DIFESA DELLE COLTURE AGRARIE

Parte 1a a 18 Difesa: Colture erbacee, di pieno campo e orticole b 13 Step fotografico (a, b) della predazione di un afide della rosa da parte di una larva di sirfide. applicazione, con concrete possibilità di successo, l immissione di antagonisti. Solitamente l esigenza che si manifesta è quella di contenere rapidamente le popolazioni dei fitofagi: dunque, in pratica, la tecnica più ricorrente è il lancio in massa di ausiliari (metodo inondativo); in altri termini, si tratta di un azione di controllo temporaneo di un dato fitofago allorché se ne sia constatata una densità di popolazione tale da provocare un danno economico alla coltura. La lotta biologica impone necessariamente all operatore anche un cambio di mentalità che, in sintesi, comporta: la conoscenza degli insetti da combattere e quella degli antagonisti: i rapporti reciproci si sono adattati nel corso di lunghissimi tempi evolutivi [ 13 ]; dunque sono ben definiti e non mutano come avviene con i mezzi di lotta chimici che, non di rado, selezionano popolazioni di organismi nocivi resistenti (tuttavia, per operare al meglio, è necessario conoscere comportamenti e ciclo biologico di fitofagi e ausiliari e anche come i secondi agiscono sui primi); la consapevolezza che gli antagonisti sono organismi viventi e quindi vanno considerati come tali e il loro impiego non può assolutamente essere paragonato a un trattamento con prodotti chimici né ci si deve attendere un immediato abbattimento degli insetti, o acari, dannosi a seguito del lancio degli ausiliari; il continuo monitoraggio dell ambiente in cui si lavora, che comporta l adozione di strumenti semplici per il controllo delle condizioni climatiche all interno della serra (termoigrografo), per l osservazione di insetti e acari (una lente portatile; possibilmente un microscopio binoculare anche economico), per la cattura degli organismi nocivi sono generalmente sufficienti le trappole cromoattrattive [ 14 ]; il monitoraggio va esteso anche alle malerbe, eventualmente presenti in serra e attorno a essa, in quanto sulle erbe spontanee si sviluppano con una certa frequenza le specie dannose che poi infesteranno la coltura; la creazione e il mantenimento in detto ambiente, per quanto possibile in rapporto alle tecniche di coltivazione, di condizioni microclimatiche e complessive favorevoli allo sviluppo degli antagonisti; la consapevolezza che, attraverso la lotta biologica, non ci si propone di ottenere un prodotto perfetto, ma di assicurare nel tempo una riduzione dei danni entro soglie economiche tollerabili (attualmente anche sotto l 1-2% del valore commerciale della produzione); la valutazione del rapporto costi/benefici non nel breve periodo (certamente sfavorevole rispetto all impiego dei mezzi chimici), ma in un intervallo di tempo più ampio e tenendo in dovuta considerazione anche i costi indiretti, che diventano poi diretti nel lungo periodo (es. lo sviluppo di resistenza che costringe a ripiegare su nuovi prodotti fitosanitari, generalmente più costosi dei precedenti, l incremento di valore o quantomeno la migliore vendibilità delle produzioni con marchio bio e, infine, minori/nulli pericoli di ordine sanitario per gli operatori). La tecnica del lancio inondativo ha il vantaggio di poter essere praticata contro la generalità dei fitofagi; tuttavia, per ottenere buoni risultati, il monitoraggio deve essere molto attento e il lancio deve essere effettuato con tempestività. Certamente questa tecnica non è la sola a poter essere attuata in serra. possibile infatti impostare programmi di controllo biologico con le tecniche del lancio inoculativo e del lancio preventivo; esiste poi una tecnica interessante, ma di non semplice realizzazione, chiamata pest in first (= per primo il parassita). a b c d 14 (a) I pannelli cromotropici blu servono a monitorare, in particolare, la presenza di tripidi. Il fondo è cosparso di colla; la quadrettatura è utile per il conteggio degli esemplari catturati. (b, c) Attualmente sono disponibili anche feromoni di aggregazione per il tripide Frankliniella occidentalis da abbinare ai pannelli. (d) Rotoli cromoattrattivi di colore giallo impiegati per la cattura massale di afidi e aleuroidi. 02_Parte 1.indd 18 04/03/22 13:08

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