10   Tappeti erbosi

I tappeti erbosi sono largamente diffusi: per la pluralità di scopi a cui sono destinati e utilizzati, e la diversità di specie botaniche impiegate per la loro costituzione, richiedono una manutenzione costante a livello professionale, dunque anche una competenza specialistica sotto il profilo fitosanitario.
Essi sono soggetti a taglio periodico (salvo casi particolari come quelli costituiti da Dichondra repens) e questo ovviamente provoca ferite che possono favorire l’insorgenza di fitopatie o anche diffondere i patogeni, per contro vengono asportate parti che possono essere ammalorate con riduzione della carica infettiva. Il valore ornamentale delle superfici erbose è rappresentato dalla fittezza e uniformità del manto, e ciò richiede tutta una serie di interventi che oltre alle operazioni di sfalcio, comprende concimazioni, diserbo selettivo, cure fitosanitarie. Le specie impiegate per la costituzione dei tappeti erbosi sono per la grandissima maggioranza graminacee: in base ai parametri climatici che ne influenzano distribuzione geografica e adattabilità, esse vengono distinte in microterme e macroterme. Le prime (caratterizzate da metabolismo C3) entrano in piena vegetazione con temperature di 15-25 °C, le seconde (tipicamente a metabolismo C4) hanno invece un optimum di 27-35 °C. Nei nostri ambienti sono più adatte le microterme; le macroterme hanno meno bisogno di irrigazione, sono più resistenti alla salinità e soffrono meno le malattie, tuttavia soccombono al gelo.
I tappeti erbosi possono andare soggetti a diverse fitopatie di natura abiotica (stress termici, carenze, salinità, ecc.) e biotica (virus, batteri, funghi, insetti), ma le malattie più ricorrenti sono quelle fungine, simili a quelle che colpiscono i cereali.
Vi sono numerosi funghi patogeni del tappeto erboso e altrettante forme di malattia, ma in pratica solo alcuni hanno una certa importanza. Di conseguenza, soltanto alcune malattie vanno considerate primarie e la loro incidenza varia in base anche alle zone climatiche nel mondo.
La suddivisione più semplice che si può fare delle malattie del tappeto erboso è quella in base ai sintomi (a chiazza, a carta geografica, a degrado esteso) e al periodo di comparsa nel corso dell’anno.
Rispetto alla sintomatologia, quelle “a chiazze” comprendono: brown patch (Rhizoctonia solani), pink snow mold (Microdonium nivale), necrotic ring spot (Ophiosphaerella korrae), take all patch (Gaeumannomyces graminis var. avenae), gray snow mold (Typhula spp.); tra le malattie “a carta geografica” si segnala Pythium blight (Pythium spp.); nelle malattie “a degrado esteso” sono incluse dollar spot (Sclerotinia homoeocarpa), read thread (Laetisaria fuciformis). Di queste malattie, rispetto alla stagionalità, quelle tipicamente primaverili (15-25 °C) sono O. korrae e L. fuciformis; quelle che coprono il periodo stagionale più caldo (25/+ °C) comprendendo la tarda primavera e l’inizio autunno, sono G. graminis, R. solani, S. homoeocarpa, Pythium spp.; infine quelle che compaiono tra tardo autunno e fine inverno (sotto i 10 °C) sono M. nivale e Typhula spp.
In relazione all’impiego di prodotti fitosanitari, occorre tenere presente che l’attuale legislazione impone restrizioni al loro uso in aree frequentate dalla popolazione (es. campi da golf [ 98 ]), in questo caso i fungicidi ammessi sono quelli a base di microrganismi (Trichoderma spp., Pseudomonas sp.) e tra i chimici momentaneamente è rimasto solo il prochloraz (altre molecole come propamocarb, penconazolo, pyraclostrobin e tolclofos-metile sono utilizzabili su superfici erbose non pubbliche), mentre come insetticidi sono disponibili solo quelli con Bacillus thuringiensis.

TAPPETI ERBOSI - AVVERSITÀ

 1  Identificazione  Mal del piede (Take all patch) (Gaeumannomyces graminis var. avenae)
Note Si tratta di una malattia a carattere radicale, tipica dei climi temperati e dannosa in particolare su prati con prevalenza di Agrostis sp. I sintomi iniziano a comparire in tarda primavera e consistono in chiazze marroni che possono essere confuse con quelle da Microdochium nivale, il quale però si arresta con l’aumento della temperatura mentre G. graminis continua lo sviluppo per tutta la stagione. Nei tappeti a miscuglio misto la componente ad Agrostis imbrunisce e dirada a favore delle altre specie come Poa e Festuca.
Difesa Si fonda su misure agronomiche atte a evitare ristagni e cambiamenti rapidi di pH.
 2  Identificazione  Necrosi fogliare e marciume (Pythium blight - Pythium root rot) Pythium spp. (P. aphanidermatum, P. graminicola, P. ultimum) div. Oomycota fam. Pythiaceae
Note Sono Pseudofunghi che colpiscono le radici e il colletto, ma anche le foglie, e sono in grado di sopravvivere molto a lungo nel terreno. L’attacco all’apparato radicale provoca inizialmente ingiallimenti e, se l’infezione è forte ed estesa, l’erba muore con manifestazione di larghe chiazze. Si conserva sotto forma di oospore.
Il prato si può presentare ampiamente “pelato”, con vegetazione diradata e stentata. Gli attacchi fogliari sono di notevole entità, con temperature notturne superiori ai 18 °C e con lunghi periodi di bagnatura fogliare. Un elevato contenuto idrico del terreno e un drenaggio scarso comportano gravi attacchi a livello radicale. Le condizioni di pH alcalino del terreno favoriscono l’attacco da parte dei patogeni.
Difesa Per contenere gli attacchi si può utilizzare il propamocarb.

 3  Identificazione  Sclerotinia o macchia a forma di dollaro (Dollar spotSclerotinia homoeocarpa div. Ascomycota fam. Sclerotiniaceae
Note È la più diffusa e comune malattia fungina dei prati ornamentali e sportivi, specie quelli sottoposti a tagli frequenti come il green dei campi da golf. Lo sviluppo del patogeno è favorito da bagnatura leggera (rugiada, piogge lievi, irrigazione) e temperature tra i 15 e i 30 °C, specie se alternate con giorno caldo e notte fresca.
Il patogeno sopravvive come micelio dormiente sulle piante infette, è diffuso da un’area a un’altra dall’acqua, dalle macchine tosaerba e dalle attrezzature in genere, con la suola delle scarpe.
La diagnosi differenziale rispetto alla macchia bruna da R. solani può essere effettuata esaminando le foglie delle piante ancora vive ai margini delle aree necrotizzate: le lesioni sono di colore grigiogiallastro con contorno rosso-marrone e usualmente si allargano a partire dal margine della lamina fogliare producendo una necrosi a forma di clessidra.
Difesa Evitare prolungati periodi di bagnatura fogliare. Favorire la corretta aerazione del tappeto erboso. Condizioni di carenza azotata favoriscono la gravità delle infezioni. Possono essere effettuati trattamenti anticrittogamici con prodotti a base di procloraz.

 4  Identificazione  Macchia necrotica ad anello (Necrotic ring spot) Ophiosphaerella korrae div. Ascomycota fam. Phaeosphaeriaceae
Note Il patogeno vive nel terreno e si sviluppa sulla superficie delle radici delle piante per quasi tutto il periodo dell’erba dei prati (senza provocare sintomi visibili esteriormente), ma quando le condizioni sono favorevoli le attacca direttamente, provocando sofferenza e morte della pianta. I sintomi della macchia ad anello possono presentarsi inizialmente come anelli di colore verde chiaro o paglia.
Sono più suscettibili a questa malattia i tappeti erbosi in condizioni di stress idrico e nutrizionale e alcune specie, quali Poa pratensis, P. annua, P. trivialis e Agrostis spp.
Difesa Possono essere effettuati trattamenti anticrittogamici con prodotti a base di propiconazolo e/o procloraz.

 5  Identificazione  Macchia bruna (Brown patch) Rhizoctonia solani div. Basidiomycota fam. Ceratobasidiaceae
Note Il patogeno è un fungo del terreno piuttosto comune che sopravvive in inverno come sclerozio (pseudosclerozio) o micelio nel suolo e nei residui. In condizioni favorevoli (elevata umidità e alta temperatura) gli sclerozi germinano e producono un micelio fungino ragnateloso che infetta le piante nella parte aerea più prossima al suolo. Sulla base delle foglie si sviluppa un marciume soffice e scuro; le foglie e l’intero fusto possono essere facilmente asportati a mano. La malattia si evidenzia sul tappeto inizialmente con piccole chiazze di colore che va dal giallo al rosso al marrone al paglia quando le foglie stanno per morire. Le chiazze possono espandersi notevolmente.
Difesa Consiste in una corretta tecnica di conduzione del prato, evitando eccessi di bagnatura e di concimazione azotata, mentre un giusto apporto di P e K aiuta a prevenire l’insorgenza della malattia. In caso di trattamenti antifungini la sostanza attiva consigliata è il tolclofos-metile.

 6  Identificazione  Filo rosso (Red thread) Laetisaria fuciformis ord. Basidiomycota fam. Corticiaceae
Note Il fungo sverna come micelio gelatinoso sulle foglie e nei residui infettati. La diffusione degli artroconidi si realizza tramite attrezzature, uomo, animali, acqua e vento. L’infezione avviene per penetrazione del patogeno attraverso aperture naturali delle foglie ospite e si espande rapidamente sul resto della foglia. L’intervallo di temperatura di sopravvivenza di L. fuciformis è compreso tra -20 e +30 °C, con optimum su valori di poco superiori allo zero termico, in condizioni di pioggia o clima umido. La presenza della malattia è segnalata da chiazze molli: e foglie poi muoiono e assumono un aspetto sbiancato-necrotico. In caso di forte attacco sul prato, si evidenziano aree disseccate di forma irregolare, anche estese. Il fungo produce ife filamentose di colore variante tra il rosa-corallo e il rosso-sangue, visibili sugli apici delle foglie. Il filo rosso può dare qualche problema, in particolare sui tappeti erbosi in crescita e soprattutto a livello fogliare.
Difesa Per il controllo si raccomanda di mantenere il pH del terreno intorno a 6,5-7, evitare gli eccessi di bagnatura e assicurare un buon drenaggio, oltre a effettuare corrette concimazioni azotate e potassiche.
In caso di necessità di trattamenti, si possono impiegare fungicidi a base di propiconazolo.

 7  Identificazione  Marciume rosa invernale (Pink snow moldMicrodochium nivale div. Ascomycota fam. Incertae sedis
Note Questo fungo supera le condizioni ambientali sfavorevoli, rappresentate dalle stagioni calde e secche, come micelio dormiente o come spora nel terreno e nei residui. La germinazione delle spore avviene infatti in condizioni di umidità e con temperatura intorno a 16 °C. L’infezione è fogliare e può essere diffusa con macchine, attrezzature, calpestio, acqua e vento.
I sintomi sul tappeto sono rappresentati da chiazze circolari biancastre di diversi cm di diametro e spesso si osserva anche il micelio; con l’evoluzione dell’infezione le aree colpite tendono ad assumere una colorazione vinosa. Il colore rosato, che appare in condizioni di umidità e luce, è dovuto alle fruttificazioni che il micelio fungino genera. Risultano assai suscettibili: Agrostis sp., Poa annua e Lolium perenne.
Difesa Come misure di lotta si consiglia di non concimare nel tardo autunno e di non smuovere manti di neve troppo compatta. Eventuali trattamenti fungini (propiconazolo) vanno eseguiti in autunno.

 8  Identificazione  Marciume grigio delle nevi (Grey snow moldTyphula spp. (T. incarnata, T. ishikariensis) div. Basidiomycota fam. Typhulaceae
Note Il fungo si sviluppa sotto la neve. A seconda dell’altezza di taglio a cui viene mantenuto il prato, i sintomi consistono in chiazze circolari chiare, di una decina di cm o poco più di diametro, mentre se l’erba è più alta esse sono più larghe e di forma indefinita. Le chiazze si allargano sotto lo strato nevoso. Il micelio, di colore grigiastro, è visibile con lo scioglimento della neve, poi scompare e le foglie colpite assumono un aspetto biancoargentato e fragile. Il patogeno si perpetua in forma di sclerozi sui tessuti delle foglie morte.
La malattia può essere dannosa nelle aree soggette a precipitazioni nevose.
Difesa Le misure di controllo sono le stesse riportate per il marciume rosa invernale.

 9  Identificazione  Grillotalpa (Mole cricket) Gryllotalpa gryllotalpa ord. Orthoptera fam. Gryllotalpidae
Note Il grillotalpa vive nel terreno da cui esce solo raramente; si ritiene però sia in grado di volare fino a 8 km nella stagione degli accoppiamenti.
Ha un ciclo di sviluppo biennale: le forme giovanili nate nell’anno superano l’inverno ben approfondite nel terreno, poi nella primavera successiva risalgono verso la superficie e mutano in ninfe; infine diventano adulte in estate. Le femmine sono feconde al terzo anno e ovidepongono in primavera (maggio-giugno). Le uova vengono deposte (circa 200-300 uova per femmina) in nidi terrosi tondi, grandi come una palla da tennis, a 10-20 cm di profondità, con un foro di entrata. Il grillotalpa si nutre un po’ di tutto: larve, insetti terricoli e altri abitanti del terreno, ma anche bulbi e tuberi, scavando complesse gallerie; è attivo soprattutto di notte e nelle giornate nuvolose. Gli adulti si possono trovare fuori delle gallerie in primavera, di notte.
Difesa La lotta è di tipo meccanico e consiste nella distruzione delle ooteche oppure si possono utilizzare esche innescate con insetticida da distribuire in aprile-maggio, in ore serali, dopo una pioggia oppure un’irrigazione, avendo cura di eliminare manualmente gli insetti avvelenati che altrimenti sarebbero mangiati dagli uccelli.

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE