5   Nematodi

     Generalità
Il phylum Nematoda (dal greco nema: filo) comprende animali che hanno generalmente l’aspetto di vermi cilindrici, simili a fili. I Nematodi vivono in ogni ambiente: dalle zone polari alle tropicali, nei mari e nelle acque dolci, come saprofiti e come parassiti di animali e piante. Lo strato superficiale del suolo può contenerne quantità assai rilevanti fino a creare seri problemi alle colture [ 77 ]. La maggior parte dei Nematodi è più corta di 5 cm e molti sono microscopici, ma alcuni di essi sono più lunghi di un metro. 
Il corpo [ 81 ] è rivestito da una cuticola costituita essenzialmente da collagene, secreto dalle sottostanti cellule dell’ipodermide. All’interno si trovano uno strato di muscoli longitudinali, gli organi riproduttori e l’intestino, immersi in una cavità piena di liquido, detta pseudocele, che svolge la funzione di scheletro idrostatico. Quando i muscoli di un lato del corpo si contraggono, comprimono la cuticola su quel lato; la forza di contrazione viene poi trasmessa dal liquido dello pseudocele al lato opposto del corpo, dove la cuticola si stirerà. È appunto questo alternarsi di contrazione e stiramento che produce il caratteristico movimento ondulatorio dei Nematodi. Molti sono aerobi con respirazione cutanea, mentre altri Nematodi parassiti hanno un metabolismo anaerobio. 
I sessi sono normalmente separati, ma non mancano casi di ermafroditismo e di assenza dei maschi con riproduzione per partenogenesi. 
La madre lascia le uova libere nel terreno o nella pianta ospite oppure in sacchi gelatinosi o in strutture, dette cisti, che derivano dalla trasformazione del corpo della madre per indurimento della cuticola. Dall’uovo sguscia una larva che, tramite quattro mute, cresce, e acquisendo gli organi riproduttori diventa adulta. Se le condizioni ambientali sono sfavorevoli, le larve entrano in uno stadio di vita latente formando cisti larvali in grado di sopravvivere anche per alcuni anni in condizioni estreme di disseccamento e bassa temperatura. Il ciclo vitale, in condizioni ottimali, si compie in 3-4 settimane.

APPROFONDIMENTO 30

Classificazione dei Nematodi fitoparassiti

Ordine: Tylenchida 

Presentano uno stoma con stiletto. L’esofago ha un bulbo mediano e un bulbo posteriore con ghiandole. 

Famiglia: Tylenchidae Nematodi vermiformi, con scarso dimorfismo sessuale, endoparassiti epigei ed ipogei: vi appartengono i generi Ditylenchus e Anguina. Ricordiamo il nematode galligeno del frumento Anguina tritici ed il polifago Ditylenchus dipsaci, dannoso, su bulbi di liliacee, fragole, ecc. 

Famiglia: Pratylenchidae Vermiformi con lievi striature anulari sulla cuticola. Sono endoparassiti ipogei e migratori. Vi appartengono i generi Pratylenchus e Radopholus. P. penetrans e P. pratensis, provocano gravi lesioni radicali su piante erbacee (cereali, graminacee pratensi, patata, ecc.). 

Famiglia: Heteroderidae A questa famiglia appartengono nematodi molto dannosi per le piante. I maschi sono filiformi e mobili mentre le femmine sono sacciformi e sedentarie. Sono endoparassiti ipogei. 

Le femmine dei generi Heterodera e Globodera si trasformano in cisti di forma varia: tonde, piriformi, limoniformi, ovali. 

Le femmine del genere Meloidogyne sono galligene, ma non formano cisti, e colpiscono l’apparato radicale di numerose specie quali pomodoro o melanzana [ 78 ]. 

Famiglia: Paratylenchidae Nematodi ectoparassiti di piccole dimensioni di aspetto vermiforme. Paratylenchus e Cacopaurus sono generi di rilievo. 

Famiglia: Tylenchulidae Sono nematodi ipogei, sedentari, semiendoparassiti. Accentuato dimorfismo sessuale con maschio filiforme e femmina matura sacciforme [ 79 ]. 

Ordine: Dorylaimida Comprende nematodi di dimensioni relativamente grandi (4-10 mm), con stiletto particolare (odontostilo). 

Famiglia: Longidoridae Nematodi ipogei endoparassiti molto pericolosi in quanto vettori di virus poliedrici (virus tipo NEPO). Molto importanti i generi Longidorus e Xiphinema [ 80 ]. 

Famiglia: Tricodoridae Nematodi ipogei endoparassiti molto pericolosi in quanto vettori di virus tubulari (virus tipo NETU). Sono molto importanti i generi Trichodorus e Paratrichodorus.

     Nematodi di interesse agrario
     Entomoparassiti
Sono molto utili per la loro azione limitante gli insetti fitofagi e trovano impiego nella lotta biologica agli insetti dannosi. 
Attualmente sono utilizzati come “insetticidi biologici” i Nematodi dei generi: 
• Steinernema (es. S. carpocapsae), che perforano la parete intestinale degli insetti che li hanno ingeriti, introducendo nel loro corpo batteri che provocano infezioni generalizzate; 
• Heterorhabditis, attivi contro larve di insetti terricoli quali oziorrinchi e maggiolini; 
• Merminthidae, che attaccano larve di scarabeidi, cavallette e locuste.

     Fitoparassiti
I Nematodi parassiti di piante (fitoparassiti) hanno piccole dimensioni: lunghezza di 0,2-2 mm (fino a 12 mm in alcuni Dorylaimida) e diametro di 50-100 millesimi di millimetro. 
Essi sono dotati di una cavità boccale circondata da 3-6 labbra, in cui sbocca uno stiletto che permette al Nematode di penetrare i tessuti della pianta e succhiarne i contenuti [ 82 ]. 
Vivono nel terreno, normalmente nei primi 15 cm (anche se possono trovarsi fino a 150 cm di profondità) e si spostano lentamente nuotando nel velo d’acqua presente nei suoli idratati. Sono diffusi con i movimenti di terra, le irrigazioni, il drenaggio e vengono trasportati passivamente dagli animali e dall’uomo. 
I fitoparassiti, in base al loro rapporto con la pianta, si distinguono in [ 83 ]: 
ectoparassiti, se solo lo stiletto penetra nei tessuti vegetali; 
semiendoparassiti, quando la parte anteriore del corpo penetra nella pianta e la coda resta all’esterno; 
endoparassiti, quando tutto il corpo penetra nella pianta. 
In base alla capacità di spostarsi si distinguono in sedentari, se rimangono localizzati solo nel terreno, e migratori, se penetrano all’interno dell’ospite spostandosi in senso verticale attraverso i vasi. 
In base alla sede preferenziale di attacco sono distinti in: 
epigei, se attaccano la parte aerea della pianta; 
ipogei, se attaccano le radici. 
I Nematodi fitoparassiti iniettano la loro saliva nei tessuti fluidificandone i contenuti per facilitarne la digestione. 
Gli effetti sulla pianta sono diversi: morte delle cellule, variazioni nel metabolismo cellulare, anomale proliferazioni tissutali. 
I sintomi che si riscontrano sulle piante sono numerosi: 
accrescimento stentato e filloptosi anticipata
morte delle gemme
deformazioni fogliari
galle sui semi e sulle foglie
maculature e necrosi su foglie e steli
galle radicali
marciumi con sviluppo di batteri e funghi
ramificazioni eccessive
sviluppo eccessivo di radici secondarie (barbe radicali)
Le lesioni provocate dai Nematodi possono consentire l’introduzione nella pianta di virus, batteri, funghi. L’accertamento della loro presenza viene effettuato con ricerche di laboratorio. Nel caso di Nematodi presenti nella pianta, i campioni di tessuto vegetali sono sminuzzati e osservati al microscopio: la caratteristica discriminante dei Nematodi fitopatogeni è la presenza dello stiletto boccale [ 84 ]. Nel caso di Nematodi presenti nel terreno si preleva il suolo da esaminare e lo si pone in sacchetti di tela che si immergono in acqua. Attratti dall’acqua essi escono dal sacchetto e si diffondono in essa risultando facilmente osservabili al microscopio. 
La difesa dai Nematodi fitoparassiti si basa sull’attuazione di rotazioni colturali ed eventuale impiego di sostanze chimiche nematocide. 
I Nematodi fitofagi appartengono agli ordini Tylenchida e Dorylaimida.

NUOVE Biotecnologie Agrarie e Biologia Applicata
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