PRODUZIONI VEGETALI 

COLTURE ARBOREE DRUPACEE 7.47 Schema dei tre principali sistemi di pre-refrigerazione utilizzati nel post-raccolta. G LOSSARY 299 Capitolo 7 SISTEMI DI PRE-REFRIGERAZIONE ARIA ACQUA FORZATA IN PRESSIONE NELLA CELLA TUNNEL A PIOGGIA PER IMMERSIONE SOTTO-VUOTO Epoca di raccolta: Harvest time a COMMERCIALIZZAZIONE indice rifrattometrico e acidità: per questi due parametri vale quanto detto per la durezza della polpa e un loro efficace impiego sussiste solo se si fa riferimento a valori prestabiliti e differenziati per le singole cultivar. A seconda delle varietà e della forma di allevamento, la produzione può variare da 15 a 22 t/ha. L epoca di raccolta, in funzione del grado di precocità variabile, può andare da fine maggio ai primi di giugno (precoci) fino a settembre (tardiva). b c Operazioni post-raccolta Dopo la raccolta i frutti risultano particolarmente delicati e possono andare incontro a una serie di alterazioni fisiologiche e parassitarie con notevole danno al prodotto commercializzato. Considerata la notevole deperibilità delle albicocche, associata alle elevate temperature ambientali nel periodo estivo, è quanto mai necessario ridurre al minimo il tempo intercorrente tra la raccolta e la consegna allo stabilimento di lavorazione presso cui è utile effettuare la pre-refrigerazione dei frutti (fino a una temperatura di +4-5 °C). I sistemi più usati sono quelli ad acqua e ad aria. La pre-refrigerazione ad aria forzata è quella più indicata perché permette il raffreddamento del prodotto in 2-4 ore (7.47). Le fasi di lavorazione e di confezionamento dei frutti devono essere effettuate in tempi brevi al fine di mantenere elevati standard qualitativi e l intervallo raccolta/consumo non deve superare i 5-7 giorni, considerato che le albicocche vanno incontro a veloci fenomeni di disfacimento interno. Avversità Per le avversità che interessano la coltura (7.48), si rimanda al quadro di sintesi proposto a fine Capitolo. Cultivar 7.48 (a) Moniliosi con disseccamento del brindillo ed emissione di gomma. (b) Marcescenza da Monilia insediatasi tardivamente sulla drupa dopo lesione della buccia causata da insetti. (c) Esemplare della temibile cimice asiatica su frutti maturi di Reale d Imola a inizio luglio. 0170.B_Capitolo_07.indd 299 Le varietà di albicocco coltivate in Italia sono tuttora molto numerose. Fino a una cinquantina di anni fa il panorama varietale italiano era ancora più ricco, contando oltre un centinaio di varietà autoctone, molte delle quali con una diffusione limitata al territorio di singoli comuni. Le cultivar più idonee alla coltivazione nel nostro territorio sono quelle di origine italiana; le numerose cultivar proposte dai genetisti stranieri, infatti, pur dotate di elevate caratteristiche commerciali (resistenza a trasporti, pezzatura, esteso sovracolore), manifestano una scarsa produttività, legata sia alle elevate esigenze in freddo sia alla autoincompatibilità. 26/03/20 18:00

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Volume B - Arboree