate in base al tipo di organizzazione cellulare o in base al tipo di materiale vegetale utilizzato. 3. Coltura organizzata o non-organizzata - ha caratteristiche intermedie fra le prime due. Da organi o tessuti si creano, con opportune tecniche, tessuti callosi indifferenziati che, coltivati e stimolati, danno origine nuovamente a organi (radici, germogli) o a piante complete (pro-embrioni o embrioni). La progenie può presentarsi diversa dalla pianta madre originaria. Secondo il tipo di materiale vegetale utilizzato le colture possono essere: protoplasti, piante intatte, semi, organi, espianti, tessuti, cellule. Secondo il tipo di organizzazione cellulare distinguiamo le seguenti tipologie. 1. Colture organizzate - sono simili a quelle ottenute con la propagazione vegetativa in vivo, mediante tagli, divisioni, sviluppo di gemme ascellari e germogli. Se la coltura è tecnicamente ben eseguita, le piante ottenute sono perfettamente identiche alla pianta di partenza. 2. Colture non organizzate - cellule o tessuti isolati da parti organizzate già differenziate della pianta, vengo- Coltura di apici, germogli, espianti, calli, singole cellule Coltura di embrioni Coltura di meristemi Coltura di protoplasti Coltura di protoplasti 4 Coltura di antere e microspore 1. Il tessuto vegetale, sterilizzato, viene sottoposto all azione di enzimi cellulasi per rimuovere le pareti di cellulosa delle cellule vegetali. 2. Si separano i protoplasti che, privi della parete rigida, assumono forma sferica. 3. Dopo alcune ore i protoplasti cominciano la ricostruzione della parete, terminata la quale si dividono per mitosi. 4. Da ogni singolo protoplasto si ottiene un aggregato di cellule detto callo [ 28 ]. Il callo è formato da cellule indifferen- una tecnica conosciuta fin dal 1930 e consente di far crescere in vitro singole cellule derivate da vari organi della pianta, sfruttando la caratteristica tipica dei vegetali di poter passare da cellule differenziate a cellule indifferenziate. Essere riusciti a isolare protoplasti vitali capaci di rigenerare piante complete ha aperto nuove strade alla ricerca scientifica e tecnologica. La produzione e l utilizzo di protoplasti avviene con le seguenti fasi [ 27 ]. 2 Coltura di semi di orchidee COLTURE IN VITRO 5 3 6 1 7 PROCESSO DI RIGENERAZIONE IN VITRO DI UNA PIANTA 11 10 9 8 27 (1) Da una pianta che si vuole clonare si toglie una foglia (2) e si prende una porzione di tessuto (3). Si rimuovono in vitro le pareti (4-5) ottenendo i protoplasti (6) che vengono fatti moltiplicare (7). Le cellule che sopravvivono si riproducono (8-9) e con l aggiunta di ormoni si formano radici e germogli (10). La pianta subisce ora un periodo di ambientamento (11). 0110.Parte1_Cap_04.indd 114 28 Coltura in vitro di protoplasti con sviluppo di callo ancora indifferenziato. 14/04/21 10:39

Agricoltura sostenibile, biologica e difesa delle colture
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