CAPITOLO 3

DIFESA: Colture legnose e gestione ambienti forestali

 PERCORSO E AMBITI OPERATIVI 


  1   Arboricoltura e forestazione
Per fornire l’ossigeno che una persona consuma in un anno sono necessari 2 grandi alberi (es. 2 pioppi). Progettazione e gestione di un arboreto a legno: scegliere in base all’ambiente. Piante riprodotte per clonazione: pioppo, salice. Piante riprodotte per seme.


  2   Pioppo: aspetti generali e avversità
Marciume radicale fibroso da armillaria e Marciume radicale lanoso da rosellinia: funghi polifagi, eliminare ceppaie e residui delle radici, drenare i suoli. Bronzatura e Ruggine: necrosi puntiforme e filloptosi, cloni resistenti e anticrittogamici. Afide lanigero del pioppo. Ifantria americana. Saperda.


  3   Selvicoltura e piante forestali
La gestione del bosco mira a garantirne la perpetuazione tramite: rinnovazione, diradamento, taglio. Pianificazione: 1° livello Programma Forestale Regionale (PFR); 2°livello, di pianificazione Piano Forestale di Indirizzo Territoriale (PFIT); 3° livello, a scala aziendale Piano di Gestione Forestale (PGF).


  4   Classificazione e governo dei boschi
In base alla specie: bosco misto, bosco puro. In base all’età delle piante: coetaneo, disetaneo. In base alle caratteristiche del legno: essenze dure, essenze tenere. In base al modo in cui il bosco si rinnova: per seme, agamicamente per gemma. In base alla forma di governo: ceduo, fustaia, ceduo composto.


  5   Gestione del bosco e assestamento forestale
Piano di assestamento forestale: obiettivi, compartimentazione della foresta, individuazione delle comprese. Inventario del bosco: per cavallettamento totale, per aree di saggio, per campionamento, speditivo. Programmazione dell’attività, provvigioni e turni.


  6   Ambiente forestale e gestione della fauna selvatica
Impatto degli animali selvatici sugli ecosistemi agricoli e forestali. Offerta alimentare disponibile per i selvatici. Conservazione e diffusione delle radure. Coltivazioni a perdere, gestione del bosco con produzione semi e frutti. Piani di assestamento faunistici.


  7   Pinacee: avversità
Carie o Marciume radicale delle conifere: favorire boschi misti, trattare con urea le ceppaie. Ruggine dell’abete bianco: pustole giallastre sugli aghi, scopazzi; eliminazione alberi colpiti. Cocciniglia della corteccia del pino marittimo. Processionaria del pino.


  8   Latifoglie: avversità
Mal bianco della quercia: selezione piante resistenti. Grafiosi dell’olmo: arrossamento e disseccamento della chioma, morte. Afidi galligeni su foglie. Processionaria della quercia e Tortricide della quercia: diffondere i limitatori naturali. Tarlo asiatico del fusto: diffusione in corso.
IN SINTESI

L’arboricoltura da legno consiste nella coltivazione di alberi in terreni non boscati, finalizzata esclusivamente alla produzione di legno e biomassa. La coltivazione è reversibile al termine del ciclo colturale. Il pioppo, riprodotto per clonazione (talea) è ampiamente coltivato nella Pianura Padana. Importanti specie riprodotte da seme sono: frassino, robinia, querce, ciliegio, pini, abeti, eucalipti. Il bosco è una superficie coperta da vegetazione arborea e arbustiva, di origine naturale o artificiale, con estensione non inferiore ai 2.000 metri quadri, larghezza media non inferiore a 20 metri e con copertura arborea forestale maggiore del 20%. La selvicoltura si occupa dello studio e delle tecniche colturali atte a conservare l’equilibrio dinamico del bosco.


ABSTRACT

Woody crops and forest environments management
Arboriculture for timber consists of the cultivation of trees in non-wooded lands, aimed exclusively at the production of timber and biomass. Cultivation is reversible at the end of the crop cycle. The poplar, reproduced by cloning (cutting), is widely cultivated in the Po Valley. Important species reproduced by seed are: ash, locust, oak, cherrytree, pine, fir, and eucalyptus. The forest is an area covered by arboreal and shrubby vegetation, of natural or artificial origin, with an extension of at least 2,000 square metres, an average width of over 20 metres and a tree canopy greater than 20%. Silviculture deals with the study and the cultivation techniques suitable to preserve the dynamic balance of the forest.

APPROFONDIMENTO 9

Due nemici del legno (i rodilegno)

Cossidae sono una famiglia di falene le cui larve sono generalmente xilofaghe. In Italia questa famiglia, ritenuta una delle più primitive tra i Lepidotteri, annovera una decina di specie, di cui quelle più note in ambito agrario (per i danni causati a fruttiferi, colture legnose, alberature ornamentali paesaggistiche, come anche al settore forestale) sono Zeuzera pyrina e Cossus cossus. Entrambe, in quanto hanno larve che si nutrono del legno, sono comunemente chiamate rodilegni: per il colore delle rispettive larve la prima è conosciuta con l’appellativo di rodilegno giallo, mentre la seconda rodilegno rosso

La femmina di Z. pyrina depone centinaia di uova nelle screpolature della corteccia, da cui le larvette neonate si spostano per attaccare germogli e teneri rametti entro i quali formano una camera; poi esse si approfondiscono scavando lunghe gallerie ascendenti sul fondo delle quali si impupano. A maturità la crisalide risale la galleria e fuoriesce dalla corteccia per sfarfallare. 

C. cossus ovidepone di preferenza alla base di branche o ai piedi dell’albero e le larve, che hanno comportamento gregario, nelle prime fasi di vita scavano piccole gallerie nella zona del cambio; a primavera dell’anno successivo riprendono l’attività scavando gallerie più grandi e profonde, generalmente in direzione verticale verso l’alto o il basso. 

L’attività di scavo produce rosura che assieme alle deiezioni viene spinta fuori dalle gallerie; la presenza di tale materiale è il segnale esteriore che la pianta è stata attaccata.

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE