8   Palme: avversità

    Punteruolo rosso Red palm weewil

• Fitofago
Rhyncophorus ferrugineus

• Classificazione
ord. Coleotteri fam. Dryophthoridae

Descrizione L’adulto misura circa 30 mm. I maschi sono leggermente più piccoli delle femmine e si riconoscono per la presenza di una peluria sul rostro. Il colore di fondo è appunto rosso ferruginoso, con macchie nere che sul pronoto formano un disegno (quello prevalente è a 7 macchie [ 64  ]). La larva è apoda, segmentata, bianco-crema, lunga a maturità 5 cm [ 65a ]; si impupa in camere pupali fatte con le fibre della palma [ 65 b,c ].

 65  (a) Larva all’interno di una palma abbattuta; (b) camera pupale; (c) adulto immaturo nel “bozzolo”.
Piante ospiti e distribuzione Il punteruolo rosso delle palme è un curculionide originario dell’Asia Sud-orientale dove era noto da tempo per la sua aggressività (furono segnalate infestazioni gravi in India nel primo scorcio del Novecento su palme da cocco e dattilifere), ma solo a partire dagli anni ’80-90 di quel secolo ha iniziato la massiva diffusione verso Occidente [ 66 ], attraversando la Penisola arabica, il Medio Oriente e poi l’Egitto, per approdare nell’Europa mediterranea e anche nelle Canarie (prima segnalazione in Spagna nel 1994, in Italia nel 2004), infine è apparso anche in California (2010) dove però è stato eradicato. Esso è in grado di vivere su diversi generi di palme (Aracaceae), ma la più suscettibile in ambiente mediterraneo è Phoenix canariensis; tra i potenziali ospiti figurano piante di altre famiglie.

 66  Mappa di distribuzione di R. ferrugineus aggiornata al 2020, tratta dal sito della EPPO.

Biologia La biologia del curculionide probabilmente ha subito modifiche adattative in rapporto ai nuovi ambienti di introduzione. 
In laboratorio si sono avuti questi dati:
• lo sviluppo larvale passa attraverso cinque mute in poco più di 100 giorni;
• l’impupamento dura quattro settimane;
• gli adulti vivono circa 200 giorni (le femmine sono più longeve dei maschi);
• le femmine sono in grado di deporre mediamente 170 uova, di cui la metà si schiudono in pochi giorni;
• alimentando gli esemplari con mele e banane sono stati registrati tre cicli completi in due anni.
Il punteruolo tende a vivere il più possibile sulla palma da cui ricava il proprio nutrimento, ma è in grado di spostarsi e allargare l’infestazione per gran parte dell’anno purché la temperatura non sia bassa. 
Si insedia nelle palme solitamente nella zona della corona di foglie, e i maschi emettono un feromone di aggregazione che attira altri esemplari di entrambi i sessi; la deposizione delle uova avviene preferibilmente alla base del rachide o in lesioni. 
Il risultato finale dell’attività trofica è il collasso a cui segue la morte della palma quando viene distrutto l’apice vegetativo. Sulle palme attaccate è possibile ritrovare il rincoforo in tutti gli stadi di sviluppo.

Danni Le palme colpite quasi sempre non sopravvivono: tra l’inizio dell’infestazione e la morte passano tra i quattro e gli otto mesi. R. ferrugineus si è dimostrato altamente distruttivo tanto da modificare l’aspetto storico-paesaggistico di città e litorali italiani e dei Paesi circum-mediterranei [ 67 ].


 67  (a) Palma totalmente collassata con la chioma richiusa a “ombrello”; (b) esito del passaggio del punteruolo nel parco di un ex-hotel a Bordighera: si scorgono una palma collassata e altre morte e spoglie; (c) quadro di C. Monet del 1884; (d) palmeto creato dal botanico L. Winter nel XIX sec. a scopo commerciale, sempre a Bordighera: oggi con degrado e danni da punteruolo rosso.

• Difesa Non appena constatata la potenziale distruttività di R. ferrugineus, c’è stata una crescente mobilitazione di idee e di energie per trovare una soluzione alla gravissima minaccia. 

L’introduzione di questo insetto alieno ha rappresentato in modo emblematico, dal punto di vista fitosanitario, quanto attualmente è possibile mettere in campo per il controllo di un organismo dannoso. Tralasciando le proposte più fantasiose, sono state sperimentate metodologie diagnostiche avanzate e ogni strategia e mezzo di lotta disponibile. Per il monitoraggio/cattura sul territorio del rincoforo, è stato sintetizzato il feromone di aggregazione (chiamato comunemente ferruginolo) che, assieme ad altre esche olfattivo-alimentari, è stato impiegato come innesco di trappole. Queste inizialmente erano di colore rosso (considerato attrattivo per i coleotteri) e venivano appese sulle palme [ 68a ], ma poi si è visto che il colore e la collocazione erano inappropriati e si è passati a trappole nere da semi-interrare a distanza dalle palme [ 68b ]. L’individuazione dell’attacco per semplice osservazione visiva è assai difficoltosa per il fatto che spesso l’infestazione decorre asintomatica, almeno nelle fasi iniziali. La presenza del parassita può talvolta essere rilevata da erosioni fogliari, ma poiché l’attacco vero e proprio è dovuto alle larve che scavano all’interno dei tessuti morbidi dello stipite, esteriormente la manifestazione più caratteristica è data da un anomalo ripiegamento di una o più foglie [ 69 ]. Per superare la difficoltà di individuare precocemente le piante colpite, sono state tentate diverse vie alternative all’ispezione visiva umana: una di esse si è orientata sull’impiego di tecnologie sofisticate quali microcamere wireless per l’ispezione della chioma da terra; una seconda impiega termocamere all’infrarosso [ 70 ] in quanto l’attività delle larve modifica i parametri termici all’interno dello stipite; una terza si basa sulla rilevazione acustica dell’attività trofica del parassita mediante apparecchi chiamati Larval sound detector; una quarta ha preso in considerazione il fatto che la palma ammalata emetta specifiche molecole volatili diagnosticabili, così si è pensato di utilizzare “nasi” artificiali (un apparecchio detto Portable Elettronic Nose che coniuga una analisi cromatografica dei metaboliti fogliari con un sofware per classificare l’odore) e nasi naturali di cani appositamente addestrati [ 70b ]. La disponibilità del feromone ha consentito di mettere in atto strategie di lotta basate sul criterio della cattura massale, e anche sul sistema push&pull, abbinando alla trappola prodotti repellenti da irrorare sulle piante. Un metodo che inizialmente aveva destato molto interesse era una sorta di dendrochirugia [ 71a ], ossia una potatura di risanamento lasciando sulla palma il solo ciuffo sopra il meristema apicale e scolpendo e ripulendo il capitello dal rincoforo: questa tecnica, tuttavia, da sola non si è rivelata risolutiva. Si è pensato di utilizzare mezzi fisici, in particolare il calore, da impiegare come trattamento terapico: una ditta ha costruito una apposita attrezzatura costituita da un anello di erogatori di microonde collegato a un braccio meccanico, in modo da raggiungere e cingere la base della corona [ 71b ] dove generalmente si ha la maggiore concentrazione dell’insetto (il sistema, oltre a essere costoso e impiegabile solo su palme facilmente raggiungibili, non preserva però da possibili successive infestazioni).
Il ricorso a mezzi chimici è quello più semplice, tuttavia, per essere efficace, occorre tenere sotto copertura continua la palma con insetticidi variamente somministrati, ma a prescindere dai costi, questa modalità di difesa è applicabile in pratica solo nei giardini privati [ 72 ]. Per superare la difficoltà di irrorare sulla palma la soluzione fitoiatrica (insetticidi, nematodi entomopatogeni) dall’alto, è stato anche proposto l’impiego di droni [ 73 ] ed è stato brevettato un sistema semi-fisso che consente di far salire il prodotto fino alla base della corona e lì spruzzarlo automaticamente [ 74 , 75 ]. Molto si è puntato sul trattamento endoterapico tramite l’iniezione nel tronco di insetticida [ 76a ], metodo molto adatto in ambiente urbano e per alberi ornamentali. Tuttavia a causa della particolare struttura anatomica della palma (detta atactostelica, cioè che non presenta un accrescimento secondario e ha singoli vasi cribro-vascolari dispersi nella sezione del cilindro centrale) e del fatto che le larve si trovano soprattutto nei tessuti interni, probabilmente poco raggiungibili da quote adeguate dell’insetticida, questa soluzione si è rivelata insufficiente con gli insetticidi inizialmente testati [ 76b ]. Per trattamenti endoterapici su palma è però attualmente disponibile un insetticida a base di emamectina benzoato che, se somministrato in via preventiva, ha mostrato una efficace copertura. Da prove di campo condotte in Spagna è risultato che la sua capacità di traslocazione è molto buona senza alcuna necessità che la palma venga irrigata per favorire l’assorbimento, e una sola applicazione annuale è in grado di contenere l’infestazione fino al 100%, sia su piante di 3 metri che su quelle di 8 metri [ 77 a,b ]. Altre sperimentazioni condotte in Paesi di lingua araba hanno confermato l’ottima mobilità, persistenza ed efficacia del prodotto; si è inoltre constato che su palme da dattero dopo 60 giorni dal trattamento non rimangono residui nei frutti. L’emamectina benzoato per endoterapia su palma è stata autorizzata in Italia nel giugno 2020 (Revive®): il produttore ha messo in commercio una apposita apparecchiatura per l’iniezione [ 78 ]. In direzione di una strategia di controllo sostenibile, sono stati proposti e sperimentati biocidi non chimici come funghi entomopatogeni [ 79a ] e nematodi entomopatogeni. In laboratorio si dimostrano efficaci ma sono di non facile impiego e di sicuro risultato nelle condizioni reali. In prove di semi-campo effettuate in Spagna impiegando con ripetute applicazioni il nematode Steinernema carpocapsae formulato con chitosano, una sostanza stimolante delle difese, fu raggiunto un tasso di mortalità dell’80% e del 98% con somministrazione del prodotto in via preventiva. In conclusione, la lotta contro questo pericoloso insetto va affrontata secondo i criteri del IPM (Integrated Pest Management) implementando e combinando al meglio le diverse metodologie (FAO, Red Palm Weevil: Guidelines in management practices, Roma, 2020). Il punteruolo rosso è soggetto a Decreto di lotta obbligatoria (D.M. 09/11/2007).

Antagonisti naturali Come in generale accade per i parassiti alieni, il punteruolo non ha trovato nei nostri ambienti antagonisti naturali; l’incidenza di mortalità dovuta a limitatori occasionali è trascurabile.

    Castnide delle palme South American palm borer

• Fitofago
Paysandisia archon

• Classificazione
ord. Lepidotteri fam. Castniidae

Descrizione L’adulto è una grande farfalla con apertura alare intorno ai 10 cm [ 80a ] e il suo volo è ben udibile. Le ali anteriori appaiono di un color grigio-oliva, mentre quelle posteriori sono arancione con ampia banda trasversale nera maculata di bianco; le antenne sono di tipo clavato. Le femmine sono dotate di un ovidepositore a forma di ago di 4-5 mm. La larva è bianco-crema con capo color nocciola e corpo segmentato (il secondo segmento toracico è più largo degli altri), provvista di zampe toraciche e pseudozampe addominali, di dimensioni a maturità fino a 9 cm di lunghezza e 1,5 di diametro [ 80b ]. La crisalide è di colore terra bruciata, di 5 cm di lunghezza, racchiusa in un bozzolo costruito con fibre della palma tappezzate all’interno di seta e secrezioni [ 80c ]. L’uovo è lungo circa 5 mm, la sua forma ricorda quella della cariosside di riso, ma con 6-8 creste longitudinali [ 80d ].

Piante ospiti e distribuzione Il castnide è originario del Sud America e le prime segnalazioni della sua presenza inEuropa sono del 2001: prima in Spagna e Francia, successivamente in altri Paesi, tra cui il nostro (in particolare nelle Regioni centro-meridionali). Esso ha come ospiti vari generi di palme purché di diametro di almeno 5 cm; da noi è stata riscontrata su Trachycarpus fortuneiPhoenix canariensis e soprattutto Chamaerops humilis che è l’unica palma indigena.


Biologia P. archon è un lepidottero diurno che fa la sua apparizione tra maggio e settembre. Dopo l’accoppiamento la femmina depone le uova nel corso di tutta la stagione (si presume ben oltre il centinaio) tra le fibre delle foglie all’inserzione del rachide. La schiusura avviene dopo 2-3 settimane e la larva neonata (di colore rosato, provvista di setole e lunga 7 mm) penetra all’interno della palma alimentandosi dei suoi tessuti e approfondendosi tramite gallerie longitudinali tendenzialmente rettilinee, il cui diametro aumenta in misura dell’accrescimento della larva stessa. La vita larvale prosegue generalmente per più di un anno, dunque sverna in questa fase una o due volte in rapporto all’epoca di ovideposizione; alla fine dello sviluppo si incrisalida risalendo verso la superficie dove forma un bozzolo, posizionato in modo da facilitare lo sfarfallamento dell’adulto, forma in cui rimane da 40 a 70 giorni in funzione della temperatura.
Danni Segni dell’attacco sono la presenza di rosura scura che fuoriesce dai fori di entrata e si accumula alla base delle foglie della corona, e le caratteristiche erosioni e perforazioni delle foglie [ 81 ]. Il danno effettivo consiste nella progressiva distruzione dei tessuti interni della palma, con appassimento delle foglie fino alla morte della pianta [ 82 ].

 81  Tipici sintomi fogliari causati dall’attività delle larve. Le foglie della palma nana si possono paragonare a un ventaglio, algermogliamento sono chiuse, poi si aprono: se la larva erode perforando lateralmente da parte a parte il ventaglio chiuso, quando si dispiega esso appare come merlettato (a), se invece viene troncata la sommità allora il risultato è una sorta di seghettatura (b);(c) e (d) erosioni multiple.

• Difesa Contro questo parassita la lotta è difficile. Sono state effettuate prove con discreti risultati usando nematodi entomopatogeni: l’intervento va effettuato in primavera e in autunno con abbondante bagnatura e nelle ore fresche; questo metodo può trovare impiego in vivaio e in ambiente urbano. L’unica concreta alternativa è l’eradicazione e la distruzione delle piante colpite (mediante triturazione o trattamento termico in modo da eliminare le larve).

    Tropiduchide delle palme Dubas bug

• Fitofago
Ommatissus binotatus

• Classificazione
ord. Hemiptera Homoptera fam. Tropiduchidae

Descrizione La femmina adulta è lunga circa 4 mm (il maschio è un po’ più piccolo), di color giallo-grigio con macchie scure nella regione del capo e sull’addome [ 83a , 84a ]; le ninfe portano sui segmenti posteriori lunghi e sottili filamenti cerosi [ 83b ].

Piante ospiti e distribuzione Il Dubas bug (O. binotatus = O. lybicus) è presente nei Paesi arabi, mediorientali e Nordafricani con qualche segnalazione in Italia, Francia e nella Penisola iberica. Vive sulla palma da datteri e altre specie di aracacee.

Biologia Nei Paesi della Penisola arabica il tropiduchide compie due generazioni all’anno (in Italia una) e viene disperso nei palmeti dal vento. Le femmine vivono per poco meno di due mesi riuscendo a deporre oltre un centinaio di uova. La schiusa si realizza dopo più di un mese dalla deposizione alla temperatura ottimale di 25-27,5 °C; le neanidi attraversano 5 età larvali prima di diventare adulti. Il tempo necessario per il ciclo completo da uovo ad adulto è stato misurato in 84 giorni a 27,5 °C.

Danni L’insetto, sia come neanide sia da adulto, si nutre pungendo e succhiando liquidi vegetali [ 85 a,b,c ] con produzione di copiosa melata che può ricoprire interamente le foglie della palma e successivo sviluppo di fumaggini, fatto che riduce la capacità fotosintetica della pianta e si traduce nell’incommerciabilità dei datteri [ 85d ]. Nei Paesi dove si coltiva a scopo produttivo la palma da datteri questo parassita è considerato un serio pericolo. In Italia sono stati segnalati danni su palme nane (ingiallimenti e necrosi fogliari) coltivate in vivaio e per fronda nel Ponente Ligure nella primavera del 2010.


 85  (a) Femmina adulta; (b) quando la temperatura è più alta gli insetti si ammassano nelle parti delle foglie riparate dai raggi del sole, mentre nelle ore meno calde (c) si spostano; (d) danno indiretto sui frutti della palma da datteri dovuto alla combinazione melata+fumaggini (cortesia PhD Al Sarai Al Alawi, Imperial College London, 2015; foto (d) di Al Katri, 2008).

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE