4   Classificazione e governo dei boschi

La gestione sostenibile dei boschi consente la creazione di reddito per gli operatori e di conservare gli habitat. Un bosco ben governato costituisce una importante risorsa per il territorio, permette inoltre di prevenire gli incendi e di ridurre il rischio di dissesto idrogeologico. 
Boschi, foresta, selva (termini equiparati) sono associazioni di alberi, arbusti, erbe, funghi, alghe, licheni classificati come di seguito. 
• In base alla specie
bosco misto: quando è formato da due o più specie, la predominante è detta principale e le altre secondarie; 
bosco puro: costituito da una sola specie che a maturità occupa almeno il 90% della superficie. 
• In base all’età delle piante
coetanei: le piante hanno tutte la stessa età essendo state messe a dimora contemporaneamente; 
disetanei: le piante hanno età diverse. 
• In base alle caratteristiche del legno
specie dure: quando il legno stagionato ha densità superiore a 0,6-0,7 kg/m3 (faggio [ 52a ], querce, frassino, robinia, noce); 
specie tenere: quando il legno stagionato ha densità inferiore a 0,55 kg/m3 (salice, pioppo, ontano, pino strobo). 
• In base al modo in cui il bosco si rinnova
sessualmente per seme: è il sistema riproduttivo che garantisce il mantenimento della biodiversità. La produzione di seme inizia presto per alcune specie (a partire dall’età di 10 anni per ontano, pioppo, robinia), più tardi per altre (a 40 anni per gli abeti), aumenta con l’età ed è soggetta a forti variazioni annuali. L’annata di produzione più abbondante è detta “pasciona”. 
agamicamente per gemma: si basa sulla facoltà delle latifoglie di emettere polloni dalle radici, dai fusti e dai rami a partire da gemme avventizie o dormienti. L’attività pollonifera è intensa nelle piante giovani e diminuisce fino ad annullarsi nelle piante vecchie e senescenti. 
• In base alla forma di governo
ceduo: bosco che si riproduce per via vegetativa mediante l’emissione, dopo il taglio, di nuovi fusti (detti polloni) dalle gemme basali. Le conifere (abeti, pini, larice) non possono rinnovarsi per ceduazione. È un bosco caratterizzato da intervalli tra i tagli (turni) di 5-20 anni in modo da ottenere assortimenti di piccolo diametro, facili da tagliare, utilizzati per legna da ardere o pali; 
fustaia: bosco formato da piante di alto fusto a tronco unico nate da seme o anche originate da singoli polloni di ceppaie [ 52b ] rilasciati dopo il taglio, il primo impianto può essere eseguito per seminagione o per piantagione, successivamente la fustaia si può rinnovare utilizzando le piantine nate dai semi delle piante precedenti. È un bosco a ciclo lungo, tra i 50 e i 150 anni, gli abbattimenti e l’esbosco richiedono mezzi meccanici potenti, fornisce legname da opera (travi, assi per la falegnameria); 
ceduo composto: bosco puro o misto in cui coesistono ceduo e fustaia 

     Forme di governo e trattamento del bosco
Le diverse forme di governo possono essere sottoposte a diverso trattamento, a seconda del metodo seguito nell’utilizzazione del bosco. 
Ceduo Si distingue in: 
• ceduo semplice: quando il bosco è costituito soltanto da polloni (si tratta di un caso poco frequente); 
• ceduo matricinato: sono boschi cedui in cui al momento del taglio si lasciano piante, dette matricine (20-30/ ha), destinate a produrre seme per il rinnovo del bosco [ 53 ]. Le matricine restano in piedi per due turni, in modo da consentire fruttificazioni e disseminazioni efficaci. 
Le principali tipologie di trattamento dei boschi cedui sono: 
• ceduo a ceppaia, il taglio viene effettuato vicino al suolo, stimolando così l’emissione di polloni. Nel trattamento a taglio raso si asportano contemporaneamente tutti i polloni per cui nei primi anni dopo il taglio, il suolo resta scoperto ed è soggetto a dilavamento ed erosione, il rilascio di matricine riduce questi fenomeni pericolosi; 
• ceduo a capitozza, il taglio si esegue a una certa altezza sul fusto o subito sopra l’inserzione delle branche principali. I turni sono brevi (anche solo 2-3 anni) e le piante sono debilitate, spesso si instaurano carie a partire dalla zona di taglio. Un tempo veniva praticato per ottenere frasche, fascine e pertiche su salice bianco, pioppo, frassino, gelso; 
• ceduo a sgamollo, rispettando il fusto si tagliano le branche principali così da costituire una capitozza su ognuna. Nei tempi passati veniva praticato sul frassino per ottenere frasche per l’alimentazione di ovini, caprini, conigli e fascine per forni e stufe; 
• ceduo a sterzo o taglio della formica, sulla ceppaia a ogni taglio (ogni 2-3 anni) si asportano solo i polloni maturi. Si ottiene quindi un ceduo disetaneo, si evita lo squilibrio nell’attività della ceppaia prodotto dal taglio di tutti i polloni, il suolo risulta sempre protetto e si assicura una certa difesa della vegetazione giovane da freddo, caldo, vento e irraggiamento solare. Richiede manodopera attenta, non è meccanizzabile ed è adatto a una gestione famigliare del bosco. 
Con il governo a ceduo si hanno i seguenti vantaggi
• frequenza del reddito; 
• facilità nella programmazione dei tagli [ 54 ], ripartendo la superficie del bosco in un numero di sezioni annuali pari agli anni del turno; 
• cure colturali poco impegnative, senza necessità di potenti mezzi tecnici; 
• rinnovamento del bosco a basso costo; 
• buona resistenza alle avversità parassitarie, la brevità dei turni limita la proliferazione dei parassiti e dei patogeni; 
• possibilità di utilizzare suoli superficiali inadatti alla crescita di grandi alberi. 
Con il governo a ceduo si hanno i seguenti svantaggi
• la produzione è costituita per massima parte da legna per combustibile e in piccola parte da legname da opera; 
• le ceppaie si indeboliscono progressivamente e perdono la capacità di emettere polloni; 
• non è possibile praticare il pascolo che danneggerebbe i giovani polloni. 
Fustaia Le principali tipologie di trattamento dei boschi a fustaia sono: 
• fustaia a taglio raso, boschi coetanei in cui gli alberi, raggiunta contemporaneamente la maturità, vengono tutti tagliati. Il rinnovo si realizza artificialmente dopo il taglio per semina o piantagione. Nel periodo post-taglio il suolo è soggetto a invasione di erbe e arbusti, soffre le azioni erosive degli agenti atmosferici. La coetaneità del bosco favorisce e aggrava gli attacchi parassitari. Il vento può produrre enormi danni nelle fustaie coetanee mature come avvenuto nel caso della tempesta Vaia del 2018 nel Nord-Est italiano. Per limitare i danni da vento può essere utile effettuare la tagliata a strisce in direzione contraria ai venti dominanti. Questa forma di trattamento presenta indubbi vantaggi: è facilmente meccanizzabile, si producono fusti dritti, poco nodosi, cilindrici, il taglio non danneggia il rinnovo che è posticipato e consente a fine turno di sostituire la specie legnosa. Il taglio raso è da evitare in appezzamenti molto inclinati e nei boschi con funzione protettiva; 
• fustaia con tagli a buche, strisce, fessure, quando le aree di taglio hanno dimensioni pari almeno al doppio dell’altezza degli alberi, in genere tra i 1.000 e i 3.000 metri quadri; 
• fustaia a tagli successivi, l’abbattimento delle piante mature avviene in un periodo di 10-30 anni con una serie di tagli di: preparazione, sementazione, sgombero [ 55 ]. Il bosco si rinnova naturalmente grazie alla produzione di semi da parte delle piante escluse dal taglio, prima dell’ultimo taglio il nuovo bosco è già nato. I tagli di preparazione fanno spazio attorno alle piante destinate alla riproduzione, predisponendole alla fruttificazione e il suolo a ricevere i semi. A seconda delle situazioni possono essere eseguiti da uno a tre tagli di preparazione a intervalli di 3-5 anni. Il taglio di sementazione viene eseguito in corrispondenza di una annata di “pasciona” (grande produzione di semi), in modo da favorire lo sviluppo di nuove piantine (novellame). I tagli di sgombero si effettuano per eliminare le grosse piante quando il novellame non necessita più di protezione e comincia a soffrire per l’ombreggiamento. Hanno inizio 2-3 anni dopo il taglio di sementazione e procedono sino al completo rinnovamento del bosco. Anche in questa forma di trattamento conviene effettuare la tagliata a strisce, in direzione contraria ai venti dominanti. Vantaggi: il terreno è sempre coperto, si evitano le spese per il rinnovamento (semina, piantumazione), le piante madri proteggono il novellame. Svantaggi: danni al novellame durante l’abbattimento delle piante, il vento e la neve possono causare danni alle piante isolate che restano dopo il taglio di sementazione; 
• fustaia a taglio saltuario o a scelta, secondo questa forma di trattamento vengono tagliate le singole piante che hanno raggiunto le dimensioni opportune ai fini prefissati (legname da opera, tavolame, ecc.) [ 56 ]. Si ottiene un bosco disetaneo in continuo rinnovamento. La copertura del suolo è permanente, si riducono i danni da vento e da avversità parassitarie, la produzione di legname è continua. Le spese di gestione tuttavia sono elevate, i prodotti legnosi sono disomogenei, la meccanizzazione delle operazioni difficoltosa, i tagli danneggiano il novellame e le piante in crescita. Il taglio saltuario è adatto a pendii montani scoscesi, battuti dai venti e dalle valanghe. 
Ceduo composto In questa forma di governo del bosco coesistono ceduo e fustaia sullo stesso appezzamento. Si parla di ceduo sotto fustaia, se prevale il primo, fustaia sopra ceduo, se prevale il secondo. Ceduo e fustaia possono essere della medesima specie o di specie diverse, il ceduo può essere coetaneo o disetaneo, la fustaia invece è sempre disetanea (a differenza delle matricine del ceduo matricinato che sono coetanee). Solitamente la fustaia è costituita da alberi appartenenti a diverse classi cronologiche di età multipla del turno del ceduo, pertanto quando si taglia il ceduo [ 57 ] si tagliano anche gli alberi della fustaia che hanno raggiunto la maturità. 
Questa forma di governo offre i seguenti vantaggi: turni brevi ed elevata produzione di massa legnosa, possibilità di produrre assortimenti speciali (per diametro e lunghezza), buona protezione del suolo, rinnovamento agamico e sessuale del bosco con elevata stabilità e biodiversità, limitazione dei danni da avversità abiotiche e biotiche. 
Svantaggi: legname da lavoro di qualità inferiore rispetto alle produzioni da fustaia, complessa gestione tecnico-amministrativa. 

     Taglio del bosco 
Con il taglio, si ottengono dal bosco produzioni legnose e si stimola il rinnovamento sia nei cedui, dove la riproduzione è agamica, sia nelle fustaie con la riproduzione da seme [ 58 ]. 
L’esecuzione regolare del taglio combatte efficacemente i due grandi nemici che irrimediabilmente affliggono i boschi di tutto il pianeta Terra: le tempeste di vento e gli incendi. 
La stagione più favorevole al taglio coincide con il riposo vegetativo, in questo periodo l’assenza di circolazione linfatica limita lo sviluppo di patogeni sulle superfici di taglio, il numero di polloni emesso sarà più elevato che effettuando il taglio durante il periodo vegetativo, non si disturbano le attività riproduttive della fauna selvatica insediata nel bosco. 
Nelle zone meridionali d’Italia, dove le piante si trovano in riposo nel periodo siccitoso estivo, può essere conveniente il taglio all’inizio dell’autunno. Nei climi molto freddi il taglio nei periodi di grande gelo può presentare inconvenienti a causa della fragilità delle strutture legnose, con rischio di spacchi dei tronchi (“cretti”) e conseguente perdita di valore commerciale. Le diverse Regioni italiane stabiliscono con propri regolamenti forestali i periodi in cui si può realizzare il taglio. 
Il tempo che intercorre tra la nascita del bosco e il taglio è denominato turno rotazione oppure alternazione
La durata del turno va dai 2-4 anni, nel caso di ceduazioni con essenze a rapida crescita, ai 100 anni, per fustaie di specie longeve. 
A turni lunghi corrispondono produzioni importanti sotto l’aspetto quantitativo e qualitativo, ma con il passare del tempo e l’incremento in altezza degli alberi aumentano esponenzialmente i rischi di stroncamento per effetto del vento e il rischio di incenerimento per incendio. 
A seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere possiamo distinguere diverse tipologie di turnazione
• turno fisiocratico: quando consente di ottenere dal bosco la massima quantità di legno, a prescindere dagli assortimenti mercantili; 
• turno di maturità: quando coincide con l’età massima che la pianta per le sue potenzialità naturali può raggiungere. Attendere così a lungo incrementa i rischi di perdita totale o parziale delle produzioni; 
• turno tecnico: quando permette di ottenere legname ottimale per specifiche applicazioni, quali doghe per barriques, tavole armoniche per strumenti musicali, pali per frutteti e vigneti; 
• turno mercantile o commerciale: quando consente di ottenere gli assortimenti legnosi che hanno il più elevato valore di mercato; 
• turno finanziario o fondiario: quando il bosco, quale parte organica di una azienda agricola, permette di ottenere il più elevato beneficio fondiario. 
     Classificazione per la definizione dell’uso del suolo

Allo scopo di uniformare le informazioni, la classificazione tematica per la definizione dell’uso del suolo corrisponde a quella del secondo livello del sistema Corine Land Cover [ 59 ], mentre le aree boschive costituite da ambiti omogenei (per sottocategoria forestale e tipo colturale) sono definite secondo la classificazione dell’inventario forestale nazionale (INFC) [ 61 ] [  62 ] e classificate anche in funzione delle categorie degli European Forest Types [ 63 ].


 59  Classificazione tematica secondo Corine Land Cover (Ispra, 2010). 

 60  (a) Superficie agricola utilizzata a vigneto. (b) Corso d’acqua. 

 61  Categorie e sottocategorie forestali secondo l’inventario forestale nazionale (INFC) (Gasparini e Tabacchi, 2011). 

 62  Tipo colturale secondo l’inventario forestale nazionale (INFC) (Gasparini e Tabacchi, 2010). 

 63  Categorie e tipi forestali secondo European Forest Types (Barbati et al., 2014). 

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE