PRODUZIONI VEGETALI 

378 PRODUZIONI VEGETALI ARBOREE Pistacchio NOME COMUNE INGLESE PISTACHIO - NOME LATINO PISTACIA VERA - FAMIGLIA ANACARDIACEAE Caratteristiche botaniche, colturali e produttive un arbusto che raggiunge mediamente un altezza di circa 4-5 m, talvolta può superare i 10 m. La chioma è ampia con le branche pendule. Le foglie sono caduche, composte e imparipennate. La fioritura avviene in aprile-maggio. Il frutto è una drupa monosperma, con mallo sottile. L unico seme è contenuto in due valve, di colore bianco-giallastro, allungato, verdognolo, ricco di olio, vitamine, proteine e sostanze estrattive inazotate (9.15). una pianta dioica. L impollinazione viene effettuata sia da piante maschili di Pistacia vera che da piante spontanee di Pistacia terebinthus e da ibridi naturali tra P. vera e P. terebinthus. b Esigenze pedoclimatiche molto resistente alla siccità e al freddo, ma teme le gelate primaverili. In Sicilia è coltivato a un altitudine compresa tra i 300 e i 750 m s.l.m. Preferisce le esposizioni a mezzogiorno. Si adatta ai terreni rocciosi e calcarei, ma anche alle lave vulcaniche. Varietà APPROFONDIMENTO La principale varietà è la Bianca (o Napoletana), che presenta ottime caratteristiche qualitative, elevata resa produttiva, dimensioni e pesi superiori dei frutti smallati (detti tignosella), colorazione verde dei cotiledoni e aroma del seme. Il pistacchio di Bronte Disciplinare di produzione Pistacchio Verde di Bronte denominazione d origine protetta Art. 1. Nome del prodotto - La denominazione d origine protetta «Pistacchio Verde di Bronte è riservata alle drupe di pistacchio che devono rispondere alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal Reg. (CEE) n. 510/2006 ed indicati nel presente Disciplinare di produzione. Art. 2. Piattaforma varietale - La denominazione di origine protetta «Pistacchio Verde di Bronte è riservata al prodotto delle piante della specie botanica «Pistacia vera , cultivar «Napoletana , chiamata anche «Bianca o «Nostrale . ammessa una percentuale non superiore al 5% di altre varietà (es. «Natarola , «Agostana , «Larnaka ) purché a cotiledoni verdi, coltivate in purezza varietale, nel territorio delimitato e definito nel successivo art. 3. Art. 3. Zona di produzione - La zona di produzione del «Pistacchio Verde di Bronte , ricade nel territorio dei comuni di Bronte, Adrano, Biancavilla (provincia di Catania). In particolare i confini sono così individuati: Bronte - ad ovest lungo il fiume Simeto, ad est fino a quota 900 m s.l.m., a sud con il comune di Adrano e a nord lungo la strada Bronte - Cesarò; Adrano - a nord con il confine del comune di Bronte, a sud con il centro abitato e la s.s. 121 ed a est con la lava «Grande del 1595 e con il comune di Biancavilla, ad ovest lungo il fiume Simeto fino alla summensionata s.s. 121; Biancavilla - a nord con il territorio di Adrano, a sud con il centro abitato e la s.s. 121, a est con il confine comunale di S.M. Licodia, ad ovest con il confine del comune di Adrano. La zona di produzione deve essere compresa tra i 300 e i 900 m s.l.m. Art. 4. Origine del prodotto, cenni storici, importanza e diffusione - La coltura del pistacchio dalla Siria sarebbe passata in Grecia a seguito delle conquiste di Alessandro Magno (III secolo a.C.). In Italia la pianta fu introdotta dai Romani sul finire dell impero di Tiberio - tra il 20 ed 30 d.C. - ad opera di Lucio Vitellio Governatore della Siria (Plinio «Naturalis Historia Cap. X e XIII). In Sicilia, la coltivazione in 0200.Capitolo_09.indd 378 forma diffusa, si fa risalire al periodo della dominazione araba (VIII e IX secolo d.C.). Sono di origine araba i termini «frastuca e «frastucara per indicare il frutto e la pianta (termine arabo «fustuq ). La coltura in Sicilia è circoscritta alla provincia di Catania (Bronte e Adrano), ulteriore produzione è presente nelle province di Agrigento e Caltanissetta. Legame con l ambiente geografico. La zona di produzione risulta caratterizzata da un clima mediterraneo subtropicale, semiasciutto, con estati lunghe e siccitose, piovosità concentrata nel periodo autunnale ed invernale e notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte. I terreni di origine vulcanica, i venti dominanti, l umidità, il terebinto (Pistacia terebinthus) antropizzato in tale area, conferiscono al frutto particolari caratteristiche di qualità (colore verde intenso tipico del territorio, forma allungata, sapore aromatico e alto contenuto in acidi grassi monoinsaturi dei frutti), difficilmente riscontrabili in altre aree di produzione e nello stesso massiccio Etneo. Art. 5. Terreni - Impianti - Tecniche colturali - Raccolta Lavorazione terreni - La zona delimitata è caratterizzata da suoli che evolvono su substrati di origine vulcanica. Preparazione dei terreni. Nei nuovi impianti, devono essere previsti il livellamento delle superfici, per facilitare il deflusso delle acque, le operazioni colturali e le concimazioni di fondo. Impianti. Gli impianti possono essere sia specializzati che consociati, con densità di piantagione variabile in dipendenza della tipologia di impianto e della natura del terreno. In abbinamento alle forme libere di allevamento delle piante «ceppaia , «vaso libero , è ammesso anche l allevamento «monocaule , per agevolare la raccolta e le operazioni colturali. Nel territorio i pistaccheti insistono prevalentemente su terreno lavico, con limitatissimo strato arabile. Su tale tipo di substrato il terebinto (Pistacia terebinthus) cresce spontaneo e costituisce il principale portinnesto della specie «P. vera . Le piante di pistacchio ottenute da innesto su terebinto sono definite «naturali . 26/03/20 18:09 N ge d al co re d av o I d l i d ca te re si p o ve ra d fu (i co m A B al co d ra

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Volume B - Arboree