Agricoltura sostenibile, biologica e difesa delle colture

Parte 1 108 Agroambiente, Sostenibilità e Produzioni Il notevole vantaggio produttivo degli ibridi si esprime però solo nella prima generazione, per cui il seme ibrido deve essere acquistato ogni anno presso le ditte sementiere che lo producono [ 15 ]. In una singola azienda agricola l attuazione di queste tecniche di produzione del seme sono improponibili. Nell ambito di coltivazioni di antiche varietà di mais (es. Marano vicentino, Pignoletto giallo e rosso, Ottofile, ecc. [ 16 ]) utilizzate per produzioni di nicchia (quali biscotti e farine speciali) o nelle aziende biologiche e biodinamiche, si ricorre all autoproduzione del seme di mais prelevando le cariossidi da spighe perfettamente mature, essiccate al sole. Conviene prelevare solo i semi centrali che sono più omogenei per forma e per fecondazione. 15 Semi di mais ibrido prodotti da azienda sementiera. a b FOCUS 16 Antiche varietà di mais: (a) Pignoletto rosso; (b) mais ottofile. ETEROSI DEL MAIS Il fenomeno della eterosi fu segnalato per la prima volta negli USA da G.H. Shull nel 1908 e immediatamente sfruttato nel miglioramento genetico del mais. Nel Nord America già nei primi decenni del XX secolo, la maggior parte del mais coltivato era costituito da ibridi che dopo la seconda guerra mondiale si diffusero in tutta Europa, sostituendo nella coltivazione le varietà tradizionali coltivate fino ad allora. AUTORIZZAZIONI PER PRODURRE SEMI PER LA VENDITA Per poter esercitare la produzione a scopo di vendita di prodotti sementieri si deve possedere un apposita licenza rilasciata dal Presidente della Camera di Commercio, della città dove ha sede lo stabilimento. Sono considerati prodotti sementieri le sementi, i tuberi, i bulbi, i rizomi e simili, destinati alla riproduzione e moltiplicazione naturale delle piante. Possono richiedere la licenza gli operatori dotati di attrezzature e locali idonei alla lavorazione delle sementi. 0110.Parte1_Cap_04.indd 108 Tali requisiti vengono accertati da un apposita Commissione, nominata con decreto dell Assessore regionale in materia di agricoltura. Tutta la documentazione viene trasmessa dalla C.C.I.A.A. a una Commissione regionale appositamente nominata che esprime un parere sulla documentazione raccolta. Se il parere della Commissione è positivo, viene inviato al Presidente della C.C.I.A.A. che concede la licenza basandosi sul parere favorevole della Commissione. 14/04/21 10:39

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