Introduzione • Verde non agroalimentare sostenibile

     Sostenibilità, biodiversità, ambiente
Il concetto di sostenibilità fu introdotto nel corso della Conferenza ONU sull’ambiente del 1972 e successivamente definito, dal rapporto Brundtland del 1987, in termini di sviluppo sostenibile. Lo scopo è quello di garantire un tipo di sviluppo tale da assicurare il soddisfacimento dei bisogni non solo della generazione attuale, ma anche di quelle future. 
La sostenibilità ambientale si coniuga con la biodiversità: nell’Agenda per uno Sviluppo Sostenibile 2030 (sottoscritta da 193 Paesi membri ONU) ben 14 dei 17 obbiettivi descritti hanno a che fare con la protezione della biodiversità [ 1 ]. Essa, infatti, è basilare per l’approvvigionamento di cibo, fibre tessili, acqua; mitiga inoltre i fattori che influiscono sui mutamenti climatici; difende la salute umana e sostiene posti di lavoro in agricoltura, silvicoltura e pesca. 
Nell’ambito agrario si prende a riferimento la stabilità e l’autoregolazione dei sistemi ecologici, e i fattori da tenere sotto controllo sono quelli che interagiscono con il sistema dato dalle attività umane. Attualmente, la sostenibilità prende in considerazione gli aspetti ecologici e ambientali, estendendosi anche alla dimensione economico-sociale ed etica. In effetti, nei programmi (ad esempio della FSI - Floriculture Sustainability Initiative di cui si dirà più avanti), le indicazioni non riguardano solo gli aspetti tecnico-produttivi rispettosi dell’ambiente, ma anche l’equo commercio e il sociale (qualità del lavoro, retribuzioni). 
Sotto il profilo delle tecniche di produzione afferenti ai sistemi di tipo agrario, come quello del florovivaismo [ 2 ], sono molteplici gli aspetti che vanno sottolineati. 
Balza in prima evidenza certamente la questione dell’uso dei prodotti fitosanitari, cioè delle modalità di scelta e impiego dei mezzi e delle strategie di difesa da patogeni e parassiti (in una parola la biosicurezza), ma la sostenibilità riguarda anche altro: l’impiego dell’acqua; la gestione dei rifiuti; l’approvvigionamento energetico; l’impatto dei fertilizzanti; l’emissione di CO2. 
Nell’ambito delle scienze forestali, la sostenibilità è definita come “La gestione e l’uso delle foreste e dei terreni forestali in un modo e a un ritmo che mantengano la loro biodiversità, produttività, capacità di rigenerazione, vitalità e il loro potenziale per svolgere, ora e in futuro, le loro funzioni ecologiche, economiche e sociali, a livello locale, nazionale e globale e che non provochino danni ad altri ecosistemi” (Forest Europe) e si fonda su tre pilastri: produrre risultati socialmente giusti, ecologicamente solidi, economicamente validi. 
Il PEFC Italia [ 3 ] (Programme for Endorcement of Forest Certification schemes - Programma di Valutazione degli schemi di Certificazione) elenca i seguenti requisiti per la gestione sostenibile delle foreste, il mantenimento, la conservazione e valorizzazione della biodiversità degli ecosistemi.

DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE
DIFESA E GESTIONE DELLE PIANTE