PRODUZIONI VEGETALI 

COLTURE ARBOREE DRUPACEE 321 Capitolo 7 Il miglioramento genetico una disciplina più recente rispetto ad altri fruttiferi. La metodologia maggiormente impiegata è l incrocio controllato, intraspecifico per l ottenimento di nuove cultivar e interspecifico per i portinnesti. Le biotecnologiche al momento hanno portato a risultati di esclusivo interesse scientifico. I principali obiettivi del miglioramento genetico sono: per le varietà: costituzione di genotipi autofertili, compatti o spur, precoci nella messa a frutto, ampliamento del calendario di raccolta, miglioramento della qualità dei frutti (elevata pezzatura, consistenza della polpa e tenore zuccherino, attitudine al distacco del frutto dal peduncolo per la raccolta meccanica e per le diverse utilizzazioni industriali) e delle caratteristiche agronomiche (tenuta di maturazione in pianta e in post-raccolta, resistenza alle spaccature da piogge e alle principali patologie); per i portainnesti: riduzione della taglia degli alberi, induzione di rapida messa a frutto, ottima affinità, migliore adattabilità a condizioni critiche (ristoppi, suoli pesanti, calcarei, siccitosi) e resistenza alle principali patologie dell apparato radicale. Cultivar Negli ultimi anni l assortimento varietale del ciliegio si è molto rinnovato affiancando alle tradizionali cultivar locali nuove selezioni, sia provenienti da altri Paesi (Canada, Francia, Repubblica Ceca) sia costituite in Italia. Un esempio significativo è rappresentato dal territorio vignolese, tradizionalmente il più rinomato a livello nazionale perché il primo a puntare, già negli anni Cinquanta, sui mercati esteri del Centro Europa, Germania in particolare. Fino agli anni Settanta si potevano contare una decina di varietà locali e soltanto una di origine francese. Oggi sul medesimo mercato vengono commercializzate accanto a poche tradizionali varietà di indiscutibile pregio organolettico (Nero I, Nero II, Durone della Marca e Moretta di Vignola), ma aventi caratteri agronomici non sempre rispondenti alla moderna frutticoltura, molte altre tra le quali tipi autofertili e dall elevato calibro dei frutti. Il Dipartimento di Scienze Agrarie dell Università di Bologna, partendo da un analisi di mercato, ha costituito a partire dal 2012 la serie Sweet, rappresentata da cinque varietà di differente epoca di maturazione che si distinguono per grosso calibro, colore rosso intenso brillante e corretto rapporto tra zuccheri e acidi della polpa (Sweet Aryana, Lorenz, Gabriel, Valina, Saretta). Un altra area cerasicola molto importante si trova in Puglia, nel barese, in particolare nel comune di Turi dove la varietà locale Ferrovia è diffusamente coltivata. Nel veronese è rinomata una tradizionale area cerasicola che ha come fulcro il comune di Cazzano di Tramigna, dove si coltiva in prevalenza la Mora di Cazzano o Mora di Verona. La scelta varietale deve tenere conto della necessità di impollinazione incrociata della specie (ad eccezione delle cultivar autofertili), che deve soddisfare sia la compatibilità genetica sia quella fenologica (sovrapposizione delle fioriture). I requisiti che una cultivar deve soddisfare sono: la gustosità, la consistenza, il colore e la pezzatura dei frutti; la produttività; la facilità di raccolta; la precocità di entrata in produzione; l epoca di maturazione; la conservabilità. Le cultivar sono moltissime: alcuni studiosi le classificano in cultivar di interesse generale e cultivar di interesse particolare o minore, altri in cultivar a raccolta meccanizzata e cultivar a raccolta manuale. Per le sole ciliegie dolci con polpa tenera e succosa oppure soda, la suddivisione in tenerine e duracine è ormai superata. L esplicito riferimento al carattere polpa soda viene ancora messo in evidenza per alcune cultivar di nicchia tradizionalmente note con il nome di duroni. Attualmente, si preferisce parlare di drupe più o meno resistenti alle manipolazioni, viste le nuove esigenze del mercato globale che condizionano le tipologie di raccolta, stoccaggio, destinazione d uso, confezionamento e commercializzazione. Per un elenco dettagliato delle varietà, si veda l Approfondimento a pagina seguente. 0180.C_Capitolo_07.indd 321 26/03/20 18:04

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Volume B - Arboree