PRODUZIONI VEGETALI 

282 PRODUZIONI VEGETALI ARBOREE Il diradamento può essere eseguito manualmente, chimicamente e meccanicamente. Nel diradamento manuale occorre considerare le caratteristiche della cultivar, la densità di piantagione e la forma di allevamento; inoltre, è necessario valutare la razionale carica di frutti per pianta al fine di ottenere una conveniente produzione. Durante il diradamento è bene tenere conto delle eventuali cascole, lasciando quindi su ciascuna pianta un numero di frutti superiore del 10-20% rispetto alla carica ottimale. a Il diradamento chimico, allo stato attuale, non trova valida applicazione in peschicoltura, poiché i risultati non sono ripetibili e costanti, inoltre vi sono rischi notevoli da sovradiradamento. I principi attivi impiegati nel diradamento chimico sono l acido 2-cloroetilfosfonico e i surfattanti. Il diradamento meccanico si effettua mediante l uso di scuotitori e di macchine a fruste: 1. è indipendente dalle condizioni meteo; 2. presenta bassi tempi di esecuzione (1,2-1,5 ore/ha); 3. comporta la predisposizione della pianta all emissione di etilene potenzialmente favorevole all abscissione naturale dei giovani frutti presenti. b Gestione del suolo 7.28 (a) Nella prima fase di accrescimento dei giovani frutticini si opera il diradamento per favorire una maggiore pezzatura alla raccolta. (b) Diradatrice meccanica all opera. VANTAGGI SVANTAGGI Maggiore ritenzione degli elementi lisciviabili Suolo Minore erosione Minore ruscellamento Eventuale incremento di parassiti e patogeni Maggiore aerazione Migliore struttura e attività biologica Impianto Maggiore biodiversità e Maggiore competizione presenza di antagonisti di idrica e nutrizionale insetti e patogeni, oltre che di impollinatori Depressione del vigore Minore asfissia radicale vegetativo Minore clorosi ferrica Depressione del vigore vegetativo (utile solo per impianti lussureggianti) Maggiore colore e qua- Minore pezzatura del Produzione lità dei frutti frutto 7.29 Vantaggi e svantaggi dell inerbimento spontaneo interfilare nei pescheti specializzati. 0160.A_Capitolo_07.indd 282 La gestione del suolo ha lo scopo di conservare al meglio le riserve idriche e di eliminare o controllare le erbe infestanti. Nei terreni ricchi di scheletro, dove è praticamente impossibile la lavorazione, si può ricorrere all inerbimento controllato che prevede l inerbimento dell interfila e il diserbo sul filare. Nei terreni poveri di sostanza organica e a pH alcalino, l inerbimento controllato favorisce un accumulo di sostanza organica, riduce l alcalinità del terreno limitando i rischi di clorosi ferrica. In caso di pendenze superiori all 8-10% e di terreni sciolti, la pratica dell inerbimento è il mezzo più efficace per contrastare il ruscellamento e l erosione. Nelle zone dove le piogge estive sono frequenti, l inerbimento parziale e controllato garantisce: un minor compattamento del terreno, l espansione dell apparato radicale negli strati più superficiali, una migliore penetrazione dell acqua piovana, l aumento della sostanza organica del suolo, la difesa dal ruscellamento e dall erosione. L inerbimento controllato, in genere, comporta una richiesta irrigua superiore di circa il 20-30% (7.29, 7.30). FILA INTERFILA Inerbimento Inerbimento Lavorazione Lavorazione Inerbimento Lavorazione Diserbo Diserbo Diserbo Inerbimento Lavorazione Diserbo Pacciamatura Pacciamatura Inerbimento Lavorazione 7.30 Gestione delle malerbe nel pescheto. 26/03/20 17:57

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Volume B - Arboree