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COLTURE ARBOREE DRUPACEE G LOSSARY Epoca della fioritura: Blossoming time 7.95 (a) Raccolta meccanica su mandorleto tradizionale con sistema a vibrazione e ombrello di raccolta. (b) Raccolta meccanizzata mediante macchina semovente con scavallatrice in nuovo impianto superintensivo. a 329 Capitolo 7 Raccolta e conservazione La raccolta delle mandorle avviene quando la quasi totalità dei frutti è nella fase di deiscenza (ossia apertura naturale) del mallo; tale fenomeno avviene, in genere dalla fine di agosto a settembre. La produzione di mandorle in guscio è mediamente di 1,2-2,0 t/ha, con una resa in mandorla (seme) tra il 35 e il 45%; in condizioni irrigue e annate favorevoli la produzione a ettaro può raggiungere circa 2,5 t. Il mandorlo si presta alla raccolta meccanizzata (7.95). Una volta raccolto, si procede alla smallatura, all essiccazione e alla successiva conservazione delle mandorle in guscio. Segue il trattamento delle mandorle che consiste nelle operazioni di condizionamento, quali sgusciatura, pelatura, selezionatura e calibratura. Avversità Principale nemico del mandorlo, anche in Italia meridionale, è il clima: freddi umidi insistenti all epoca della fioritura, lunghi periodi siccitosi primaverili-estivi in zone calcaree (Murgia) possono provocare gravi perdite di produzione. Afidi, cocciniglie, qualche lepidottero, sono i più frequenti parassiti animali, mentre bolla, moniliosi e antracnosi sono i funghi più pericolosi. Per ulteriori approfondimenti si rimanda al quadro di sintesi proposto a fine Capitolo. Cultivar e miglioramento genetico b Le varietà vengono distinte in base all epoca della fioritura, che va dalla 3a decade di gennaio alla metà di marzo; oppure in base alla forma del guscio, che può essere sferoide, cilindroide, amigdaloide. Le principali cultivar sono: Falsa Barese, Fascionello, Ferragnes, Fra Giulio, Pizzuta d Avola, Tuono, Sannicandro, Supernova, Genco, Rachele, Filippo Ceo, Laterza. Esistono diverse varietà autoincompatibili, mentre si sono rivelate autocompatibili quelle pugliesi (Tuono, Torre, Ventura, Genco, Patalina, Sannicandro, Laterza). Con il miglioramento genetico si cerca di costituire nuove cultivar produttive, di buona qualità organolettica e idonee alle richieste del mercato, selezionando in particolare alcuni importanti caratteri, come la fioritura tardiva, l autofertilità, la bassa produzione di semi doppi e buone rese in sgusciato (comprese tra il 30 e il 40%). Le cultivar utilizzate per impianti superintensivi sono: Belona, Guara, Soceta e Lauranne, tutte caratterizzate da autofertilità e fioritura tardiva. PRUGNOLO Nome scientifico: Prunus spinosa Divisione: Angiospermae Classe: Dicotyledones Ordine: Rosales Famiglia: Rosaceae Specie a larga diffusione in Europa fino al Caucaso e Nord Africa, presente in tutta l Italia. un arbusto a foglia caduca, assai rustico, che si adatta anche a terreni poveri e sassosi. Alto fino a 3-4 m. Le foglie sono alterne, dentate, con breve picciolo, e compaiono dopo la fioritura. I fiori sono ermafroditi, isolati o raggruppati a piccoli mazzetti, con petali bianco avorio. Fioritura a febbraio-marzo. Il frutto è una drupa sferica, il cui diametro massimo è 15 mm, di colore bluastro tendente al nero in 0180.C_Capitolo_07.indd 329 prossimità della piena maturazione, che avviene in pieno autunno. I frutti sono molto aspri, contengono vitamina C e sono prevalentemente utilizzati per preparare liquori, bibite, confetture. 7.94 Prugnolo. 26/03/20 18:04

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Volume B - Arboree