8   Avversità delle piante: siepi, arbusti, rampicanti

    Ceroplaste indiano  Indian soft scale

Fitofago
Ceroplastes ceriferus
• Classificazione
ord. Rhyncota fam. Coccidae

Descrizione Forme fisse (adulto e neanidi): la cocciniglia ha corpo ellittico-rotonteggiante di colore mattone, ed è ricoperta da uno spesso strato di materiale ceroso candido che nella fase di sviluppo di neanide di 3a età presenta dorsalmente un caratteristico cornetto ripiegato in avanti che le conferisce un aspetto a “cappello d’asino” [ 78a ]; l’adulto misura fino a 12 mm, le zampe sono minutissime.
Le femmine non possiedono ovisacco: le uova si trovano alloggiate in una camera ricavata sotto il corpo materno appoggiata sul substrato.
La specie non presenta maschi (solo due sporadiche segnalazioni nel 1923 e 1971).
Neanide: quelle neonate [ 78b ] sono molto piccole e piatte, di colore rugginoso, e costituiscono lo stadio mobile del ciclo di vita di questa cocciniglia, ma già dai primi stadi di sviluppo si fissano e si ricoprono di cera che forma dei raggi (con una cosiddetta forma a “stella” nelle neanidi 1a e 2a età). Uova: sono di forma ovoidale, di colore viola pallido, e hanno un aspetto che richiama quello dei granuli pollinici.
▶ Piante ospiti e distribuzione C. ceriferus è specie ampiamente polifaga: tra i suoi ospiti figurano più di un centinaio di piante ornamentali e diverse piante da frutto. Il ceroplaste indiano è, come dice il suo nome, di origine esotica, ed è stato ritrovato per la prima volta in Italia nel 2001 a Castelnuovo del Garda (VR); negli anni successivi si è irradiato in altre aree dell’Italia centro-settentrionale.
La diffusione della cocciniglia avviene allo stadio di neanide mobile, principalmente per opera del vento che la può trasportare per centinaia di metri; anche gli uccelli e l’uomo possono contribuire alla sua diffusione. È da ritenere che l’insediamento in nuove zone si realizzi attraverso il commercio di materiale vivaistico.

▶ Biologia C. ceriferus svolge una sola generazione all’anno e lo svernamento è sostenuto dagli adulti.
La femmina, molto prolifica (come in generale tutte le specie di questo genere), depone a giugno mediamente un migliaio di uova che maturano in 2-3 settimane con nascite scalari.
Le neanidi mobili migrano sulla pianta ospite alla ricerca di siti idonei e dopo la prima muta si fissano conficcando il rostro nei tessuti della pianta per potersi nutrire.
Seguono gli stadi di neanide di 2a e 3a età, quest’ultima caratterizzata dal cornetto a cappello d’asino, e infine di femmina adulta, che compare ad agosto, il cui rivestimento ceroso non ha più il cornetto ma rimane candido (a differenza del similare ceroplaste del Giappone che invece tende al grigiastro/rosato).
▶ Danni Consistono in sottrazione di linfa con conseguente indebolimento della pianta, ed emissione di melata con possibile formazione di fumaggini che ostacolano la funzione clorofilliana. Il ceroplaste indiano colonizza soprattutto i rametti [ 79 ] a differenza di quello del Giappone che preferisce le foglie (anche questo elemento è di pratica utilità per il riconoscimento e per distinguere le due specie); sulle piante caducifoglie in inverno le colonie spiccano per il loro colore candido.

Difesa La lotta al ceroplaste ceroso si basa su trattamenti con olio minerale estivo (dose 1%) da posizionare a giugno-luglio contro le neanidi mobili che costituiscono la forma più vulnerabile del fitomizo, altrimenti protetto dal rivestimento ceroso. In ragione della scalarità della schiusura delle uova si suggerisce di effettuare 2-3 trattamenti a distanza di una decina di giorni con olio bianco.

    Metcalfa Citrus flatid planthopper

Fitofago
Metcalfa pruinosa
• Classificazione
ord. Hemiptera Homoptera fam. Flatidae

Descrizione Gli adulti assomigliano a farfalline grigie con occhi giallo-arancio [ 80a ], e le ali a riposo sono tenute a tetto spiovente; misurano circa 7-8 mm di lunghezza. Le neanidi [ 80b ] sono bianche, ricoperte di cera e provviste di due pennelli piumosi caudali. Le ninfe conservano i due pennelli posteriori, ma mostrano gli abbozzi alari e il colore da bianco tende al verdino.
▶ Piante ospiti e distribuzione La metcalfa è in grado di attaccare più di 200 specie di piante, sia erbacee che arboree, di cui molte tra quelle impiegate a scopo ornamentale. È orginaria dell’America settentrionale, in Italia è apparsa alla fine degli anni ’70 del Novecento e in capo a una decina di anni ha letteralmente invaso l’Italia settentrionale e centrale. A livello mondiale è diffusa in tutto l’emisfero boreale [ 81 ].

▶ Biologia La metcalfa svolge una sola generazione all’anno e sverna allo stadio di uova riparate nelle screpolature delle piante ospiti. Nei nostri ambienti la schiusa avviene a partire da metà maggio, e durante le prime fasi di vita le neanidi sono poco mobili e restano sulla pagina inferiore della foglia, mentre nel periodo ninfale tendono a spostarsi anche sui rametti per nutrirsi (ma ritornano sulla foglia per la muta) e sono in grado di compiere notevoli balzi se disturbate. Gli adulti fanno la loro comparsa verso giugno e rimangono praticamente immobili qualche giorno per dar tempo ai tegumenti di rinforzarsi; si posizionano in fila lungo i rametti [ 82 ] ma si alzano rapidamente in volo se la vegetazione viene scossa. Gli accoppiamenti avvengono di notte e le uova vengono infisse nelle screpolature delle piante dove trovano riparo per l’inverno.
▶ Danni Il periodo di maggiore dannosità è compreso tra fine primavera-mezza estate, coincidente con la massima presenza di neanidi e ninfe [ 83a ]. I danni sono costituiti, oltre che dalla suzione della ninfa, dagli imbrattamenti cerosi che riducono la funzionalità delle foglie [ 83b ].
Sulle piante ornamentali si ha riduzione dell’accrescimento e deturpamento con conseguente danno commerciale.

Difesa La lotta chimica (es. con spinosad, etofenprox) è difficile per la protezione cerosa e la scalarità di nascite delle neanidi; tuttavia è praticabile e ragionevole in vivaio contro le prime forme giovanili, ma ripetendo i trattamenti a causa della citata scalarità delle nascite. Per il contenimento delle popolazioni di questo parassita animale sono state intraprese iniziative di lotta biologica su vasta scala tramite un antagonista parassitoide [ 84 ], l’imenottero driinide Neodryinus typhlocybae (ordine Hymenoptera, sottordine Aculeata), un parassitoide importato dai luoghi di origine della metcalfa, allevato e poi lanciato nell’ambiente.

    Piralide del bosso Box tree moth

Fitofago
Cydalima perspectalis
• Classificazione
ord. Lepidoptera fam. Crambidae

Descrizione L’adulto è una elegante farfallina con apertura alare intorno ai 40 mm, con capo di color marrone scuro, ali bianche semitrasparenti e leggermente iridescenti con ampia bordatura grigio-marrone [ 85a ]; esiste anche una forma con ali scure (forma melanica).
Le uova sono di colore giallo chiaro e sono disposte in placche di 15-20 elementi sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve delle prime età sono gialle con capo nero [ 85b ]; a maturazione raggiungono 35-38 mm di lunghezza e la colorazione di fondo è giallo-verde con bande longitudinali nere; il capo è nero lucente dotato di un disegno bianco a forma di Y. La crisalide è lunga circa 20 mm, di colore inizialmente verde con un caratteristico disegno geometrico che richiama la livrea larvale, successivamente diventa scura.
▶ Piante ospiti e distribuzione
C. perspectabilis vive sul bosso (la varietà preferita è la rotundifolia) e occasionalmente anche su Pachysandra terminalis (stessa famiglia Buxaceae), una ornamentale impiegata come tappezzante; nei Paese asiatici attacca specie di altre famiglie quali Ilex purpurea ed Euonymus spp. Originaria dell’Asia orientale, è stata segnalata in Germania nel 2007, poi in altri Paesi europei e in Italia nel 2010.

▶ Biologia Nei nostri ambienti svolge tre generazioni all’anno con sfarfallamenti a giugno, agosto-settembre, ottobre. La femmina depone le uova sulla pagina inferiore delle foglie protette da una sorta di bozzolo; le larve sgusciano dopo 48-72 ore e iniziano ad alimentarsi erodendo la superficie della lamina fogliare [ 86a ]. A partire dalla 3a età sono ormai in grado di scheletrizzare l’intera foglia tessendo fili sericei tra il fogliame entro cui continuano l’attività trofica per poi incrisalidarsi dopo la 5ª o 6ª muta [ 86b ]. In Europa centrale, dove la piralide svolge due generazioni, per completare il ciclo larvale e pupale sono necessari 430 gradigiorno e 518 dalla fase di svernamento a quella di stadio adulto (la sommatoria si basa sui “gradi-giorno” - inglese GDD = Growing Degree Days - calcolati come media della temperatura giornaliera a cui viene sottratta la soglia minima, cioè la temperatura sotto la quale la specie non è in grado di svilupparsi). Lo svernamento è sostenuto principalmente da larve di 3a età.
▶ Danni A causa della prolificità e dello sviluppo di più generazioni all’anno i danni sono importanti. Da lontano le siepi sembrano deperite per malattie fungine a causa della presenza di chiazze di fogliame secco in quanto inizialmente le larve si nutrono solo dell’epidermide superiore. Nei casi più gravi le siepi vengono completamente spogliate e il loro recupero, a causa della lenta crescita di questo arbusto, è assai difficile.

Difesa Viene suggerito di impiegare insetticidi biologici (B. thuringiensis kurstaki o aizawai) [ 87a ] per non compromettere l’eventuale presenza di antagonisti, ed eventualmente insetticidi chimici a rapida azione per contatto e ingestione (piretro, spinosad) [ 87b ] in caso di forte infestazione iniziale. Per uso hobbistico è in commercio una trappola (vedi licenide dei gerani).

    Scolitide nero dei rametti Black twig borer

Fitofago
Xylosandrus compactus
• Classificazione
ord. Coleoptera fam. Curculionidae

Descrizione Adulto: la femmina ha corpo massiccio di forma cilindrica, di colore marrone scuro o bruno lucente, con lunghezza di poco meno di 2 mm [ 88a ]; il maschio è molto più piccolo (circa la metà della femmina) Larve: sono apode, di color bianco crema con capo color marrone chiaro, lunghe un paio di millimetri [ 88b ]. Uova: sono di forma ovoidale, bianche, molto piccole (0,5 mm).
▶ Piante ospiti e distribuzione X. compactus è una specie largamente polifaga e può attaccare oltre 200 piante arbustive e anche legnose, e tra quelle coltivate è temuto in particolare su caffè, cacao, thé, avocado, mango. È originario dell’Asia sud-orientale, ma ormai diffuso in gran parte delle aree del globo a clima tropicale o sub-tropicale e in particolare in Africa [ 89 ].

▶ Biologia Pur essendo molto dannosi, gli insetti della sottotribù Xileborini - di cui fa parte X. compactus - hanno una biologia molto affascinante. Tale gruppo è rappresentato da specie cosiddette xilomicetofaghe, cioè che vivono entro gallerie scavate nel legno dove introducono spore di funghi, che trasportano in speciali tasche [ 90 ], tali funghi, disgregando e metabolizzando i tessuti legnosi, producono nutrienti per gli insetti (in inglese sono detti ambrosia beetle = coleotteri dell’ambrosia in quanto i funghi appartengono ad alcuni generi, tra cui in particolare Ambrosiella [ 91 ]).
Le femmine di X. compactus scavano gallerie materne nei rametti (partendo dal lato meno esposto) dopo aver praticato un forellino di circa 0,8 mm di diametro; esse penetrano dapprima ortogonalmente e attraversano corteccia, floema e xilema fino ad arrivare al midollo, quindi procedono a scavare lungo l’asse del rametto realizzando la galleria materna dove viene dapprima disseminato il fungo simbionte, e una volta che esso si è sviluppato vengono deposte le uova.
La maturazione delle uova richiede 4-6 giorni e lo sviluppo delle larve passa attraverso tre mute e termina con l’impupamento: l’intero ciclo si realizza in un intervallo di tempo di 27-40 giorni; durante tale periodo la femmina rimane con la prole. Le femmine non fecondate producono uova aploidi che genereranno maschi aploidi (è il motivo per cui sono più piccoli delle femmine), il cui numero percentualmente è molto basso. Gli adulti emergenti inizialmente sono di color nocciola chiaro, ma in capo a pochi giorni i tegumenti si consolidano, il colore diventa scuro e gli insetti sono pronti a riprodursi.
La copula avviene all’interno delle gallerie, e solo dopo la fecondazione le femmine fuoriescono per cercare nuovi siti dove potersi insediare, volando attivamente e facendosi anche trasportare dal vento, tuttavia da noi sembra che preferiscano, almeno su siepi di lauro, colonizzare altri rametti della stessa pianta o di quelle vicine.
Si ha motivo di ritenere che questa specie compia in Italia 2-3 generazioni all’anno e che lo svernamento sia sostenuto da adulti inattivi all’interno delle gallerie [  92   93  ].
▶ Danni L’attacco di X. compactus causa disseccamenti più o meno estesi con danni anche rilevanti sulla produzione nelle colture da reddito o estetici nelle piante ornamentali. Questo insetto è inserito in liste di allerta di Organismi fitosanitari nazionali e di macro-aree ma non ancora nella EPPO (European Plant Protection Organization).

Difesa
Il controllo di questo fitofago è assai problematico per il fatto che trascorre la maggior parte del suo ciclo di vita riparato nelle gallerie all’interno dei rametti e quindi non è raggiungibile da insetticidi, pertanto la lotta diretta con biocidi può essere realizzata solo quando le femmine fecondate fuoriescono alla ricerca di nuove sedi, impiegando molecole che assicurino una forte azione per contatto e buona capacità residuale in modo da prolungare il periodo di copertura. Per il monitoraggio dei voli si possono impiegare trappole di tipo multifunnel innescate con etanolo [ 94 ]. Sono utili interventi di tipo agronomico che consistono nell’asportazione e bruciatura delle parti infestate e in concimazioni fogliari per favorire la ripresa vegetativa delle piante attaccate.

SIEPI, ARBUSTI, RAMPICANTI - ALTRE AVVERSITÀ

 1  Identificazione  Virus della maculatura necrotica dell’Impatiens INSV (Impatiens Necrotic Spot Virus) fam. Bunyaviridae
Note Si tratta di un virus del gruppo dei Tospovirus, cui appartiene anche TSWV, del quale abbiamo accennato a proposito del tripide Frankliniella occidentalis, suo vettore di trasmissione insieme a Frankliniella schultzei e Frankliniella intonsa. In effetti questi due virus sono strutturalmente simili (forma sferoidale pleomorfica, genoma a RNA a singolo filamento), vengono entrambi trasmessi da F. occidentalis, talvolta assieme, e anche il tipo di danno è analogo. INSV è stato rilevato su un gran numero di ospiti. La sintomatologia può variare in relazione all’ospite e al suo stadio di sviluppo: sugli ibridi di Impatiens New Guinea essi sono rappresentati da decolorazioni alla base delle foglie o macchie marroni, ma si possono manifestare anche maculature anulari concentriche, imbrunimenti degli steli e rotture di colore sui fiori. La diagnosi di routine si basa su metodiche sierologiche. INSV provoca perdite apprezzabili nella produzione di una gran varietà di piante ornamentali in serra, laddove sia presente il suo vettore; peraltro è stato spesso rilevato anche all’aperto, in colture ortive.
Difesa La lotta contro questa virosi si realizza attuando alcuni accorgimenti: la rimozione e la distruzione delle piante infette; il controllo in serra e attorno alle serre delle malerbe su cui può vivere il vettore F. occidentalis (anche F. schultzei e F. intonsa); il monitoraggio della presenza del tripide con trappole cromoattrattive di colore blu è seguito da eventuali trattamenti insetticidi, alternando i principi attivi come strategia antiresistenza.
 2  Identificazione  Wisteria vein mosaic virus (WVMV) Phylum Pisuviricola fam. Potyviridae
Note I sintomi più caratteristici di questa virosi sono lo schiarimento delle venature e attorno a esse la comparsa di screziature e macchie a mosaico, di colore giallo e di grandezza e forma irregolari; a volte si osservano alterazioni morfologiche (distorsioni, rugosità). Il virus rimane stabilmente nella pianta infetta; si trasmette per via meccanica o attraverso l’innesto, ma non è esclusa la possibilità che venga trasferito da pianta ammalata a pianta sana con gli attrezzi da potatura. Il danno solitamente è limitato all’aspetto estetico.
Difesa Non esistono cure per le piante infette da questo virus.

 3  Identificazione  Entomosporiosi della fotinia (Photinia leaf spots) Entomosporium mespili ord. Ascomycota fam. Dermateaceae
Note Entomosporium mespili è un patogeno che ha una cinquantina di piante ospiti, tra cui la fotinia e il nespolo da cui prende il nome di specie.
I sintomi su fotinia consistono in macchioline che nelle fase iniziale sono di colore purpureo su entrambe le facce delle foglie, poi invecchiando aumentano di dimensione fino a 3-4 mm di diametro con centro grigio, e alone rosso-violaceo scuro. Il patogeno fruttifica per mezzo di acervuli, che appaiono come corpiccioli scuri nella zona centrale della maculatura e che rilasciano conidi di aspetto caratteristico. La malattia colpisce essenzialmente le foglie (qualche volta anche i piccioli e i giovani germogli); l’infezione grave provoca filloptosi.
Difesa Risulta efficace l’applicazione di fungicidi sistemici a largo spettro (es. tebuconazolo) mediante irrorazioni fogliari.

 4  Identificazione  Mal bianco del glicine (Wisteria powdery mildew) Oidium sp. div Ascomycota fam. Erysiphaceae
Note Malattia segnalata in Italia nel 2005, i cui sintomi potrebbero essere confusi con quelli provocati da altri patogeni quali gli agenti delle maculature fogliari (es. Phyllosticta wistariae): ciò perché in questo mal bianco le ife sono rade, perciò le efflorescenze biancastre tipiche di questo fungo sono scarsamente visibili, almeno a un primo controllo superficiale.
Attualmente di questo oidio non è stato possibile effettuare una classificazione in Italia, mentre in altri Paesi, attraverso la diagnosi molecolare è stato attribuito a Erysiphe alphitoides.
Il patogeno causa imbrunimenti di forma irregolare, circondati da un alone clorotico, su entrambe le pagine della foglia; il micelio è riscontrabile solo sulla pagina superiore.
I mal bianchi appaiono in rapida diffusione (forse ciò è in rapporto col cambiamento climatico) e sono tra le malattie emergenti nel settore floro-vivaistico: diverse infatti sono le specie sulle quali sono stati osservati negli ultimi anni (es. azalea, stella di natale, ortensia, petunia, salvia, verbena).
Difesa In caso di forte attacco si può ricorrere a antioidici consentiti sulle ornamentali.

 5  Identificazione  Cocciniglia dell’evonimo (Euonymus scale) Uniaspis euonymi ord. Hemiptera Sternorrhyncha fam. Diaspididae
Note Uniaspis euonymus presenta un forte dimorfismo sessuale: le femmine adulte hanno un aspetto piriforme e il follicolo è di colore marrone, mentre nei maschi è bianco, a forma di astuccio segnato da tre rilievi longitudinali; la lunghezza in entrambi è di circa 1,5 mm e il colore effettivo del corpo, previa rimozione del follicolo, è più o meno giallo (così come nelle neanidi mobili).
Una particolarità anatomica presente nei maschi dei diaspini è una struttura chiamata diamond-shaped sensilla (anello di sensilli a forma di diamante): in U. euonymi i sensilli sono a forma di campana in numero di 5, e si ritiene siano deputati alla propriocezione durante gli spostamenti.
Il ciclo vitale prevede la deposizione e la schiusura in tarda primavera delle uova prodotte dalla femmina svernante, a cui segue un rapido insediamento delle neanidi; nel corso dell’anno si succedono due generazioni in estate e in autunno (nelle zone climatiche più miti può essercene una in più; sono possibili sovrapposizioni tra le generazioni).
L’infestazione causa perdita di vigore della pianta, ingiallimenti e caduta delle foglie; attacchi particolarmente pesanti possono essere letali. Questa specie ha come ospite largamente preferenziale l’evonimo giapponese.
Difesa Il trattamento con olio bianco va eseguito nel periodo invernale e può essere sufficiente per un controllo effettivo; diversamente, alla ripresa è possibile ricorrere a insetticidi attivi per contatto/sistemici con timing rapportato alla schiusura delle uova e quindi allo scopo di eliminare le forme giovanili, conviene bissare il trattamento con intervallo di 7-10 giorni (o in relazione al tempo di persistenza del prodotto).
In caso di grave infestazione conviene potare a terra gli arbusti e trattare a titolo preventivo i nuovi germogli. Negli USA è stata sperimentata la lotta biologica con lanci di Chilocorus kuwanae, un piccolo coccinellide di origine coreana.

 6  Identificazione  Cocciniglie a elemetto (Wax scales) Ceroplastes spp. ord. Hemiptera sternorrhynca fam. Coccidae
Note Il termine comune di “cocciniglia a elmetto” si riferisce al fatto che le specie del genere Ceroplastes, afferente alla famiglia Coccoideae, sono provviste nelle femmine adulte di una protezione cerosa dorsale che nella forma richiama quella degli elmetti militari della 2a guerra mondiale (le neanidi invece assomigliano a stelline). Tale scudo si compone di placche disposte a raggiera (6-8, di cui una frontale e una caudale) attorno a una centrale; al centro delle piastre vi è una depressione ombelicale, da cui sporge uno sbuffo ceroso; il colore dello scudo varia dal bianco al grigio chiaro al rosato. In Italia sono presenti diverse specie di Ceroplastes (C. floridensis, C. japonicus, C. rusci, C. sinensis, C. ceriferus) che vivono a spese di piante arboree e arbustive, tra cui l’alloro, con distribuzione tendenzialmente diversificata lungo la Penisola a seconda della specie. Nei nostri ambienti presentano solitamente una sola generazione all’anno (C. floridensis due) e, a seconda della specie, svernano allo stadio di femmina immatura o adulta oppure di neanide di II o III età; la riproduzione può essere di tipo partenogenetico o per fecondazione.
Difesa Il controllo si ottiene intervenendo alla nascita delle neanidi con olio bianco da ripetere, specie in caso di forte infestazione, a distanza di 10-12 gg per coprire l’arco di tempo delle nascite.

 7  Identificazione  Psilla dell’alloro (Bay sucker) Lauritrioza alacris ord. Hemiptera fam. Triozidae
Note Questa psilla vive soprattutto sull’alloro. Con la ripresa vegetativa le femmine, dopo essere state fecondate, provocano (tramite punture) un piccolo arrotolamento del margine del lembo fogliare entro il quale depongono le uova in piccoli gruppi. Le neanidi nascono in capo a una decina di giorni e si sviluppano inizialmente nel luogo di ovideposizione, alimentandosi con punture che provocano la formazione di una specie di galla, che volge al bruno-rossastro, riempita di melata e secrezioni cerose entro cui esse sono immerse. Successivamente si spostano sulla pagina inferiore delle foglie per completare lo sviluppo. Nel corso dell’anno si possono avere 4-5 generazioni.
Le foglie vengono rovinate dalle pseudogalle e dagli imbrattamenti. Sui germogli si ha deformazione e arresto di sviluppo.
Difesa In caso di forte infestazione si può intervenire con piretro.

 8  Identificazione  Afide dell’oleandro (Oleander aphid) Aphis nerii ord. Hemiptera fam. Aphididae
Note Si ritiene che il ciclo vitale di questo afide sia di tipo analociclo; non sono note forme sessuate, ma solo generazioni partenogenetiche. Le colonie si addensano sui germogli e sui bottoni fiorali.
I danni consistono in disseccamenti delle parti attaccate.
Difesa All’occorrenza si può intervenire con piretrine o aficidi adatti al giardinaggio (azadiractina, sulfaxaflor).

 9  Identificazione  Cecidomia del bosso (Miner boxus leaf) Monarthropalpus buxi ord. Diptera fam. Cecidomyiidae
Note La cecidomia associata al bosso si chiama Monarthropalpus buxi; è un minuto dittero (2-3 mm) di color arancione che vive da adulto solo pochi giorni, tra maggio e giugno, periodo in cui si possono veder svolazzare sciami di questi moscerini. Le uova vengono deposte sulla pagina inferiore delle foglie e le larve neonate si insinuano sotto l’epidermide formando una sorta di galla.
Difesa Il controllo si basa su trattamenti con insetticidi sistemici (es. sulfaxaflor); l’irrorazione va eseguita alla prima comparsa degli adulti con un paio di trattamenti distanziati di 14 giorni per coprire il periodo di sfarfallamento e deposizione delle uova che ha un arco temporale di diverse settimane.

 10  Identificazione  Argide del Berberis (Southern red mite) Arge berberidis ord. Hymenoptera fam. Argidae
Note Arge berberidis è una vespa lunga meno di 1 centimetro di colore nero bluastro e ali marroni. Anche le larve raggiungono a maturità 1 cm di lunghezza; hanno corpo di colore grigio chiaro con macchie gialle mentre il capo è bruno, sono sprovviste di peli ma portano piccoli tubercoli neri. Gli adulti volano da giugno ad agosto e la femmina depone le uova in gruppetti sulla pagina inferiore della foglia. A. berberidis è dannosa allo stadio di larva: questa si nutre infatti del fogliame e ha comportamenti gregari, quindi le infestazioni possono portare a defogliazioni anche importanti su piante del genere Berberis e Mahonia.
Difesa Intervenire tempestivamente con insetticidi di contatto contro le larve.

 11  Identificazione  Acari del bambù (Bamboo spider mite) Stigmaeopsis nanjigensis (e altre specie di tetranichidi) ord. Acarina fam. Tetranichidae
Note Tra i parassiti del bambù vi sono gli acari tetranichidi che nei Paesi di origine possono rappresentare un serio problema, come in Cina, dove il bambo viene coltivato per la produzione di materiale per mobili e impalcature. In Europa, dove alcune specie di bambo (Phyllostachys spp.) sono invece impiegate per scopi ornamentali, la presenza di questi ragnetti è stata per fortuna riscontrata solo occasionalmente; tuttavia il loro attacco diminuisce il valore estetico della pianta. In Italia, ad esempio, è stata accertata la presenza di S. nanjigensis nel 2007 nei bambù del Giardino Botanico di Padova, benché non ci fossero state nuove piantumazioni da oltre cinquant’anni; successivamente è stata riscontrata in altre parti del Veneto e a Ventimiglia (IM).
Altre specie presenti in Europa sono S. celarius (presente da diversi anni in vari Paesi), mentre di S. longus, originario del Giappone, c’è stata una prima segnalazione in Olanda nel 2020. I sintomi dell’infestazione si osservano sul dorso delle foglie in forma di chiazze sbiancate. Il ciclo di S. nanjingensis prevede lo svernamento da parte delle femmine adulte, le quali iniziano le ovodeposizioni a febbraio; in aprile le nuove generazioni si insediano formando nidi di ragnatela sulle giovani foglie. Queste ragnatele sono filate dalle femmine e servono per proteggere le nuove ovature e lo sviluppo della progenie che si nutre rimanendo sotto la tela (le deiezioni vengono accumulate su un lato in modo che lo spazio dove vivono gli acari rimanga pulito).
Nei mesi più caldi la popolazione decresce e i ragnetti entrano in pausa (estivazione), mentre un nuovo picco si osserva verso l’autunno.
Un altro tetranichide di cui è stata segnalata la presenza in Italia si chiama Aponychus corpuzae.
L’attività trofica di questi acari porta a una riduzione degli zuccheri e della clorofilla con conseguente deperimento del bambù e perdita di foglie.
Difesa Nei luoghi di origine (foreste del bambù chiamato ‘moso’, apprezzato da noi per la produzione di parquet, pannelli e rivestimenti da esterni), S. nanjingensis è controllato specificatamente da un acaro fitoseide predatore (Typhlodromus bambusae) il quale ha la capacità di penetrare nei nidi sericei della sua preda.

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE