APPROFONDIMENTO 2

Aspetti macro e microscopici delle malattie fogliari della rosa

Le più frequenti malattie fogliari delle rosa nei nostri ambienti sono la macchia nera, il mal bianco, la ruggine; si possono poi riscontrare la peronospora, l’antracnosi.
La peronospora è forse quella potenzialmente più distruttiva, ma la sua presenza in Italia è attualmente meno ricorrente (intorno agli anni ’70 del secolo scorso causò invece gravi danni alle coltivazioni in serra del Ponente Ligure, all’epoca molto diffuse e importanti), e può essere confusa con la macchia nera in quanto i sintomi sono alquanto variabili.
Infatti può manifestarsi con macchiette necrotiche, solitamente angolose e con alone violaceo, ma anche con maculature ampie di colore bruno sulla pagina superiore, o a volte in forma di punteggiature scure internervali, infine può causare una devastazione fulminante di foglie e germogli.
Come nella caratteristica delle peronospore, il patogeno evade dagli stomi sulla pagina inferiore in forma di una sorta di lievissima muffetta, e certamente questo aspetto è quello più significativo dal punto di vista diagnostico (tale evasione si può forzare tenendo il campione in camera umida). Microscopicamente tale muffetta si risolve in ife ramificate (sporangiofori) portanti gli sporangi.
L’agente eziologico della macchia nera è un fungo ascomicete che si presenta sulla foglia nell’anamorfo Marssonina rosae.
Le macchie compaiono sulla pagina superiore delle foglie, con una forma per lo più tondeggiante, ma non ben definita e con un contorno che appare sfrangiato; il patogeno ha uno sviluppo subcuticolare e intercellulare con austori che penetrano all’interno delle cellule; sulle macchie maturano dei minuti corpiccioli scuri erompenti (acervuli) e grattando e osservando a fresco su vetrino si possono facilmente vedere i caratteristici conidi.
Il mal bianco è l’avversità più facile da diagnosticare in quanto si presenta come una sorta di polvere farinosa. Lo sviluppo del patogeno è ectofitico e al microscopio sono visibili a fresco i conidi.
Anche la ruggine della rosa (Phragmidium tuberculatum) è facilmente diagnosticabile in campo. Il patogeno forma delle pustole, appunto di color rugginoso, ben evidenti nella pagina inferiore, che nel tempo evolvono producendo due tipi di spore: inizialmente di color aranciato (*uredospore) destinate a diffondere il fungo, e successivamente più scure (teliospore) che rappresentano la forma di svernamento del patogeno.
Una maculatura che a volte si può riscontrare e che si presenta in forma di macchie tonde con centro grigio chiaro e contorno violaceo, è dovuta a Elsinöe (= Sphaceloma) rosarum, descritta per la prima volta nel 1881 da Passerini in Italia; all’aspetto è assai simile a quella provocata da Cercospora rosarum, per cui l’identificazione sicura si base sull’esame microscopico dei propaguli prodotti dalle fruttificazioni fungine (acervuli) che si generano all’interno della macchia.

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE