5   Piante bulbose e rizomatose: avversità

    Fusariosi del bulbo Wilt of tulip

Agente causale
Fusarium oxysporum f.sp. tulipae
• Classificazione
div. Ascomycota fam. Nectriaceae

Descrizione La fusariosi si manifesta tipicamente come una tracheomicosi: il danno è a carico dei tessuti vascolari dove il patogeno si insedia, con conseguente interferenza sul trasporto della linfa; ne consegue un patimento generale della pianta. Sulle bulbose si ha ingiallimento fogliare a partire dalle parti più distali, e progressivo avvizzimento; si può inoltre osservare una riduzione della crescita e un ripiegamento verso il basso delle foglie. Sui bulbi di tulipano la presenza del patogeno è riconoscibile da alterazioni e marciumi che emanano un odore aspro; altri segni caratteristici che si possono riscontrare e dovuti alla produzione di etilene generata dall’attività del patogeno sono: l’apertura dell’apice e l’emissione di gomme [ 68 ].
▶ Piante ospiti e distribuzione Fusarium oxysporum è un agente di malattia molto diffuso e in grado di provocare danni importanti su moltissime colture comprese quelle da fiore (in Italia è segnalato su oltre 30 floricole coltivate). Questo patogeno si differenza in varianti sub-specifiche specializzate in rapporto all’ospite (f.sp. = forma specialis): ad esempio quello che colpisce il crisantemo, la margherita e la dimorfoteca si chiama F. oxysporum f.sp. chrysantemi, quello del garofano F. oxysporum f.sp. dianthi, quello della lavanda F. oxysporum f.sp. lavandulae, quello del tulipano F. oxysporum f.sp. tulipae. La distribuzione di Fusarum oxysporum f.spp. è mondiale [ 69 ].

▶ Diagnostica Il patogeno cresce facilmente su terreno di coltura [ 70a ] producendo caratteristici conidi di due tipi: micro- e macro-conidi (questi ultimi sono plurisettati, di forma allungata e tendente al falciforme, con apici leggermente uncinati [ 70b ] ).
▶ Biologia ed epidemiologia Fusarium oxysporum f.sp. tulipae è un fungo che vive nel terreno e nei residui vegetali. Lo sviluppo del patogeno è favorito da temperature non inferiori a 15 °C. In campo il fungo penetra attraverso le radici e colonizza la porzione basale del giovane bulbo.
▶ Danni I bulbi malati mostrano crescita stentata ed entro poche settimane le foglie ingialliscono. Le piante generalmente muoiono prima della fioritura.
La parte basale del bulbo e le radici si decompongono assumendo un colore grigio opaco.
Il decadimento si estende alle scaglie del bulbo e allo stelo. La malattia è diffusa e assume una certa gravità su alcune cultivar di tulipani; si verifica principalmente in magazzino.

Difesa Impiego di materiale sano, concia dei bulbi con miscele di fungicidi (benzimidazoli + procloraz). In Italia, su gladiolo questo sistema combinato con trattamento termico a 50 °C per 30-60 minuti (vd. anche ‘Nematode del bulbo’) ha fornito ottimi risultati terapeutici. Una recente e innovativa strategia difensiva contro le tracheofusariosi in generale è data dall’impiego di terreni denominati “Fusarium-repressivi”, nei quali si trovano funghi saprofiti sempre del genere Fusarium ma che mostrano una azione competitiva verso quelli patogeni. Altre forme di lotta contro la fusariosi sono la disinfezione del terreno con vapore surriscaldato o fumiganti.

    Nematode del bulbo e dello stelo Stem and bulb nematode

Parassita
Ditylenchus dipsaci
• Classificazione
Phylum Nematoda fam. Anguinidae

Descrizione Il nematode ha dimensioni, sia nel maschio che nella femmina, di 1-2 x 0,02 mm.
▶ Piante ospiti e distribuzione D. dipsaci ha come ospiti oltre 450 differenti specie di piante, tuttavia è presente in più di 20 razze biologiche ognuna delle quali ha un novero limitato di ospiti: le più polifaghe sono quelle associate a riso, avena e cipolla, al contrario sembrano essere più specifiche quelle che attaccano l’erba medica, il trifoglio e la fragola. La razza che si rinviene sul tulipano è comune anche su narciso [ 71 ], mentre quella specifica per quest’ultima pianta non attacca il tulipano.
La diffusione di questo parassita è mondiale, con preferenza per le aree a clima tropicale e subtropicale.

Biologia Questo nematode è un endoparassita migratorio che vive sui tessuti parenchimatici di steli e bulbi provocando la rottura delle pareti cellulari. Esso penetra attivamente nella pianta per poi spostarsi perforando le pareti cellulari, producendo cavità nei tessuti e deformazioni visibili anche dall’esterno. La durata del ciclo vitale è influenzata dalla temperatura, e a 15 °C si compie in una ventina di giorni.
Gli attacchi sono favoriti da temperature fresche e condizioni di umidità. La diffusione si realizza attraverso materiale infestato, mentre in campo è favorita dallo scorrimento delle acque piovane. È stata dimostrata la contaminazione anche attraverso il seme.
▶ Danni L’attività trofica del nematode causa rigonfiamenti e distorsioni degli organi aerei, necrosi o marciume su quelli sotterranei; questi ultimi fenomeni possono verificarsi anche durante lo stoccaggio a freddo di bulbi e tuberi.
I bulbi ammalorati presentano macchie grigiastre o marroni di aspetto spugnoso, sono più leggeri e internamente hanno una consistenza farinosa.

Difesa È possibile una disinfestazione preventiva mediante immersione in acqua calda. Il trattamento per mezzo di questa tecnica deve tener conto della circostanza che questi nematodi non sopravvivono a temperature di 47 °C, ma che una temperatura di oltre 45 °C è dannosa per i bulbi: il protocollo migliore consiste in un pretrattamento dei bulbi in acqua a 33 °C per una settimana seguito dall’immersione per 4 ore a 47 °C. La difesa in campo prevede la disinfezione del terreno. A livello amatoriale viene suggerito di seminare tagete laddove vi siano stati tulipani o altre bulbose da fiori: il tagete rilascia infatti, attraverso le radici, essudati contenenti sostanze biocide (tra cui in particolare: alpha-terthienyl) nei confronti dei nematodi. È buona pratica impiegare materiale certificato esente dal nematode.
Il parassita è inserito nella lista di quarantena EPPO A2.

    Criocera delle liliacee Scarlet lily beetle

Fitofago
Lilioceris lilii
• Classificazione
ord. Coleoptera fam. Chrysomelidae

Descrizione Il crisomelide è un vistoso insettino lungo 6-8 mm, di colore rosso dorsalmente, mentre capo, ventre e appendici sono neri [ 72a ]. Le uova hanno forma sub-cilindrica con apici affusolati e inizialmente sono di colore aranciato [ 72b ]. Le larve sono di color giallastro, con capo e zampe scure, e ricoperte di residui escrementizi.
▶ Piante ospiti e distribuzione
L. lilii predilige il giglio, ma vive anche su mughetto ed emerocallide.

▶ Biologia La criocera supera l’inverno come adulto, nel suolo o in altri occasionali ripari, per riprendere l’attività a marzo. Dopo un primo periodo di alimentazione si accoppia e le femmine depongono le uova, fino a 400 per stagione, sulla pagina inferiore delle foglie in gruppetti fino a una decina elementi.
Il periodo di incubazione è di 7-8 giorni e le larve crescono per una quindicina di giorni erodendo le foglie, successivamente si interrano e si impupano in una cella terrosa. La seconda generazione compare in estate.
▶ Danni Gli adulti sforacchiano le foglie [ 73 ], mentre le larve divorano foglie e parti della corolla.

Difesa In caso di forte infestazione si può intervenire con insetticida attivo per contatto e ingestione (spinosad, piretro). Contro le larve risulta utile l’impiego di Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki.

PIANTE BULBOSE E RIZOMATOSE - ALTRE AVVERSITÀ

 1  Identificazione  Stagonosporiosi dell’amarillide (Hyppeastrum red fire) Peyronellaea curtisii - div. Ascomycota fam. Didymellaceae
Note La malattia in inglese è chiamata red fire (fuoco rosso) in quanto si manifesta su tutte le parti dell’amarillide con macchie di colore appunto rosso-fuoco, presenti anche sui bulbi. Il fungo patogeno, Peyronellaea (= Stagonospora) curtisii, è attivo specialmente in condizioni ambientali di frescoumido e si trasmette con i bulbi infettati. Sono soggetti alla fitopatia altre specie di Amaryllidaceae, in particolare Narcissus.
Difesa Il controllo di questa malattia è difficoltoso, per cui spesso è preferibile eliminare la pianta infettata. Sui bulbi sintomatici viene suggerito di togliere e distruggere la tonaca esterna e immergerli quindi per un’ora in una soluzione all’1% di ipoclorito, lasciandoli poi asciugare se vanno stoccati; se invece il bulbo è in attività vegetativa può essere d’aiuto l’applicazione fogliare di fungicidi sistemici a largo spettro. La principale fonte di inoculo del patogeno è costituita dai bulbi dormienti contagiati; in campo la diffusione avviene per via aerea a mezzo di conidi.
 3  Identificazione  Mosca dell’iris (Onion maggot) Hylemia servadeii - ord. Diptera fam. Anthonomyiidae
Note L’adulto di Hylemya servadeii è una piccola mosca di 7 mm di lunghezza, di colore complessivamente scuro e dorso grigiastro; le larve sono bianchicce, apode, di 5-7 mm.
Questa mosca è legata elettivamente all’iris di cui danneggia i bottoni fiorali e talvolta lo stelo. La femmina produce con l’ovidepositore delle piccole ferite sui bocci entro cui depone le proprie uova in gruppetti di 6-8 elementi: dopo una incubazione di alcuni giorni nascono le larve che si alimentano dei primordi degli organi fiorali causando marcescenza del boccio; a volte le larve scavano anche nel midollo dello stelo. Il danno, specie nella varietà a fioritura precoce, può essere importante. Questa mosca svolge un solo ciclo nel corso dell’anno: gli adulti fanno la loro apparizione a inizio primavera (marzo-aprile), vivono per circa 4-5 settimane nutrendosi di sostanze zuccherine e accoppiandosi più volte; le larve giungono a maturità verso l’inizio di maggio e si lasciano cadere a terra dove si impupano a poca profondità.
Difesa Si può cercare di limitare gli attacchi impiegando vaschette-trappola di colore bianco riempite di acqua saponata; si raccomanda di raccogliere e distruggere i fiori colpiti allo scopo di diminuire il livello della popolazione. È bene controllare e ripulire i rizomi, in occasione del loro sradicamento e divisione, e il terreno circostante in quanto le pupe si trovano solitamente attorno al piede degli iris colpiti.

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE