5  Danni da organismi animali

Tradizionalmente le avversità delle piante sono trattate in rapporto all’agente: se esso è un patogeno microbico o comunque vegetale, oppure sono alterazioni dovute a eventi climatico-meteorici, nutrizionali, o traumi, tali avversità rientrano nella Patologia vegetale; se invece il danno è procurato da organismi animali a occuparsene sono l’Entomologia e la Zoologia agraria. 
Più avanti saranno presi in rassegna i principali fitofagi, qui forniamo un breve anticipo sulla tipologia di danno. 
La maggior parte dei danni subiti dalle colture è dovuta agli insetti, e poi da acari e nematodi, mentre più limitata è l’incidenza di altre categorie di artropodi, molluschi e mammiferi. 
Gli insetti producono danno sia in base alla loro attività di nutrizione sulla pianta, sia rispetto all’organo attaccato.


     Agenti e danno provocato
Vi sono insetti (fitomizi) che si alimentano prelevando succhi vegetali e linfa: essi sono dotati di un apparato boccale di tipo pungente succhiante grazie al quale perforano i tessuti di rivestimento del vegetale. Il danno spesso non si limita alla sottrazione di sostanza, ma è accompagnato da emissione di melata da parte dell’insetto stesso [ 62 ], che è una sostanza zuccherina espulsa come residuo dell’alimentazione. 
La melata a sua volta diventa materiale su cui si sviluppano funghi saprofiti, le cosiddette fumaggini, che aggiungono danno al danno in quanto formano una patina scura sulla foglia (a volte anche sul frutto) che fa diminuire la sua capacità di intercettare le radiazioni luminose, indispensabili per la fotosintesi, e inoltre un deprezzamento della produzione. A volte l’attività trofica si accompagna a immissione di sostanze salivari che provocano accartocciamenti fogliari [ 63 ]; inoltre questo tipo di insetti può trasmettere virus e fitoplasmi. 
Un gran numero di specie invece si nutre delle parti verdi della pianta, innanzitutto foglie, e possono essere sia insetti adulti sia larve [ 64 ]. 
Il danno consiste in erosioni [ 65 ] e quindi sottrazione di tessuto fotosintetico: in certi casi la pianta può essere quasi totalmente defogliata. 
Vi sono poi insetti che scavano all’interno del fusto e dei rami, sia che esso sia legnoso, come nel caso di rodilegni e del tarlo asiatico [ 66 ], o erbaceo, come per la piralide del mais. 
Il danno è rapportato alla distruzione dei tessuti deputati al trasporto della linfa. 
Altre specie invece sono carpofaghe, ossia si nutrono dei frutti o loro parti come il seme e qui il danno è relativo alla produzione: alcuni sono comunemente chiamati anche “vermi” (es. mela), o noti per il tipo di insetto (es. mosca dell’olivo [ 67 ]). Ne esistono anche alcuni che vivono a spese di parti del fiore, come le cetonie [ 68 ]. 
Infine ci sono insetti che attaccano le radici, con conseguente compromissione della funzionalità complessiva della pianta (es. nottue terricole), e organi sotterranei, come gli elateridi [ 69 ]. 
Gli acari dannosi all’agricoltura appartengono prevalentemente alle famiglie dei Tetranichidi e degli Eriofidi. I primi misurano 0,2-0,8 millimetri e sono comunemente chiamati ‘ragnetti’; sono di colore rosso, aranciato, verdognolo- giallastro [ 70 ], qualcuno forma in modo evidente leggere reti, vivono tipicamente sulla pagina inferiore delle foglie e la loro attività trofica - pungono le cellule vegetali per ricavarne succhi - provoca punteggiature decolorate, o anche arrossamenti o bronzature in rapporto all’ospite. I secondi sono più piccoli, difficilmente visibili anche con lente perché spesso inducono la formazione di galle [ 71 ], bollosità e formazioni feltrose. 
I nematodi vivono prevalentemente nel terreno e attaccano l’apparato radicale: alcuni sono pungenti per cui il danno si manifesta in lesioni necrotiche delle radici a cui corrisponde un deperimento dell’intera pianta, altri invece compromettono la funzionalità radicale inducendo la formazione di galle per cui la loro presenza è facilmente rilevabile da una sorta di palline spesso disposte a grappolo [ 72 ]. Vi sono alcune specie in grado di vivere sulla parte epigea dei vegetali. 
Chiocciole e limacce sono ospiti indesiderati degli orti in quanto si nutrono soprattutto del fogliame di svariate specie coltivate [ 73 ]. 
Anche i mammiferi sono in grado di danneggiare le coltivazioni, in particolare i cinghiali, ma anche altre specie, come arvicole o caprioli, possono causare qualche danno [ 74 ].

NUOVE Biotecnologie Agrarie e Biologia Applicata
NUOVE Biotecnologie Agrarie e Biologia Applicata