7   Eucalipto: avversità

    Psilla dell’eucalipto Red gum lerp psyllid

• Fitofago
Glycaspis brimblecombei

• Classificazione
ord. Hemiptera Homoptera
fam. Psillidae

Descrizione L’adulto misura circa 3 mm e ha una vita molto breve. Neanidi ninfe si trovano sotto una protezione cerosa, detta lerps: il colore varia dal giallo all’arancio rossastro con astucci alari marrone scuro [  60 ].

Piante ospiti e distribuzione La psilla è nativa dell’Australia orientale e ha come ospiti una quindicina di specie di eucalipto, tra cui quello rosso (Eucalyptus camaldulensis) che in Italia ha avuto un largo impiego per fini ornamentali in città, interventi di bonifica e di rinsaldamento. Il parassita è divenuto invasivo a partire dal 1994 (California); attualmente è segnalato praticamente in tutte le parti del mondo dove è presente l’eucalipto. In Europa è arrivato nel 2009 e l’anno dopo in Italia.

Biologia Glycaspis brimblecombei ha un numero di generazioni variabile in rapporto alla zona climatica (da 2 a 4 negli areali di origine). Il suo sviluppo passa attraverso cinque stadi pre-immaginali; la femmina depone le uova ad arco, ancorandole sul substrato con un corto pedulcolo, e la schiusa avviene dopo 7-10 giorni. La psilla è in grado di compiere il suo ciclo su entrambe le facce delle foglie e quelle nuove vengono rapidamente attaccate quando si espandono. Gli adulti alati sono in grado di diffondere la specie a distanza. La sua presenza è immediatamente rilevabile in quanto le colonie spiccano per il colore chiaro dei lerps [ 61a ], i quali hanno forma sub-conica, dimensioni fino a 3 mm di diametro e altezza [ 61b ], e sono sovente accompagnati da gocce trasparenti di melata.


 61  Infestazione di psilla dell’eucalipto: (a) come si manifesta l’attacco; (b) lerps, parola aborigena che indica una sostanza dolciastra utilizzabile come alimento.

Danni L’attacco della psilla causa scolorimento e caduta delle foglie: talora la defogliazione è così spinta che le piante si indeboliscono fino a non sopravvivere. In Italia le infestazioni di questo parassita hanno assunto un livello di gravità già poco dopo la sua comparsa nel Centro-Sud e in Sardegna, regione in cui, a causa della sua presenza, si è registrato un forte calo nella produzione di miele nel 2010. La forte produzione di melata appiccicosa, assieme agli imbrattamenti da fumaggini e alla caduta delle foglie su viali e su autoveicoli, rendono la psilla un organismo molesto in ambiente urbano.

• Difesa In Italia è stato osservato che il parassita viene attaccato da diversi tipi di predatori: larve di sirfidi e soprattutto antocoridi che sollevano il lerps e predano la psilla. Negli USA è stato introdotto un parassitoide specifico (Psyllaephagus blitens). G. brimblecomberi è un organismo da quarantena.

    Punteruolo dell’eucalipto Eucalyptus snout beetle

• Fitofago
Gonipterus scutellatus complex

• Classificazione
ord. Coleoptera
fam. Curculionidae

Descrizione L’adulto è lungo 12-14 mm, è di colore marrone grigiastro con una leggera fascia trasversale bruna sul dorso; è ricoperto da minuti peli colore castano chiaro ed è provvisto di un rostro piuttosto corto [ 63a ]; è dotato di ali, ma può volare solo per brevi tratti, dunque si muove abitualmente camminando. Le uova sono cilindriche, lunghe meno di 2 mm, gialline e semi-trasparenti. Le larve sono lunghe poco più degli adulti, di color giallastro-verde (con la crescita appaiono bande laterali e punti di colore scuro), segmentate, appiattite, apode e glabre, con capo bruno [ 63b ], e spesso appaiono con un filamento di materiale fecale ancora attaccato. Le pupe sono bianco-crema con occhi rosso scuro, lunghe mediamente 8-10 mm.

Piante ospiti e distribuzione G. scutellatus è di origine australiana, ma attualmente è ampiamente diffuso nelle zone del mondo dove è presente l’eucalipto (Africa Sud-orientale, California, Sud America, Cina e altri luoghi). In Europa è apparso a partire dal 1976 in Italia (Liguria). Il termine Gonipterus scutellatus complex indica un gruppo di punteruoli della famiglia Curculionidae che hanno come ospiti diverse specie di eucalipto (in particolare E. camaldulensis, E. globulus ed E. viminalis).

Biologia Le femmine del punteruolo depongono nell’arco della buona stagione fino a 400 uova disponendole in gruppetti di 8-10 in ooteche a forma di capsula, la quale viene incollata alle foglie. Dopo la schiusa delle uova le larve iniziano a nutrirsi di foglie e giovani germogli. Esse, una volta giunte a maturazione, si lasciano cadere nel terreno dove si impupano a qualche centimetro di profondità: in capo ad alcuni giorni si trasformano in adulti che risalgono sugli alberi. Il ciclo completo nelle aree dove l’insetto compie 4 generazioni (dati rilevati alle Isole Mauritius) richiede da 49 a 79 giorni, in rapporto alla temperatura; in ricerche di laboratorio effettuate in Spagna è stato registrato un arco di tempo da uovo ad adulto di 256 giorni a 10,5 °C e di soli 53 giorni a 26,8 °C. Nei nostri ambienti G. Scutellatus compie due generazioni all’anno.

Danni Il punteruolo si nutre delle foglie in tutte le sue fasi di crescita: le larve nei primi stadi smangiucchiano l’epidermide delle foglioline, poi traforano ed erodono il lembo; gli adulti lasciano caratteristiche incisioni a semiluna [ 62 ]. Il danno nel complesso è limitato e solo occasionalmente, su piante giovani o in vivaio, può diventare apprezzabile.

• Difesa È sconsigliabile l’impiego di insetticidi peraltro poco efficaci. In Sud Africa fu introdotto con successo Anaphes nitens, un imenottero Myrmaridae oofago in grado di produrre un tasso di parassitizzazione del 77-98%; la stessa esperienza fu replicata in California. In Italia fu eseguita una prova (Università di Torino) importando il parassitoide dal Sud Africa: dopo essere stato moltiplicato in laboratorio, furono eseguiti lanci in campo (Ponente ligure) nel 1978 coronati da successo, nonostante condizioni climatiche non favorevoli. Sono in corso studi circa la reale efficienza di questo parassitoide in relazione alle variabili climatiche. Il punteruolo dell’eucalipto è inserito nella lista di allerta A2 della EPPO.

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE