4   Tiglio: avversità

    Cercosporiosi Tilia leaf spot

• Agente causale
Mycosphaerella microsora

• Classificazione
ord. Ascomycota 
fam. Mycosphaerellaceae

Sintomatologia Sulle foglie è ben visibile una diffusa macchiettatura; le macchioline sono di forma sub-circolare, di diametro intorno ai 3-4 mm, di colore grigio, contornate da un alone bruno violaceo [ 50 ].

Piante ospiti e distribuzione La malattia è presente in diverse aree europee. Tilia cordata è, tra le specie di tiglio, quella più sensibile. Le piante giovani sembrano essere le più suscettibili.

Biologia ed epidemiologia L’infezione primaria è prodotta dalle ascospore che si originano nei periteci sulle foglie cadute a terra, ma il patogeno può anche permanere sulla pianta in necrosi sui rametti (forma in precedenza denominata Cercospora exitiosa). Nel corso della buona stagione il fungo si moltiplica in forma asessuata per mezzo di 3-8 conidi filamentosi, settati, lunghi 35-100 μm; essi sono generati da picnidi che compaiono sulla pagina inferiore della foglia al centro delle macchie più vecchie. La diffusione dei propaguli è affidata a vento, schizzi di pioggia, insetti; la germinazione e la successiva penetrazione avvengono in presenza di un velo d’acqua sulle foglie.

Danni Il fungo può attaccare anche il picciolo nel qual caso si può avere caduta della foglia. L’incidenza della malattia è assai variabile in rapporto all’andamento stagionale, e solo in caso di ripetute infezioni nel corso degli anni la pianta può indebolirsi.

• Difesa Ordinariamente non sono necessari provvedimenti.

    Cimicetta rosso-nera Firebug

• Fitofago
Pyrrhocoris apterus

• Classificazione
ord. Hemiptera
fam. Pyrrhocoridae

Descrizione Adulto: corpo nero, la parte dorsale presenta macchie rosse e nere che formano un disegno che fa venire in mente certe maschere tribali africane [ 51 ], lunghezza di 10 mm. Ninfa: presenta dorso rosso con abbozzi alari neri (hanno l’aspetto di una macchia nera a “U” rovesciata in prossimità del capo).

Piante ospiti e distribuzione Molto comune su parecchie specie spontanee, frequente ai piedi o sui tigli. Questo insetto ha distribuzione geografica mondiale e in Italia è diffuso ovunque fino a 1.300 metri di quota.

Biologia Sverna come adulto in vari ripari (sotto le pietre, nelle screpolature dei muri e della corteccia degli alberi, ecc.). Le uova sono deposte a mucchietti sotto foglie secche, sassi o detriti presenti sul terreno; sia le forme giovanili sia gli adulti hanno comportamenti gregari. Sviluppa una sola generazione all’anno. Si nutre pungendo semi e frutti. Si trova soprattutto a inizio primavera.

Danni Non è considerato un fitofago di interesse agrario. La sua eccessiva pullulazione in ambiente urbano può generare qualche apprensione nella popolazione.

• Difesa Non sono giustificati provvedimenti di lotta.

    Afide del tiglio Linden aphid

• Agente causale
Eucallipterus tiliae

• Classificazione
ord. Hemiptera
fam. Aphididae

Descrizione La femmina alata è di colore giallo verdognolo pallido, con una caratteristica doppia fila di punti nerastri e sclerificazioni dorsali nella porzione addominale; il capo e il torace sono neri ai margini così come l’estremità delle nervature alari [ 52 ]; anche le forme attere hanno colorazione e sclerificazioni similari.

Piante ospiti e distribuzione Questo afide è diffuso nelle regioni boreali del globo. Attacca il tiglio.

Biologia E. tiliae vive prevalentemente sulla pagina inferiore del tiglio dove forma colonie. È una specie monoica (il suo ciclo vitale infatti si svolge solo sul tiglio). Sverna come uovo deposto nelle vicinanze o sulle piante stesse, le prime forme compaiono in aprile e vanno a colonizzare le foglie. Nel corso della buona stagione si avvicendano parecchie generazioni (5-6) con accavallamenti per cui è possibile trovare contemporaneamente i diversi stadi di sviluppo; con l’autunno appaiono gli anfigonici che si riproducono sessualmente e depongono le uova invernali.

►Danni L’attività trofica dell’afide ha come conseguenza, oltre alla sottrazione di linfa, una produzione di abbondante melata che imbratta la vegetazione e cola sotto la chioma con fastidio per persone e cose quando l’albero è piantumato in giardini e alberate cittadine. Le foglie tendono a disseccare e a cadere. Tra giugno e settembre la popolazione raggiunge il massimo picco di crescita con parallelo aumento della dannosità.

• Difesa Per evitare effetti collaterali sull’entomofauna, in caso di necessità si deve assolutamente trattare dopo la fioritura, meglio se con iniezioni endoxilematiche, essendo i fiori del tiglio visitati da molti insetti [ 53 ].


 53  La spettacolare e profumatissima fioritura del tiglio attira una moltitudine di visitatori come apidi (a), cleridi (b), cantaridi (c), sirfidi (d).

    Falena brumale Winter moth

• Fitofago
Operophtera brumata

• Classificazione
ord. Lepidoptera fam. Geometridae

Descrizione Adultomaschi di colore prevalentemente grigio, ali anteriori nocciola segnate da linee trasversali ondulate più scure, ali posteriori più chiare, entrambe frangiate, apertura alare 23-30 mm; femmine brachittere (ali molto ridotte e non funzionali per il volo), corpo grigio scuro con ali di colore da nocciola a grigio-verde ricoperte di peli bianchi, dimensione 6-8 mm. Larva: inizialmente rossastra con capo nero, a maturità di colore verde tenero con banda dorsale mediana verde scuro che percorre longitudinalmente tutto il corpo affiancata da altre linee chiare [ 54 ], lunghezza 25-30 mm. Uovo: di forma ovoidale con superficie alveolata, colore verde smeraldo che volge all’aranciato con la maturazione dell’embrione.

Piante ospiti e distribuzione È specie polifaga che attacca fruttiferi (albicocco, ciliegio, susino, pomacee), piccoli frutti, nocciolo, castagno ed essenze forestali dei generi Fagus, Ulmus, Tilia, Quercus, Fraxinus, ecc. O. brumata è presente nella fascia temperato-fredda dell’Eurasia ed è stata introdotta anche in Canada e in USA.

Biologia Si tratta di specie univoltina. Supera i mesi più freddi dell’inverno nello stadio di uova incollate in modo isolato o in piccoli gruppi in prossimità delle gemme e nelle screpolature della corteccia. Lo sviluppo embrionale è influenzato dalla temperatura, ma si interrompe solo quando questa scende sotto 0 °C. La schiusura delle uova avviene generalmente ad aprile con la ripresa vegetativa della pianta ospite. Le larve scendono appese a un filo sericeo sui rami sottostanti e iniziano ad alimentarsi, dapprima forando e rodendo le gemme e poi passando sulle foglie di cui divorano il lembo fino a ischeletrirle. In un mese o poco più raggiungono la maturità, si calano verso il suolo tramite un filamento sericeo e si incrisalidano nel terreno fino a una profondità di 15-25 cm, dentro a una piccola cella costruita con fili sericei e frammenti terrosi, dove rimangono fino all’autunno. Lo sfarfallamento avviene tra l’autunno e l’inizio dell’inverno (una parte delle crisalidi può però rimanere in diapausa fino all’anno successivo). All’imbrunire le femmine escono dai loro ripari a terra e si arrampicano sulle piante lungo il tronco, portandosi verso la chioma, dove vengono raggiunte dopo qualche giorno dai maschi; poi, una volta avvenuta la copulazione, esse continuano la loro salita e, infine, depongono le uova sulla parte alta della chioma dell’albero. 
Gli adulti sono ancora attivi a temperature relativamente basse (optimum 7-12 °C) e resistono anche per qualche giorno a temperature decisamente fredde (-15 °C).

Danni Le erosioni sono estese ai vari organi verdi delle piante, compresi fiori e giovani frutti. La defogliazione può essere anche seria.

►Antagonisti
Predatori: Coleotteri Stafilinidi e Carabidi.

• Difesa Un semplice metodo agronomico per limitare i danni è fasciare strettamente il tronco delle piante all’altezza di circa mezzo metro dal terreno con fogli di plastica cosparsi di colla entomologica o con fibra sintetica in modo da impedire l’ascesa delle femmine; tali fogli devono essere installati all’arrivo dell’autunno e rimossi in primavera, avendo l’accortezza di spazzolare il tronco per rimuovere eventuali uova depositate attorno allo sbarramento. La lotta diretta può essere attuata biologicamente con irrorazioni di Bacillus thuringiensis subsp. kurstaki o subsp. aizawai oppure con insetticidi, a base di spinosad, nella seconda metà di aprile, in coincidenza con il periodo di schiusura delle uova.

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE