DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE

DIFESA 96 AGROAMBIENTE Verde ornamentale Paesaggistico Forestale chioma (specialmente in altezza) è dunque la pratica più efficace per ridurre i rischi. Le chiome di forma sferica a parità di superficie sono meno sollecitate dal vento rispetto a quelle di forma cilindrica. Lesioni da ferita. Aprono la porta a funghi e insetti xilofagi. Pericolosissime sono le lesioni al colletto e alle radici della pianta causate da scavi per opere stradali, pose di tubazioni e urti da parte di automobili e altri mezzi meccanici. Assolutamente da evitare sono i tagli di branche che lasciano ferite aperte non cicatrizzabili; dunque, se sono necessarie, le potature vanno fatte precocemente tagliando solo getti giovani (al massimo di due o tre anni). Quando si effettua un taglio, non bisogna eliminare il collare che si trova al punto di inserzione del ramo: da questo tessuto iniziano i processi di riparazione. Dunque, non bisogna mai fare tagli radenti. In prossimità delle lesioni, la pianta mette in atto meccanismi di riparazione e di isolamento con formazione di barriere protettive. Le cellule adiacenti l area colpita accumulano fenoli, tannini, gomme e resine. Nei vasi legnosi si attuano processi ipertrofici degenerativi detti tillosi che portano all occlusione del lume vasale. Sviluppo di carie fungine. Sono causate da diversi funghi Basidiomiceti e in minor parte da Ascomiceti, che attaccano per via enzimatica le pareti cellulari (demolendo cellulosa, lignina, pectine) per trarne nutrimento ed energia. Le carie del legno hanno andamento cronico e colpiscono tipicamente i vecchi alberi a partire da lesioni, possono pure svilupparsi su legname in opera. Vengono empiricamente distinte in carie bianca e carie bruna. Nel primo caso il patogeno demolisce prevalentemente la lignina, mentre nella carie bruna sono attaccate la cellulosa e le emicellulose. I principali funghi agenti di carie appartengono ai generi: Fomes, Ganoderma, Phellinus, Polyporus, Stereum. In molti casi le carie sono invisibili dall esterno e portano alla formazione di cavità che trasformano i tronchi da cilindri pieni a tubi. dunque molto importante individuare le carie interne e la misura dei tessuti ancora sani [ 11 ]. Insediamento di insetti xilofagi. Particolarmente pericolosi sono i Coleotteri Scolitidi che vivono in simbiosi con funghi in grado di demolire i tessuti legnosi fornendo loro nutrimento. Le larve dei Coleotteri Scarabeidi e Cerambicidi si insediano sovente nelle zone del colletto e nelle radici di vecchi alberi. Le larve dei lepidotteri Cossus cossus e Zeuzera pyrina sono molto diffuse. Fulmine. Provoca sporadicamente danni gravi. Sovente colpisce alti alberi isolati dotati di apparato radicale profondo in contatto con le falde acquifere. I giovani rami ricchi di linfa e le radici sono necrotizzate, il tronco presenta solitamente spaccature con distacco della corteccia sovente con andamento a spirale. Se l esemplare sopravvive reagisce con la formazione di cicatrici longitudinali [ 12 ] che compromettono le caratteristiche 10 Fagus sylvatica var. purpurea stroncato nel punto d innesto durante un forte meccaniche e mercantili del legname. temporale. Verificare la stabilità degli alberi, la sicurezza delle chiome, la salubrità delle radici e di conseguenza ridurre le chiome, o in casi di pericolo procedere all abbattimento, ci consente di evitare i danni gravi che lo schianto di branche o di alberi interi può provocare nelle città. La caduta di branche e alberi può essere dovuta a molteplici tipologie di fattori. Naturale senescenza degli apparati (radici, fusto, branche). Le piante pioniere come le betulle, i pioppi tremuli, le robinie hanno vita relativamente breve e raggiungono in poche decine di anni la senescenza. Mentre piante come le querce (caducifoglie e sempreverdi), i platani, i faggi, i castagni, gli ulivi, le sequoie hanno una senescenza molto tarda e diluita nel tempo. Conformazione degli apparati radicali e delle tipologie di chiome. L abete rosso, ad esempio, ha un apparato radicale molto superficiale, raggiunta un altezza superiore ai 10 metri, il rischio di caduta con sradicamento è molto alto. Viceversa, i Cedrus, avendo apparati radicali che tendono ad approfondirsi, sono piuttosto stabili. Le piante nate da seme o trapiantate molto giovani solitamente sviluppano apparati radicali più stabili. Si deve prestare molta attenzione agli esemplari trapiantati con zolla, specialmente se si tratta di alberi già adulti, l ancoraggio radicale sarà sempre carente e il posizionamento di tutori o tiranti di ancoraggio indispensabile per non avere cadute. Molti alberi ornamentali sono prodotti innestando la varietà interessante su un piede selvatico: il punto d innesto per tutta la vita dell esemplare sarà sempre un luogo critico da controllare con grande cura [ 10 ]. Le dimensioni della chioma giocano un ruolo importantissimo nel determinare il rischio di caduta: maggiore è la superficie della chioma, maggiore sarà la spinta che il vento può esercitare, maggiore il carico di neve. Ridurre le dimensioni della 0090.Capitolo_2_a.indd 96 07/03/22 17:23

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